Le anime grigie

aprile 29, 2005 in Libri da Tiziana Fissore

Titolo: Le anime grigie
Autore: Philippe Claudel
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Prezzo: € 13.00
Pagine: 217

Anime grigie grandeLo scenario della vicenda è rappresentato dalle brume invernali del 1917 che danno vita alle atmosfere di ombre e misteri della provincia francese, quella provincia di Simenon che ha permeato tutti i migliori romanzi dell’autore, tipo ‘La neve era sporca’ o ‘I fantasmi del cappellaio’ di cui ho già avuto modo di parlare in questa rubrica.

La trama di questo noir cupo e molto bello parte dalla ricostruzione da parte di un poliziotto, che ne è il narratore, di un caso avvenuto vent’anni prima ed esattamente il 18 dicembre 1917 quando una bambina di dieci anni, figlia dell’oste, bella come una piccola principessa di una fiaba, viene trovata strangolata in un canale.

Questo grosso modo l’abbozzo del romanzo ma quello che lo rende grande (non dimentichiamo che ha vinto il premio Renaudot ) è la descrizione dettagliata, quasi dei ritratti, dei personaggi freddi come il clima, come il canale stesso. La bimba stessa, al ritrovamento, appare come un bellissimo fantasma con “…le labbra illividite e le palpebre bianche” . Troviamo poi il giudice Mierck che accanto al cadavere, indifferente al delitto, si fa portare le uova bazzotte che succhia bucandone il guscio con un piccolo martello d’argento che tiene sempre nel taschino, sporcandosi i baffi di giallo. Segue il procuratore Pierre-Ange Destinat, uomo molto silenzioso che durante la sua vita non ha fatto altro che il proprio lavoro: mandare condannati al patibolo senza lasciarsi coinvolgere; rimasto vedovo da giovane s’innamora di una giovante insegnante di nome Lysia, la quale viene trovata impiccata al lampadario della sua stanza.

La morte della piccola, l’atmosfera cupa, le varie esistenze stroncate violentemente alla vita, l’ambientazione nella campagna, nel Castello e nel parco del castello appartenente al Procuratore, formano l’ambiente adatto per vicende personali, piene di mistero ma che si uniscono all’atmosfera che vi era nel Nord-Est della Francia durante la prima guerra mondiale. Da sottofondo a questa storia letteraria fatta dunque di parole vi è ‘una colonna sonora’ fatta dai suoni prodotti dai convogli dei soldati feriti fisicamente e psicologicamente da vizi non confessabili….la miseria umana.

Ed ecco che la narrazione sprofonda nell’analisi di misteri più profondi: quelli dall’anima umana dove ognuno vive con le sue pene, i suoi rancori, i suoi rimossi, le sue pecche, i suoi rimpianti, le sue inquietudini e soprattutto i suoi fantasmi, difficili da far scomparire definitivamente.

Il finale è strano ma una cosa ne emerge: la guerra può finire ma la vita continua, stagnante ed è difficile giungere alla verità perché ci sarà sempre un velo di mistero che avvolge l’animo umano, perché le nostre anime non sono né bianche, né nere ma solo grigie ed è facile sprofondare nella palude della vita e venire inghiottiti dalla nebbia della paura e dei pregiudizi.

di Tiziana Fissore