Roma – Juve: la grande sfida

marzo 4, 2005 in Sport da Roberto Grossi

Alla vigilia della partitissima contro il suo passato Fabio Capello ha poca voglia di parlare. Così, in soli tredici minuti, il tecnico liquida i giornalisti presenti nel container adibito a sala stampa del centro Sisport e le annunciate contestazioni che lo attendono all’Olimpico sembrano preoccuparlo molto meno rispetto alle condizioni fisiche di Lilian Thuram, assente nell’ultima seduta a causa di qualche linea di febbre. Se il francese – comunque convocato – non dovesse farcela, la Juve tornerebbe al classico 4-4-2 rinunciando al tridente provato in settimana.

Con Montero ancora out per l’infortunio all’adduttore le alternative, in questo caso, sono due: il ritorno da titolare del ‘vecchio’ Ciro Ferrara, il quale toccherebbe quota 500 partite giocate in serie A tra Napoli e Juve, oppure lo spostamento di Zebina in mezzo alla difesa, con Pessotto (o Birindelli) a coprire la fascia destra. In avanti, in ogni caso, Trezeguet partirà dalla panchina.

Da Roma continua intanto il tam-tam delle radio locali: i ‘traditori’ ex-giallorossi sono nel mirino della curva Sud così come la vicenda doping. La Juve viaggerà sotto attenta scorta ma Capello preferisce non dare importanza al fattore ambientale: “Per me conta solo quel che succede in campo – attacca don Fabio –, tutto il resto non mi interessa. Gli spalti non hanno mai condizionato una partita e non mi aspetto nulla dai tifosi romanisti. Nervoso? No, dormo sempre prima delle gare, lo facevo anche da calciatore e so benissimo che Roma-Juve è, da Turone in poi, una partita storicamente piena di contestazioni. Della capitale conservo comunque buoni ricordi e l’emozione non mancherà, perché non siamo fatti di pietra. E’ normale rivivere sensazioni particolari quando torni in un luogo dove hai lavorato per anni: mi è successo anche a Milano e a Madrid”.

Nessuna marcatura a uomo per il ‘nemico’ Totti, l’augurio di una partita maschia ma corretta, la consapevolezza (mista a timore) di affrontare due sfide difficilissime in quattro giorni: “Roma e Real rappresentano due impegni notevoli sotto tutti i profili – continua Capello – ma solo la gara con gli spagnoli può definirsi decisiva. Anche se in questo turno dovessimo perdere punti dal Milan ci sarebbe infatti tempo per recuperare e in ogni caso non darei per scontata la vittoria dei rossoneri a Bergamo perché i trabocchetti sono sempre dietro l’angolo. Loro più fortunati? La dea bendata bisogna cercarla, noi stiamo facendo bene e magari verremo premiati alla fine…”.

Dentro il profilo basso scelto da Capello non manca però uno scatto d’orgoglio rivolto contro chi lo dipinge come un uomo costretto a nascondersi: “Sono già tornato una volta a Roma e non l’ho fatto certo con il bavero alzato. Ero vestito normalmente…”.

Le probabili formazioni

  • ROMA (4-3-3): 22 Pelizzoli; 2 Panucci, 8 Ferrari, 31 Dellas, 25 Cufrè; 20 Perrotta, 4 De Rossi, 15 Dacourt; 10 Totti, 9 Montella, 18 Cassano

    All. Delneri

    (12 Zotti, 19 Scurto, 3 Xavier, 23 Aquilani, 26 Cerci, 30 Mancini, 11 Corvia)

  • JUVENTUS (4-3-3): 1 Buffon; 27 Zebina, 21 Thuram, 28 Cannavaro, 19 Zambrotta; 16 Camoranesi, 8 Emerson, 20 Blasi; 25 Zalayeta, 9 Ibrahimovic, 10 Del Piero

    All. Capello

    (12 Chimenti, 15 Birindelli, 2 Ferrara, 7 Pessotto, 3 Tacchinardi, 24 Olivera, 17 Trezeguet)

  • ARBITRO: Racalbuto di Gallarate (Ivaldi-Pisacreta)

    di Roberto Grossi