Scopriamo il Museo di Antropologia

dicembre 13, 2004 in Technology da Barbara Novarese

Raccontare la storia di un popolo significa restituire alla vita testimonianze del passato, analizzarne ogni dettaglio con lo scopo di ricostruire i processi in cui sono state coinvolte. L’antropologia si occupa proprio di questo ed il risultato si concretizza nel descrivere la “Storia Naturale dell’Uomo”, ovvero la nostra storia.

Grazie a metodologie sempre più innovative, essa ha potuto svilupparsi su diversi fronti, in modo da approfondire tutti i possibili aspetti per uno studio più integrato e interdisciplinare. I musei Antropologici permettono, perciò, di salvaguardare il patrimonio culturale e tutta la memoria storica di una comunità, palesandola a chiunque ne sia interessato.

Il museo di Antropologia ed Etnografia di Torino nasce nel 1923, a Palazzo Carignano, per opera del Prof. Giovanni Marro, cui viene conferita la cattedra di Antropologia dell’Università torinese. I primi reperti provengono da scavi condotti personalmente dal professore, durante le campagne in Egitto; quelli successivi da donazioni di amici o conoscenti e da pezzi collezionati dal padre, prof. Antonio Marro, psichiatra, sociologo ed antropologo.

Alla morte del fondatore, la sua assistente (Prof. Savina Fumagalli) sistemò le collezioni e ne classificò i pezzi garantendo la prosecuzione del museo.

Nel Dicembre del 1961 il museo fu trasferito di proprietà all’Università e dal 1962 al 1968 il Prof. Chiarelli curò un nuovo riordino museale perseguendo il progetto di offrire a tutti i visitatori, anche ai profani, elementi per analizzare e conoscere la storia dell’uomo.

Nel 1973 venne inaugurato il nuovo Museo. Esso conteneva un’esposizione perenne ma, ciclicamente, si effettuavano varianti per poter esibire l’intera collezione.

Con l’entrata in vigore della legge anti-incendio (1984), il Museo venne chiuso e non fu più riaperto per mancanza di fondi.

Attualmente, esso collabora con altri musei italiani e stranieri in attesa della sua collocazione nell’ambito del “Museo dell’Uomo”, di prossima apertura.

Il numero dei reperti esposti è limitato, a causa dello spazio circoscritto, e tali oggetti sono visionabili solo in occasione di eventi particolari. La maggior parte di essi può essere analizzata solo da studenti, stagisti o ricercatori, previa autorizzazione del Responsabile… Un vero peccato considerando la ricchezza in esso contenuta: 650 scheletri egizi completi, 1300 crani, 80 teste di mummia, 5 mummie predinastiche e 15 dinastiche. Reperto unico e di valore inestimabile è lo Zemi di cotone, ritrovato a Santo Domingo, in una grotta, verso la fine del secolo.

Le collezioni di studio presenti nell’Istituto hanno rilevanza mondiale sia a livello quantitativo che qualitativo. Idealmente possono essere suddivise in quattro sezioni: Collezioni Primatologiche, Antropologiche, Paleontologiche ed Etnografiche.

Il museo è costituito da personale altamente qualificato che si occupa di restaurare gli oggetti rinvenuti, classificarli e conservarli. Gli operatori del settore sono mossi da un profondo coinvolgimento e dedizione per l’antropologia, come la dott.ssa Donatella Minaldi che ci ha accolto e guidato durante la visita al sito.

Il museo opera con i contributi provenienti dalla Regione Piemonte e dall’associazione Amici del Museo che, attraverso cicli di conferenze, cerca di mantenere vivo l’interesse presso la cittadinanza.

Esso rimarrà aperto fino al 22 Dicembre nell’ambito delle manifestazioni organizzate per festeggiare i 600 anni dell’Università di Torino con lo scopo non solo di soddisfare “curiosità sulla nostra storia passata, perché ha anche valore di costante attualità, che va dalla conoscenza del nostro essere, al suo idoneo inserimento nell’ambiente e, infine, alla costante riproposta di adattamenti a nuovi e differenti modi d’esistenza. Attraverso il Museo, il pubblico viene a conoscenza delle varie fasi mediante le quali si sono attuate l’evoluzione e il differenziamento fisico della nostra specie, nonché del modo e delle ragioni del formarsi e del succedersi delle culture umane, dai suoi primordi alla preistoria.

Museo di Antropologia ed Etnografia di Torino

Via Accademia Albertina, 17 – 10123 Torino

  • aperto fino al 22 dicembre nell’ambito dei 600 anni dell’Università di Torino

  • per gli interessati, si può visitare il sito internet: www.dba.unito.it/musantro.html o

  • contattare Emma Rabino Massa – [email protected]

    tel. 011.670.4550 – fax 011.670.4508

    di Barbara Novarese