Werther

giugno 15, 2005 in Spettacoli da Stefano Mola

wertherDa mercoledì 15 a mercoledì 29 giugno, si slanceranno nell’aria al di sopra del palco del Regio le dolenti, appassionate note del capolavoro di Jules Massenet, ovvero, Werther. L’opera, che debuttò alla viennese Hofoper nel 1892 è ovviamente tratta dall’omonimo romanzo di Wolfagang Goethe, adattato per la lirica da Edouard Blau, Paul Milliet e Georges Hartmann.

Che cos’è Werther? In una formula, il paradigma dell’amore romantico. Il poeta appassionato è innamorato di Charlotte. Lei non è insensibile, ma ha promesso alla madre morente di sposare l’inossidabile elettrodomestico Albert. Ci sarebbe una soluzione di back-up: la di lei sorella Sophie. Tutto potrebbe borghesemente e placidamente risolversi. Ma l’amore romantico (e speriamo non solo quello) è un sentimento assoluto che non può arretrare di fronte ai vincoli della società. Compromesso è una parola priva di cittadinanza nel cuore di Werther. L’unica possibilità perché l’amore sopravviva in eterno è dunque logicamente e paradossalmente il suicidio del protagonista. Ma queste cose le sappiamo tutti dai banchi di scuola.

Resta da vedere che cosa ne fa Massenet. Nelle parole di Alain Guignal, che sarà sul podio, Massenet è un compositore delicatissimo: io lo vedo un po’ come un Puccini francese, autore di una musica che si muove continuamente, sempre con un rallentando, un rubato, una musica che deve vivere sempre, piena di dolcezza, di morte ma anche di vivacità. Massenet aveva un senso notevole del colore orchestrale; basti vedere il modo davvero insolito per l’epoca con il quale usa il sax […] La scrittura per gli archi poi è superba: a tratti la trama sonora si assottiglia, diventa cameristica, poi torna a prendere il passo e il peso della musica del grand-opéra, a espandersi fino a una ricchezza armonica e strumentale lussureggiante (potete leggere l’intera intervista sul sempre ottimo SistemaMusica).

Chi presterà la voce ai disperati personaggi? Innanzi tutto, nel ruolo del protagonista troveremo Roberto Alagna, artista italo-francese di fama internazionale che ritorna al Regio, a pochi mesi dalla bellissima Bohème inaugurale. Charlotte sarà Monica Bacelli, mezzosoprano di gran temperamento e perfezione vocale già vincitrice del Premio Abbiati come miglior interprete femminile. Il grigio Albert verrà interpretato dal baritono Marc Barrard, mentre Sophie avrà la voce cristallina di Nathalie Manfrino. Maestro del Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, Claudio Marino Moretti.

E l’allestimento? La firma è ancora della ditta Alagna: David e Frédérico, pittori scultori, nonché fratelli del tenore, con il quale hanno già realizzato diverse produzioni. Scene e costumi (questi di Louis Désiré) tradizionali ed eleganti.

Per ulteriori informazioni:

Biglietteria del Teatro Regio

piazza Castello 215

Tel. 011.8815.241/242/270

di Stefano Mola