Riverrun

marzo 9, 2010 in Arte da Redazione

Kiss La Galleria Glance presenta la prima personale dell’artista americano John F. Simon Jr (1963, Luisiana, vive e lavora a New York).

Simon, inizialmente influenzato dal lavoro di artisti come Paul Klee e Sol LeWitt, è ora conosciuto in tutto il mondo per la sua particolare interpretazione della software art, capace di utilizzare le proprietà uniche dei media digitali approfondendo i concetti di forma, composizione e colore.

E così le sue opere possono essere considerate dipinti digitali, soggetti unici, in divenire e in costante movimento.

La mostra propone una serie di nuove opere digitali, che esaltano lo stile dinamico dell’artista che spazia dall’utilizzo di un particolare software alle incisioni passando per i disegni plotter a penna fino agli intarsi in laminato plastico e vernice.

I lavori dell’artista nascono dall’incontro tra digitale e quotidiano: il computer diviene un mezzo di presentazione della ricerca estetica, anche se il processo creativo di Simon parte sempre dal disegno.

Schizzi preparatori, successivamente trascritti in un codice, rappresentano un interessante esempio di fusione tra tecnologia, estetica e rigore intellettuale.

In occasione della sua prima personale italiana, Simon presenterà le sue opere multimediali ottenute da un nuovo software che integra l’irrealtà del cyberspazio con il video di singolari esperienze personali.

“Il bacio” (Kiss, 2009) ad esempio, assume un significato spirituale, pur mostrando cosa accade fisicamente, dinamicamente quando due labbra si sfiorano.

Lo spettatore diventa parte di un processo interattivo: le idee diventano software che diventa a sua volta immagine che diventa oggetto che stimola nuove idee.

Metà Kandinsky e metà zen, Simon incorpora riferimenti alla pittura occidentale e alla filosofia orientale con la stessa facilità, chiedendo agli spettatori di amalgamarle restituendo all’opera un significato più profondo e completo.

L’importanza dello spettatore all’interno del processo creativo è data dal titolo stesso della mostra: riverrun, il neologismo introdotto da James Joyce (era la prima parola del suo romanzo Finnegan’s Wake) che può essere tradotto come “acqua che scorre”, ma che rappresenta in realtà un unico termine per indicare al contempo l’autore dell’azione compiuta, l’azione stessa e l’oggetto su cui ricade l’azione.

Riverrun

mostra personale di John F. Simon Jr

Dal 6 marzo al 1 maggio 2010.

Galleria Glance

Via San Massimo 45 (interno cortile) – 10123 Torino

La mostra è visitabile gratuitamente da martedì a sabato dalle 16 alle 19.

In altri giorni e orari su appuntamento: tel 348 9249217

(Foto: Kiss, John F. Simon – 2009)

di Redazione Arte