Scumacher in rosa, Petacchi a casa

Maggio 9, 2006 in Sport da Federico Danesi

PettacchiNAMUR – Nel giorno dell’addio di Petacchi, spunta uno Schumacher e non è Michael. Di nome Stefan, non ha nessuna parentela, ma in bici va forte lo stesso. Sul muro della Cittadella di Namur, reso ancora più duro dalla pioggia che ha flagellato gli atleti per tutto il giorno, ha piazzato il colpo doppio della vita: una tappa al Giro e la maglia rosa.

Il tutto nel giorno che segna un’altra battuta d’arresto pesante per Alessandro Petacchi. Caduto a 50 chilometri dalla fine, con il ginocchio sinistro gonfio, ha chiuso pesantemente staccato e ha dato l’addio al Giro. Impietoso il responso delle lastre fatte in serata: rotula del ginocchio sinistro fratturata e uno stop lungo almeno 70 giorni. Salterà anche il Tour, ma potrebbe recuperare per la Vuelta.

Era attesa battaglia sull’erta finale che portava sopra Namur e così è stato. Negli ultimi chilometri tutti davanti: la Csc, per un Basso che voleva lasciare il primo acuto, la Discovery per proteggere la maglia rosa, la Quick Step per Bettini, logico favorito. Savoldelli, al quale comunque non spiace assolutamente aver lasciato l’onere della maglia rosa ad un’altra squadra, ha lanciato il fido Rubiera, un po’ come spalla, un po’ per portare via secondi preziosi agli avversari che puntavano agli abbuoni.

Scatto secco, ma non bruciante, il suo. E così ai 1.500 metri finali, su di lui è piombato Schumacher. Poteva essere punto d’appoggio per Rebellin, ma il tedesco ha tenuto duro. Si è voltato, ai 600 metri finali, e quando si è accorto che né il suo capitano né altri avrebbero potuto riprenderlo, ha ripiegato la testa in avanti e tirato dritto, vincendo a braccia alzate su Rubiera e sul gruppetto dei migliori regolato da Rebellin che ha preceduto Bettini. Particolare, la storia di Schumacher. Grande speranza della novelle vague tedesca, classe ’81, lo scorso anno venne fermato per doping dopo una tappa del Tour della Renania. Fermo per quattro mesi, in settembre la sua federazione lo ha assolto, perché ha riconosciuto che i medicinali incriminati erano effettivamente contro l’asma e l’allergia. Curioso notare il medico che glie li aveva prescritti fosse proprio sua moglie.

Savoldelli, che ha offerto l’ennesima dimostrazione di una condizione invidiabile, è riuscito a piazzare lo stesso un colpo, rifilando sette secondi a Cunego e Di Luca, 23 a Simoni e quasi un minuto a Rujano.

Petacchi, scortato dai compagni, è arrivato quasi a 15 minuti, ma questo conta poco.

Oggi quarta tappa, l’ultima in Belgio prima del trasferimento in Italia: 193 chilometri da Wanze a Hotton, con un paio di salite nella prima parte che, se il tempo continuasse a volgere al brutto, potrebbero rivelarsi indigeste. La conclusione allo sprint pare comunque la più probabile. In altri tempi sarebbe stata l’occasione della rivincita per Petacchi, ma considerate le sue condizioni attuali sembra difficile.

CLASSIFICA DI TAPPA

1. Stefan Schumacher (Ger, Gerolsteiner) km 202 in a 5h14’41”, m.o. 38,514,

2. Rubiera (Spa, Discovery Channel) a 2”,

3. Rebellin (Ita, Gerolsteiner) a 6”,

4. Bettini (Ita, Quick Step) s.t.,

5. Gilbert (Bel, Française des Jeux) s.t.,

6. Voigt (Ger, Csc) s.t.,

7. Moletta (Ita, Gerolsteiner) s.t.,

8. Gutierrez Palacios (Spa, Caisse d’Epargne) s.t.,

9. Savoldelli (Ita, Discovery Channel) s.t.,

10. Pellizotti (Ita, Liquigas) a 9”.

CLASSIFICA GENERALE

1. Stefan Schumacher (Ger, Gerolsteiner) in 10h14’04”,

2. Paolo Savoldelli (Ita, Discovery Channel) a 13”,

3. Rebellin (Ita, Gerolsteiner) a 23”,

4. Gutierrez Palacios (Spa, Caisse d’Epargne) a 29”,

5. José Luis Rubiera (Spa, Discovery Channel) a 31”,

6. Honchar (Ucr, T-Mobile) s.t.,

7. McGee (Aus, Française des Jeux) s.t.,

8. Perez Sanchez (Spa, Caisse d’Epargne) a 32”,

9. Gutierrez Cataluna (Spa, Phonak) a 13”,

10. Rogers (Aus, T-Mobile) a 37”

di Federico Danesi