IL NAVIGATORE (seconda parte)

agosto 13, 2011 in Racconti da Meno Pelnaso

Siete esausti, in macchina fa un caldo infernale perché nel frattempo anche il condizionatore ha dato forfait, ma avete bisogno di raggiungere quell’indirizzo perché ne va della vostra vita.

Rimpiangete i bei tempi in cui litigavate con le cartine stradali grandi come lenzuola a due piazze.

Ricordate?

Ricordate che le estraevate dalla loro custodia protettiva, le spiegavate nello spazio angusto dell’abitacolo, che poco dopo diventava invivibile perché la cartina, una volta aperta, diventava ingestibile.

Regolarmente l’aprivate dal lato sbagliato o, se il lato era giusto, come minimo era a rovescio e vi toccava ripiegarla per poterla girare e poi riaprire dal lato e verso giusto.

Poi, quando finalmente avevate faticosamente individuato la zona in cui vi trovavate, la destinazione era illeggibile perché, essendo di una scala in cui in un centimetro di carta si trovava un intero quartiere, la vostra via si trovava proprio sulla piegatura consumata e ormai due o tre incroci risultavano illeggibili.

… senza parlare di quando era notte e dovevate leggerla alla flebile luce della plafoniera.

Ho visto autisti disperati fermarsi in mezzo alle tangenziali per leggere la cartina alla luce de fari abbaglianti!

Senza contare che la cartina era già poco aggiornata all’epoca della rivoluzione francese … figuriamoci nei momenti in cui eravate nelle peste!

Vi maledivate perché vi eravate sempre dimenticati di comperarne una nuova, di averla sempre tenuta in auto con affetto, perché con quella si erano già perse diverse generazioni di vostri avi, quindi oltre ad essere un cimelio era anche un vero orgoglio poter sfoggiare un pezzo di carta assolutamente inutile ma appartenuto alla vostra famiglia per generazioni.

Quando finalmente arrivavate in un autogrill vi fiondavate dentro per comperare una cartina nuova, ma di solito voi vi trovavate sulla Bologna-Firenze in pieno Ferragosto, con l’asfalto che si liquefaceva sotto i vostri sandali, e quelle che v’interessavano erano esaurite, in compenso c’erano in abbondanza quelle di Finlandia, Norvegia e Paesi Bassi!

Ormai è la forza della disperazione che oggi vi fa perseverare con quell’aggeggio infernale che va sotto il nome di “navigatore satellitare” …

– Prego pronunciare la destinazione

– Via Malta

– Destinazione: Via Manta

– No, … STOP! … Via Malta!

– Ripetere

– VIA MALTA!

– Destinazione: Via Mantra

– No, … STOP! … MA COSA CAS… DICI???

– Ripetere

– VIAAAA MALTAAAAA!!!

– Destinazione: Via Nantra

– …

– Destinazione: Via Nanta

– …

– Destinazione: Via Tanta

– …

– Destinazione: Via Tantra



… Ripetere

– BASTAAAAAA!

Finalmente, dopo preziosi minuti spesi a convincere il navigatore ad andare in Via Malta (nel frattempo avete superato da chilometri l’uscita che dovevate prendere), solitamente vi fermate a lato della strada e scrivete con mani tremanti l’indirizzo con la tastiera virtuale che compare come un salvagente sullo schermo touchscreen, ma non senza difficoltà perché anche la tastiera virtuale, nel tentativo di suggerirvi gli indirizzi, sembra avere un concetto tutto suo di dove vorreste recarvi, … poi …

… ricomincia l’attesa:

– Ricerca satelliti …

Ricerca satelliti …

Ricerca satelliti …



Fare inversione ad “U” …

– Ma hai appena calcolato il percorso e già mi fai fare un’inversione ad “U”??? …

… STOP …

… BASTA …

… ESCI …

… MAVAFFANC…!!!

– Destinazione sconosciuta!

Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

di Meno Pelnaso