Mosca cieca

novembre 1, 2004 in Poesie da Redazione

Frastuono di risa

soffocate, Ti sporgi

per riconoscere i nascosti

ma il tempo

e fra un istante

voci materne

trapasseranno il buio

per un ultimo richiamo.

E’ sicuro, Eusebio:

il tempo ci conduce,

unico, lungo il muro,

dove la luce è spenta.

(malizia dell’antico gioco)

cala la benda sul viso.

Non sortisce effetto

il braccio remigante

dea bendata fortuna

di Franco Dionigi