Diario di un volontario-Day 5

febbraio 13, 2006 in Sport da Redazione

Ci siamo, le olimpiadi sono iniziate!

Oggi, grazie alle gare in programma, si percepiva un frizzante entusiamo all’ interno dei villaggi. Complice il clima di tifo genuino verso la propria delegazione, ma uniti quando sullo schermo dei TV dislocati nelle aree relax appare un atleta italiano in gara.

Stamattina, secondo gli accordi presi ieri, inizio la mia giornata nel villaggio di Torino per aiutare la mia collega nel rilascio dei guest-pass, ma non faccio in tempo ad arrivare che gia’ in autobus mi chiama con voce agitata per dirmi che e’ in difficolta’: deve emettere dei biglietti per gli ospiti politici della delegazione, ma non e’ in possesso della password per farlo. Queste richieste devono essere fatte via internet entro le 12:15 del giorno precedente la gara utilizzando una password consegnata allo Chef-de-Mission al suo arrivo. Proviamo a chiamarlo e ci promette che ci richiamera’ a breve. Ma, tra altre cose da seguire, il tempo passa rapidamente e alle 12:00 decidiamo di richiamarlo, ma… il cellulare e’ spento! Riflettendoci su, e’ probabile che ormai siano gia’ a pranzo con il primo ministro, quindi… dobbiamo arrangiarci.

Ci rivolgiamo ai nostri angeli custodi che si trovano nell’ ufficio Front Desk del NOC Services, loro sono in grado di emettere la richiesta per noi, ma nel caso dell’ emissione di biglietti le cose si complicano. Chiunque potrebbe andare da loro e chiedere biglietti, dunque veniamo sottoposti a un terzo grado per spiegare come mai non siamo in grado di richiederli autonomamente e soprattutto dobbiamo avere la firma dello chef-de-mission. Le giustificazioni non sono abbastanza convincenti, cosi’ io e Alba veniamo trascinati davanti al loro capo, una watussa caraibica alta 1e90 che parla solo inglese: ci inventiamo una scusa piu’ plausibile dicendo che e’ andata persa la password e che lo chef-de-mission e’ a pranzo con i politici della nazione.

La scusa funziona, e dopo esserci presi una bella lavata di testa, non solo ci mandano avanti le richieste dei biglietti per vedere le gare di domani ma ci ristampano anche la password: finalmente domani potremo davvero fare da soli!

Ci meritiamo una pausa, e data l’ora decidiamo di andare a pranzo. Il ristorante e’ strutturato sul modello free-flow, che tradotto in italiano vuol dire che puoi mangiare quello che vuoi, quanto vuoi. Ti prendi un piatto e ti metti in fila davanti alla zona che ti interessa (primi, secondi, contorni, frutta o dolce), quando raggiungi il banco “carichi” quello che ti piace e poi prendi posto ai tavoli. Anche nel cao in cui sei entrato da solo, al tavolo e’ davvero facile scambiare due parole e fare amicizia condividendo le avventure/disavventure accadute durante la giornata.

Nel pomeriggio decido di rientrare nella mia base di Bardonecchia, prendo la navetta ATV1 che collega i due villaggi. Stavolta non sono solo con l’ autista, ma c’e’ anche un delegato dell’ Ucraina che, videocamera alla mano, documenta la strada metro per metro (deduco che si stia preparando per qualche viaggio in auto). A un certo punto mi chiede se voglio scambiare la mia spillina di “Gliz” con la sua della nazionale: per una frazione di secondo mi sanguina il cuore, “Gliz” l’ho “conquistata” sul campo il primo giorno nel villaggio, ma poi valuto l’ affare vantaggioso e facciamo il baratto. Lo scambio dei pin e’ uno dei passatempo preferiti da parte di tutti, atleti, volontari, staff.

Domani, al villaggio, provero’ a procurarmi un’ altro “Gliz”. 😉

di MAury