Domenica c’è l’Inter

ottobre 1, 2005 in Sport da Roberto Grossi

– A punteggio pieno in campionato e Champions League la Juve prepara il big-match di domenica sera contro l’Inter con la consueta, feroce, determinazione.

L’undici di partenza sarà quello base, con l’unico dubbio Blasi-Pessotto in luogo dell’infortunato Zebina. Davanti al pubblico amico del Delle Alpi l’occasione di spedire a meno sei in classifica i nerazzurri è una tentazione troppo invitante per Capello. Il tecnico, in settimana, ha invitato Ibrahimovic ad essere meno egoista perché i milanesi non sono il Rapid Vienna.

Massima concretezza dunque, pochi fronzoli. La pensa così anche Pavel Nedved, che rammenta bene gli ultimi scontri diretti giocati dalle due rivali-scudetto sotto la Mole. La Supercoppa persa il 20 agosto grida vendetta: Noi abbiamo sempre giocato meglio – dichiara il ceko – ma ultimamente hanno trionfato loro. Ora è giunto il momento di cambiare tendenza: lasceremo l’iniziativa all’Inter e vinceremo noi….

Chissà, potrebbe essere una tattica a sorpresa rivelata dall’ex-Pallone d’Oro, che ha deciso di chiudere per sempre con la sua Nazionale (Il cuore mi direbbe di tornare, le gambe no).

I rimproveri di Capello verso Ibra, invece, sono liquidati così: Il mister bacchetta chiunque si dimostri egoista – continua Pavel – ma se lo svedese a volte è esagerato, allo stesso tempo è anche redditizio perché permette a noi centrocampisti, con le sue giocate, di inserirci in zona-gol. Inoltre, se uno possiede certi numeri, perché frenarlo? Il calcio, in fondo, è anche spettacolo per i tifosi e Ibra è un grande: se migliora ancora di un passo diventerà irraggiungibile. Cosa gli invidio? Soprattutto la sua stazza fisica, i suoi muscoli.

In tanti giurano che sia l’anno buono per l’Inter, Nedved preferisce non sbilanciarsi: Contro la Fiorentina hanno giocato bene ma i conti si fanno a fine stagione. Vale anche per noi: potremo dire di essere stati più forti dell’anno scorso solo se vinceremo di più. Il nostro segreto? Mantenere sempre l’umiltà di una provinciale.

Le potenzialità di una ‘grande’ unite alla mentalità grintosa di una ‘piccola’, un cocktail esplosivo che sino ad ora ha prodotto sette vittorie su sette, con l’Inter di Mancini chiamata a stoppare la fantastica serie. Nedved conosce bene il trainer nerazzurro: Giocavo insieme a lui nella Lazio ed era già un allenatore in campo: vedeva il calcio come pochi. Non era facile da sopportare, era ‘pesante’, ma gli allenatori così sono spesso vincenti. Capello? Lui è molto ‘pesante’….

di Roberto Grossi