Juve: arriva il Rapid Vienna

settembre 26, 2005 in Sport da Roberto Grossi

Archiviata la quinta vittoria consecutiva in campionato, per la Juve è tempo di Champions League. Dopo la straripante – quanto ad occasioni da rete – prestazione di Bruges, domani sera al Delle Alpi va in scena il Rapid Vienna, formazione che non appartiene al gotha del calcio europeo ma che nell’incontro d’esordio ha fatto penare non poco il Bayern Monaco. Sconfitti solo da un tiraccio più comico che volontario del tedesco Guerrero (e fallendo un calcio di rigore a dieci dal termine) gli austriaci non sono una squadretta. Per questo Capello manda temporaneamente in soffitta il turn-over per tornare, con la sola eccezione dello squalificato Vieira, al ‘top-undici’. In campo quindi dal primo minuto i vari Ibrahimovic, Emerson e Nedved. Probabile l’utilizzo di Giannichedda e Blasi. Trezeguet, apparso in ombra al Tardini, è in ballottaggio con Del Piero. Oltre ai lungodegenti Buffon e Birindelli, restano indisponibili anche Zebina e Chimenti.

CAPELLO

Vietato pensare al big-match di domenica prossima contro l’Inter: questo il leit-motiv del tecnico friulano, che vuole chiudere al più presto la pratica qualificazione agli ottavi di Champions e chiede ai suoi giocatori di evitare distrazioni. Niente turn-over, in campo la formazione base per schiacciare gli austriaci ed arrivare sereni al duplice match contro il Bayern, la rivale più accreditata del girone. I tre punti con il Rapid sono importantissimi – ammonisce don Fabio – e farò giocare la migliore squadra possibile. Loro sono abili in contropiede, grazie a due attaccanti veloci, e bravi sui calci piazzati. L’assenza di Vieira non ci condizionerà, con l’ampia rosa a disposizione non possiamo essere legati a un solo giocatore. Troppe lodi nei nostri confronti? Devono scivolarci addosso come l’acqua, non ci sentiamo invincibili ma convinti dei nostri mezzi. Le critiche sull’eccessivo turn-over proposto a Parma vengono rintuzzate così: Nella ripresa i parmigiani hanno abbassato giocoforza il ritmo e se Mutu e Zalayeta fossero entrati in quel momento avrebbero fatto anch’essi bella figura….

Sulla falsariga di Inghilterra e Germania nei confronti di Chelsea e Bayern, c’è chi in Italia ha proposto una taglia per fermare la Juve: Un’idea simpatica, speriamo che la taglia aumenti sempre di più….

IBRA E ABBIATI

Il gol che non arriva per lo svedese e le uscite maldestre dell’attuale numero uno bianconero non sono un problema per Capello: Ibra è importante anche se non segna, perché, grazie all’imprevedibilità del suo gioco, è capace di scardinare qualunque schema difensivo degli avversari negli ultimi venti metri. Abbiati? Un’uscita sbagliata è come un gol fallito da un attaccante. Può capitare, l’importante è non perdere la propria personalità nel comandare la difesa. E su questo non ho dubbi.

DEL PIERO

Oltre a Capello anche Del Piero ha preso la parola nella consueta conferenza stampa di vigilia europea. Il capitano rischia di riaccomodarsi in panchina e non sembra granchè di buonumore. Ma, almeno a parole, l’entusiasmo di Alex è intatto, confortato anche dal buon ricordo dell’ultima sfida con i viennesi. Nel 1996 infatti la Juve sconfisse 5-0 il Rapid al Delle Alpi e Alex mise a segno una doppietta. Mi auguro di essere in campo – scandisce a bassa voce il numero dieci – e che la storia si ripeta. Ma sono pronto a tutto perché non sono io a fare la formazione, il mio dovere è farmi trovare pronto. Il record di reti siglate in maglia bianconera lo affascina: Spero di raggiungerlo al più presto per poi propormi per altri traguardi. Quando un giornalista austriaco pronuncia la tanto odiata parola ‘riserva’ l’orgoglio di Pinturicchio ha un sussulto: Non mi sento riserva di nessuno.

TURN-OVER SOLO PER I GIORNALISTI – In un modo o nell’altro il turn-over alla Juve è d’obbligo. Capello lo ha bloccato per i giocatori ma a sperimentare la ‘rotazione’ sono stati i cronisti che assiepavano l’angusto container adibito a sala-stampa Sisport. Visto il gran numero di giornalisti e operatori tv presenti, la conferenza Uefa è stata divisa in due tempi: prima gli italiani poi gli austriaci.

di Roberto Grossi