Boltro e Kenny Barron al Torino International Jazz Festival

luglio 3, 2006 in Spettacoli da Redazione

Lunedì 3 luglio è stato inaugurata la XXI edizione del Torino International Jazz Festival. Giovedì 6 luglio sarà la volta di Flavio Boltro e del Kenny Barron Trio.

Flavio Boltro

FLAVIO BOLTRO QUARTET

Flavio Boltro, tromba – Nico Morelli, pianoforte – Mathias Allamane, contrabbasso – Franck Agulhon, batteria

« Mi sono ritrovato immerso nel jazz fin da piccolo, da quando avevo tre anni. Mio padre mi prendeva sulle ginocchia prima di andare a letto e mi faceva ascoltare Amstrong e tutti i dischi di quegli anni. A nove anni e mezzo, ho detto a mio padre che volevo imparare a suonare la tromba.»

Flavio Boltro è oggi uno dei trombettisti leader a livello mondiale. Recentissima è la tournée in Cina, dove ha suonato alla Peking University Hall di Pechino e al Liaoning Grand Theatre di Shenyang nel quintetto di Roberto Gatto.

Una volta diplomato al conservatorio due formazioni segneranno il suo percorso.

La prima è LINGOMANIA, guidata da Maurizio Giammarco.

Una sera, al Capolinea, celebre club milanese, Giammarco vede Flavio esibirsi. Un incontro e nascerà un quintetto formato da Roberto Gatto alla batteria, Furio Di Castri al contrabbasso, Giammarco al sax, Umberto Fiorentino alla chitarra e Flavio alla tromba.

Lingomania è un gruppo acustico dalla matrice e dalle sonorità elettriche. Quando intraprende questa avventura, che si protrarrà per un biennio, Flavio ha 25 anni.

La seconda formazione decisiva è il trio costituito insieme a Manu Roche alla batteria e a Furio Di Castri al contrabbasso. « Questo gruppo ha funzionato a meraviglia! All’epoca non esisteva un trio di tromba/contrabbasso/batteria; c’era solo il quartetto di Ornette; ma nessun trio.»

Nel 1994, Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’ONJ, è alla ricerca di un trombettista e di un sassofonista: la sua scelta ricade proprio su Flavio Boltro e sul suo compagno di gioventù Stefano Di Battista. E un anno prima della conclusione della sua esperienza con l’ONJ, Flavio entrerà a fare parte del sestetto di Michel Petrucciani.

Oggi Boltro ci fa sognare con le sue note e la sua capacità di dialogare sul palco con gli elementi che l’accompagnano nell’avventura.

KENNY BARRON

KENNY BARRON TRIO

Kenny Barron, pianoforte – Kiyoshi Kitagawa, basso – Victor Lewis, batteria

Kenny Barron è stato definito dal Los Angeles Times “uno dei più grandi pianisti jazz del mondo” e si può considerare uno tra i migliori pianisti del jazz contemporaneo.

Nato a Philadelphia nel ’43 sta vivendo in questi ultimi anni un periodo di autentico fulgore artistico, che lo rende protagonista in dischi e collaborazioni di assoluto prestigio.

Si può cominciare dal quintetto di Dizzy, con cui suonò a lungo negli anni ’60, e poi continuare con Yusef Lateef, Milt Jackson, gli “Sphere” (indimenticabile il concerto anconetano del 1985), e Stan Getz, con il quale diede vita ad un sodalizio straordinario sul piano artistico e su quello umano.

Non esiste musicista, moderno o d’avanguardia, che non abbia richiesto il suo apporto di accompagnatore e di solista: e Kenny, con l’umiltà propria dei grandi, si piega ad ogni situazione, ritagliandosi comunque spazi più aderenti al suo credo estetico. Ed è proprio con uno dei suoi trii più coerenti, quello con Ray Drummond al contrabbasso e Ben Riley alla batteria.Kenny Barron è attualmente uno dei più noti pianisti dell’attualità.

Si posizionò ai massimi livelli sin dai suoi esordi suonando con Dizzy Gillespie mentre la sua carriera venta più di settanta albums a fianco di Jay Jay Johnson, Tom Harrell, Ray Anderson, Joe Henderson e lo stesso Ron Carter, per citarne solo alcuni. Da 14 anni dura la sua regolare collaborazione con Ron Carter, e contemporaneamente Barron ha consolidato la sua fama di pianista anche in altre formazioni che hanno come leader Dave Holland, Daniel Humair, Jack DeJohnette e Al Foster. Nell’86 reincontra Stan Getz e collabora all’incisione di “Voyage” per poi partecipare, l’anno successivo, ad una tournée in Europa che consacrerà questa importante collaborazione dando vita ad un formidabile duo piano sax. Dal loro connubio artistico nasceranno, inoltre, capolavori del calibro di “Apassionado” e “People Time” registrato dal vivo in una storica performance al Cafè Montmatre di Copenhagen. Morto Getz, Kenny Barron continua a suonare in tutto il mondo riscuotendo successi soprattutto in Europa e in particolare in Italia, dimostrando la sua piena maturità artistica. L’album “Other Place” è un’efficace testimonianza della sua capacità compositiva come pure della sua versatilità stilistica e di una leadership democratica provata da un formidabile interplay dei musicisti che l’accompagnano. Il suo ultimo CD da leader è “Spirit Song”, realizzato con la collaborazione di ospiti prestigiosi quali Regina Carter, David Sanchez e Eddie Henderson.

INFORMAZIONI UTILI.

Il concerto inizia alle ore 21,30

nell’area alta dei Giardini Reali (ingresso Viale 1° Maggio).

Prezzo dei biglietti 12 euro,

biglietti ridotti 10 euro (riservato ai possessori di Carta Verde, giovani che non abbiano compiuto 25 anni, persone con oltre 65 anni su presentazione di un documento di identità).

Dalle ore 20 sarà in funzione la biglietteria ai Giardini Reali per i posti ancora disponibili.

In caso di esaurimento dei posti a sedere verranno messi in vendita posti in piedi (a scarsa visibilità) al prezzo di 5 euro.

di Redazione