Il Requiem al Regio

luglio 7, 2005 in Spettacoli da Stefano Mola

Requiem verdi

Siamo così giunti alla fine della stagione 2004-2005 del Teatro Regio. Una annata che ha riscosso un grandissimo successo: tutto esaurito in praticamente tutte le rappresentazioni, a testimonianza della qualità delle scelte operate dal teatro e della passione che il pubblico ha per un genere che da molti parti, con accanimento e sicuramente a torto, viene considerato morto e sepolto, o quantomeno in profonda crisi.

Non ci sembra il caso della scena torinese, che affida il sipario conclusivo a una composizione sacra, non teatrale: il Requiem di Giuseppe Verdi. Dedicato alla memoria di Alessandro Manzoni, la cui opera fu sempre ritenuta da Verdi fonte di ispirazione, fu eseguito per la prima volta nella Chiesa di San Marco a Milano il 22 maggio 1874, nel primo anniversario della scomparsa dello scrittore. Due le serate per ascoltare il capolavoro verdiano: Giovedì 7 e Venerdì 8 Luglio ore 20.30. A conferma di quanto sopra detto, per entrambe i biglietti sono esauriti in prevendita da diversi mesi (sono comunque garantiti i consueti 30 biglietti di ingresso in vendita un’ora prima dello spettacolo).

Curioso può essere ricordare che Verdi, dopo svariati tentativi, riuscì ad incontrare l’Alessandro nazionale in una sola occasione, grazie alla comune amica Clarina Maffei. Ecco come commentò l’incontro: Cosa potrei dirvi? Come spiegare la sensazione dolcissima, indefinibile, nuova, prodotta in me dalla presenza di quel santo, come voi lo chiamate? Io mi gli sarei posto in ginocchio dinnanzi, se si potessero adorare gli uomini. Insomma, queste parole di un uomo che seppe comporre musica così poderosa e tanto arrovellarsi sul dilemma della solitudine del potere, colpiscono.

Così come sarà colpito dalla musica chi avrà la ventura di assistere alle due rappresentazioni, inizialmente ritenuta dai contemporanei del maestro di Bussetto, troppo teatrale per trattarsi di musica sacra. Può darsi, resta il fatto che la musica del Requiem è bella, intensa, a tratti quasi violenta, possente. Per un’analisi della partitura e per l’ascolto on-line di alcuni brani, suggerisco di visitare questo link.

Veniamo agli interpreti. A causa di una improvvisa indisposizione, il tenore Fabio Sartori ha dovuto rinunciare all’esecuzione della Messa da requiem di Giuseppe Verdi. Ha gentilmente accettato di sostituirlo Massimo Giordano, acclamato interprete di Don Ottavio nel Don Giovanni andato in scena in gennaio. Gli altri solisti sono il soprano Norma Fantini, il mezzosoprano Luciana D’Intino e il basso Roberto Scandiuzzi. Dirige il maestro Roberto Abbado. Coro del Teatro Regio istruito dal maestro Claudio Marino Moretti.

Resta qualche pensiero sparso. Per esempio, che la stagione si chiude con un Requiem. E che proprio nel momento in cui si celebra la fine, ci si trova davanti a una prova che l’eternità è possibile, nella continuità delle esecuzioni e nel rinnovato impatto emotivo in chi ascolta. Arrivederci al prossimo anno, per una stagione che si annuncia ancora più ricca di quella che ora si va a concludere.

di Stefano Mola