Il Presidente e l’ortolano

Maggio 10, 2023 in Medley, Punti di Vista, Racconti da Meno Pelnaso

(Orrori in cucina)

È primavera.

Non c’è dubbio!

L’aria è tiepida e la mattina va appena colorandosi di un arancione pastello.

Lo so per due ragioni:

  1. dormo con le finestre aperte
  2. dagli occhi appannati e socchiusi filtra la luce proveniente dal balcone.

Purtroppo da un po‘ di tempo, quando albeggia non c’è più verso di dormire.

Merli, passeri, tortore, cinciallegre, cuculi, persino gufi e civette (ma non erano animali notturni?!?!), tutti quanti si svegliano e chiacchierano, cantano e festeggiano l’alba di un nuovo giorno e non mi lasciano dormire.

Per carità è una sveglia meravigliosa, …se uno volesse svegliarsi!

Ammetto che ogni tanto, quando sono molto stanco, oppure la domenica mattina, francamente mi piacerebbe che qualche gatto „spegnesse“ la sveglia.

Poi però mi pento istantaneamente di questo pensiero, dettato solo dalla stizza, e, rassegnato, mi alzo come un bradipo rattrappito per fare colazione, tanto non c’è più verso di riaddormentarsi.

Quando ero bambino, mia madre mi aveva permesso di avere un gatto, un bellissimo siamese dagli occhi azzurri.

Purtroppo, quella belva assatanata, nell’arco di poche settimane, aveva anche sterminato la popolazione di merli del nostro cortile e la cosa mi aveva dato un grandissimo dispiacere.

Anche se capivo che era la sua natura di predatore, credo di non averglielo mai perdonato, anche perché a casa nostra mangiava come un principe!

Mi piace moltissimo il canto dei merli e il chiacchiericcio dei passerotti.

Adoro svegliarmi con gli uccellini che cinguettano …

… anche se preferirei non all’alba!

Tutte le volte che mi viene in mente questo pensiero però mi viene anche in mente una notizia che avevo letto nel lontano 1996 alla morte del famoso presidente francese François Mitterrand.

La leggenda narra che otto giorni prima di morire, il popolare presidente francese avesse chiesto di mangiare uno dei piatti tradizionali francesi più famosi, discussi e vietati.

Premesso che sono onnivoro, come gli orsi ma nei limiti della decenza, bisogna ricordare che l’essere umano, da quando imperversa su questa terra più o meno noncurante delle conseguenze delle sue azioni, ha mangiato di tutto pur di sopravvivere o, purtroppo, anche solo per il piacere del proprio palato.

Dai mammut agli insetti, passando per topi, gatti e cani, senza contare funghi, erbe varie, bacche e radici, persino fiori, gli uomini hanno servito in tavola qualunque forma di vita capitasse tiro.

Per carità, bisogna pur sopravvivere, ma cani e gatti … per favore!

Mammut a parte, ancora oggi in alcune parti del mondo non si disdegna di servire animali che per altri sono da compagnia, o insetti o interiora che per altri sono semplicemente disgustosi.

Ma anche le cucine più rinomate, più famose e più nobili hanno letteralmente i loro cadaveri negli armadi … o nei frigoriferi in questo caso.

Nella Francia del sud ovest esiste un piatto tradizionale che si chiama, tradotto, “l’ortolano”.

È questo il piatto che, sembra, il presidente Mitterrand si fece servire pochi giorni prima di morire, assieme a 50 ostriche, foie gras e cappone.

L’Emberiza hortulana – detta appunto l’ortolano – è un passeraceo, tanto grazioso e, purtroppo, anche delizioso, stando alla parola di chi l’ha provato.

La caccia e il commercio dell’uccellino in questione sono vietati dal 1999 da un decreto dell’Unione Europea, sia per le pratiche di cattura che per la caccia indiscriminata che ne ha quasi causato l’estinzione.

Sarebbe passato tutto nel disinteresse comune, come tante altre cose, se l’orribile procedura di preparazione e degustazione, e l’episodio del presidente francese, non avessero attirato prima e inorridito poi la pubblica opinione.

Senza soffermarsi troppo, basti dire che, dopo la cattura, i poveri uccellini vengono sottoposti a pratiche di allevamento, uccisione e assaggio crudeli e disgustose.

Ci credo che la tradizione preveda di mangiarli con la testa coperta da un tovagliolo!

Gli esperti adducono spiegazioni tecniche, ovvero che il fazzoletto in realtà servirebbe per non disperdere i delicati profumi dell’armagnac usato nella preparazione, altri sostengono che serva a nascondere la disgustosa attività necessaria per mangiare, infine, per i più religiosi, servirebbe a nascondersi “agli occhi di Dio” per il peccato che commettono i commensali.

Ricordo che ero rimasto molto colpito e turbato anch’io dalle dettagliate descrizioni e dalle fotografie della “ricetta”, che era finita sui giornali di tutta Europa scandalizzando buona parte dell’opinione pubblica per l’importante nome coinvolto.

Mi spiace per gli estimatori della cucina tradizionale francese, ma personalmente sono contento di potermi svegliare col cinguettio degli uccellini, anche se sembra che la pratica della cattura e preparazione dell’ortolano non sia mai stata completamente abbandonata.

Ora si è messo a cantare anche un gallo in lontananza.

È quello delle suore che gestiscono un asilo.

Anche quello è stato causa di diatribe e querele con gli inquilini dei condomini circostanti.

Alla fine hanno vinto le suore dicendo che serviva per l’educazione dei bambini e le discussioni sono finite.

Per i vicini.

Però …

… vedo sempre diversi gatti che si aggirano nei dintorni …

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Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

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