Torino capitale…

novembre 2, 2004 in Attualità da Stefano Mola

mole antonellianaLA NOTIZIA

Sono stati loro: Jean-Manuel Bourgois per l’IPA (l’associazione internazionale degli editori), Francoise Dubruille per l’IBF (la federazione internazionale dei librai), Ramachandran Rasu dell’IFLA (la federazione internazionale delle biblioteche), e Georges Poussin per l’UNESCO.

Lunedì, a Parigi, hanno assegnato a Torino il ruolo di Capitale Mondiale del Libro, nel periodo che va dall’Aprile 2006 all’Aprile 2007. È dal 2001 che l’Unesco sceglie una città perché si faccia promotrice a livello mondiale del libro e della lettura. Chi ha preceduto Torino? Madrid, Alessandria d’Egitto, New Delhi, Anversa (che lo è attualmente), Montreal (che lo sarà a partire dall’Aprile 2005).

Punti di forza del dossier di Torino: sicuramente la Fiera del Libro, che si sta confermando uno dei principali eventi europei nel campo. E poi, la cooperazione con Roma. Il tutto è stato presentato a Parigi da Rolando Picchioni, segretario della Fondazione per la Fiera Internazionale del Libro, su incarico del sindaco Chiamparino e di Enzo Ghigo, presidente di turno della Fondazione.

IL TEMA

Quale sarà il filo conduttore? Lo slogan sarà: Torino lascia il segno. I protagonisti saranno quindi i segni della punteggiatura. Ecco le parole di Ernesto Ferrero, coordinatore del progetto: I segni della punteggiatura sono segnali universali, simboli capaci di esprimere un’anima, di indicare una direzione. Scandiranno un fitto calendario di eventi lungo il corso dell’anno. I punti interrogativi ci rimanderanno alle grandi domande di sempre sul bene e sul male; i due punti, momento della spiegazione, segneranno il momento della riflessione sulle parole-chiave del nostro tempo; la virgola, segno di coordinazione, ci condurrà alla scoperta dei nuovi europei, ma anche ai complessi rapporti tra la parola, la musica, le arti visive.

TORINO, GLI SCRITTORI, IL MONDO

Questo nuovo ruolo per Torino giunge a coronamento di un periodo in cui la nostra città è al centro del palcoscenico mondiale. Prolunga l’onda lunga delle Olimpiadi, che speriamo positiva. Soprattutto, rafforza quelle carte che Torino dimostra di poter giocare per risolvere un problema: svincolarsi dalla sua immagine fatta soltanto di lamiere e ingranaggi. Non si tratta ovviamente solo di immagine: è anche un problema concretamente e tristemente economico.

Per questo è importante fare appello a tutte quelle risorse ben piantate nel territorio e uniche. Se è forse possibile fare automobili tanto buone quanto quelle italiane, è praticamente impossibile per quasi tutti i paesi al mondo mettere sul tavolo un bagaglio di cultura paragonabile al nostro. Da intendere in senso lato, includendo, non a caso, l’enogastronomia.

Inoltre, ci sembra giusto in Italia sia proprio Torino a ricevere l’alloro di capitale del libro. Pensiamo anche solo a due scrittori come Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Qualcuno potrebbe forse negare il loro radicamento profondo nel territorio, nel Piemonte? Sicuramente no. Al tempo stesso, altrettanto importante è il loro legame con la letteratura americana. Pavese ha fatto moltissimo per la sua diffusione. Intere parti del Partigiano Johnny sono scritte in inglese. Un esempio di apertura al mondo senza perdere le proprie radici, la propria identità di carne e sangue. Un approccio che continua: guardiamo al Premio Grinzane Cavour.

Un riconoscimento che giunge in un momento in cui gli scrittori di Torino sono in bella evidenza nelle classifiche, e consistenti sono anche le schiere degli esordienti. Avere il palcoscenico mondiale, dovrà essere stimolo e catalisi. Sarà chiaramente necessario partire bene, e per tempo. Cercare di sfruttare tutte le possibili sinergie con le risorse della città, al di là di particolarismi e gelosie.

E GLI ALTRI?

Ovviamente, per umiltà, sarà bene prima di tutto dare un’occhiata a quello che hanno fatto prima gli altri. Come detto in precedenza, ora tocca ad Anversa.

Ecco il link al sito che descrive le manifestazioni legate al libro.

Ci sono idee interessanti. La città ha un poeta municipale, e un appartamento riservato a uno scrittore residente. Hanno promosso il bookcrossing nelle campagne. Hanno creato una guida alla città dal punto di vista letterario. Partiamo da lì.

E NOI?

Noi nel senso di Traspi. Ovviamente, siamo contenti. I libri ci piacciono, e gli diamo molto spazio. Seguiamo da vicino iniziative come Libridagustare, il Premio Grinzane Cavour, il Premio Campiello, la Fiera del Libro, gli eventi e le presentazioni che ogni settimana animano Torino. Organizziamo pure un concorso letterario: Sudate Carte, riservato agli studenti del Politecnico di Torino. Poiché non ci accontentiamo delle parole virtuali, ma i libri ci piacciono veri, pubblichiamo ogni anno un volume che raccoglie le opere dei finalisti nelle tre sezioni di SudateCarte (racconti, poesie, diesgni). Così, nel nostro piccolo, anche noi siamo casa editrice.

Ecco perché siamo particolarmente fieri di questo nuovo ruolo per Torino. Insomma, siamo a disposizione. Per dare risalto agli eventi, per progettarli, per promuovere il dibattito e le idee. Se qualcuno dei lettori vuole dare il via, le nostre pagine sono aperte. Noi ci metteremo del nostro.

di Stefano Mola