Su il Sipario!

marzo 17, 2010 in Spettacoli da Stefania Martini

L’essere umano è prima di tutto un corpo, un corpo che respira, che pensa, prova emozioni, parla, agisce, un corpo che crea relazioni con l’ambiente che lo circonda.

Senza questa possibilità di relazione egli non è più niente, non gli resta altro che la sua solitudine, la sua gabbia oltre la quale non può vedere, sentire, toccare.
Silvia Battaglio

Silvia BattaglioSilvia Battaglio, uno dei talenti emergenti del teatro-danza porta in scena, al Tangram Teatro, la storia vera di Helen Keller, sordo-cieca dall’età di due anni.

Dietro questo nome si nasconde un personaggio in realtà conosciuto al grande pubblico attraverso il film di Arthur Penn del 1962. E’ la bambina del film in Italia noto come “Anna dei Miracoli”.

Io amo Helen è’ la storia di Helen, dell’intenso rapporto con la sua maestra Anne che, con intelligente intuito e amore, trova il modo per restituirle un’esistenza dignitosa e una possibilità di comunicazione.

Malgrado il limite fisico, sempre con Anne al suo fianco, Helen si laureerà in Legge, terrà conferenze in 39 paesi, sosterrà la causa dei lavoratori diventando un esponente del partito socialista americano negli anni’30, stringerà amicizie con Charlie Chaplin e Mark Twain.

La Battaglio, da alcuni anni sviluppa il suo percorso attraversa personaggi femminili che apparentemente “subiscono” la storia e vivono un ruolo subalterno.

Ofelia dall’Amleto, Maria di Nazaret, fino ad un’originale Elettra sono le tappe di questo percorso accattivante e dotato di una rara coerenza stilistica.

Helen Keller dà alla Battaglio la possibilità di indagare sul tema della comunicazione.

E il “limite” di Helen diviene la metafora universale della possibilità di superare delle barriere e raccordarsi con l’esterno.

Lo spettacolo ha debuttato martedì 16 marzo in prima nazionale all’interno della stagione della Fondazione Teatro Piemonte Europa e fa parte del progetto Elogio alla Follia 2010 di Tangram Teatro.

Le scene e le luci sono di Lucio Diana. In scena con la Battaglio, Patrizia Pozzi, Alessandro Curino, Amalia De Bernardis.

Io amo Helen

Cavallerizza Reale di Torino – Manica Corta, Via Verdi 9.

Repliche fino a domenica 21 marzo

(inizio spettacolo ore 21,00 mercoledì ore 19.00 domenica ore 18.00)

Quando in una città prende dimora la peste, le forme di vita normale crollano: non esistono più né servizi pubblici, né esercito, né polizia, né amministrazione municipale. Antonin Artaud

Da questa affermazione di sul simbolismo della peste, si delinea una situazione in cui le regole sono negate, il Caos diventa l’unico ordine possibile e l’istinto di conservazione la sola realtà esistente.

A questa condizione di Caos, fa da contraltare la figura della Peste descritta in “Lo stato d’assedio” di Albert Camus: nella città si instaura un regime tutt’altro che caotico, dove la morte diventa programmata ed uguale per ogni individuo.

Appesi a un filo è un riadattamento in chiave moderna di ciò che è espresso nel testo di Camus. La Compagnia Officina per la Scena propone uno spettacolo sul tema dell’omologazione, quel processo sociale di sotterraneo livellamento del quotidiano vivere, che detta all’individuo le sue necessità ed aspettative, fino all’annientamento del pensiero critico.

Attraverso il linguaggio del varietà si analizza la messa a punto di un sistema che dà la morte civile.

La libertà di espressione, la libertà di acquistare, la libertà di possedere, la libertà di comunicare e di decidere, la libertà di essere, sono tutte subordinate alla libertà di omologarsi e di fatto sono negate all’affermarsi di quest’ultima.

Officina per la Scena

Appesi a un filo

regia e drammaturgia Michele Guaraldo

interpreti Maria Augusta Balla, Luca Busnengo, Michele Guaraldo, Valentina Volpatto

luci Marco Ferrero

Da giovedì 18 a sabato 20 marzo ore 21

TEATRO GARYBALDI

Via Garibaldi 4 Settimo Torinese (TO)

di Stefania Martini