Gianduja

Aprile 9, 2003 in Spettacoli da Roberto Canavesi

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Spettacolo più mostra più tavola rotonda, questa la ricetta del Teatro Stabile per celebrare degnamente uno dei simboli di Torino, quel Gianduia che porta sulle spalle due secoli di storia patria e cittadina: al Teatro Gobetti, da mercoledì 9 a martedì 15, sarà in scena “Gianduja”, lo spettacolo di Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti, interpretato e diretto da Eugenio Allegri, direttamente ispirato alla maschera inventata nel 1808 dai burattinai Giovani Battista Sales e Gioacchino Bellone. Sempre negli spazi di via Rossini, mercoledì 9 aprile alle 17, sarà inaugurata la mostra “Gianduja, una riscoperta in corso” a cura del Centro Studi del TST e dell’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare cui seguirà una tavola rotonda, con la partecipazione di studiosi ed esperti del settore, dove sarà presentata l’ultima fatica letteraria in materia edita da Seb 27 con saggi di Cipolla, Moretti, Rizzi e le note di regia dello spettacolo, ideale occasione per fare il punto della situazione su studi e ricerca.

Per meglio cogliere il significato dell’intero progetto, abbiamo rivolto alcune domande ad Alfonso Cipolla, a livello nazionale tra gli esperti più autorevoli in materia.

Un’operazione ad ampio raggio quella di cui vi siete fatti promotori, un’indagine sul personaggio Gianduia che è partita dalle sue origini storiche.

“In effetti siamo partiti dalla nascita nella località astigiana di Castell’Alfero per seguirne poi il percorso storico che lo ha visto diventare uno dei simboli popolari dell’unità incrociando il proprio destino con quello, non molto fortunato, di una Torino che nel 1864 si vede portar via il ruolo di capitale d’Italia. E poi ancora la nascita delle prime fiere agrarie ed il rilancio legato ai fasti del Carnevale con la conseguente riaffermazione dei prodotti alimentari”.

Più nello specifico parliamo del copione considerato che Gianduia è sempre e solo esistito come burattino e marionetta, eccetto alcune sporadiche interpretazioni di Giovanni Toselli.

“Lo spettacolo è diviso in quattro parti con un incipit che ricorda un canovaccio della Commedia dell’Arte in cui compare un Gianduia molto ruzantesco secondo le indicazioni reperite in uno dei duemila copioni che abbiamo censito e analizzato: a questo segue un saggio di classica commedia lacrimevole di inizio Ottocento dove il Nostro impersona uno sgangherato avvocato intento a perorare la causa di un condannato a morte”.

Una prima parte in cui il carattere risorgimentale del personaggio sembra essere latente, scelta voluta o casuale?

“Sicuramente una scelta voluta se è vero infatti che è proprio nella terza sezione della messa in scena che emerge l’individualismo di Gianduia, caratteristica che culminerà poi nell’epilogo, ambientato nel 1864, quando lo vediamo aprire un’osteria e partecipare attivamente alle prime ribellioni di piazza conseguenti al trasferimento della capitale da Torino a Firenze”.

Nella Sala delle Colonne del Teatro Gobetti sarà al contempo allestita anche una mostra: vogliamo entrarne un po’ nel dettaglio?

“Pezzo forte dell’esposizione è la cosiddetta via crucis, un insieme di 15 pannelli raffiguranti il personalissimo calvario di Gianduia con tanto di crocifissione finale in Piazza San Carlo dove le baionette sostituiscono i tradizionali chiodi: è inutile sottolineare il carattere “antifrancese” dell’intero apparato iconografico, tesi supportata dall’ultima effigie non a caso raffigurante la resurrezione”.

Chi meglio di lei può fornirci un’aggiornata fotografia sullo stato attuale degli studi e sull’attività di ricerca.

“Questo progetto non vuol essere né un punto di partenza né tanto meno uno d’arrivo, semmai una tappa intermedia per la moderna ricerca su di un personaggio che in passato è stato oggetto di una storiografia anedottica e piena di errori. L’attività di studio procede spedita grazie anche ad un cospicuo numero di tesi di laurea in lavorazione ed all’impegno promosso dall’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare”.

Gianduja

Teatro Gobetti

da mercoledì 9 a martedì 15 aprile ore 20.45

ingresso: 19 euro

informazioni e prenotazioni allo 011.5176246.

di Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti con Eugenio Allegri e la Compagnia della Cooperativa Artquarium: uno spettacolo del Teatro Stabile di Torino con il sostegno del CRUT in collaborazione con l’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare. Adattamento e regia di Eugenio Allegri.

di Roberto Canavesi