Rigenerare creando, creare divertendosi

gennaio 24, 2008 in Spettacoli da Redazione

Una frase ad effetto, sembrerà, ma non è così. Rigenerazione è una realtà, una rassegna per e con le compagnie emergenti – ed in particolare giovani, inteso proprio nel senso anagrafico dei partecipanti – del teatro piemontese. Come già dichiarato nel titolo, scelto due anni fa dagli organizzatori del “Sistema Teatro Torino” insieme al primo gruppo di partecipanti, gioca sul tema della generazione, dell’essere al mondo (dell’arte scenica) e del rinnovarsi essendo nati….dopo!

Voluta dalla Città di Torino e dalla Fondazione del Teatro Stabile e seguita negli aspetti organizzativi da “Sistema Teatro Torino”, afferente alla Fondazione stessa (Via Rossini, per intenderci), con la collaborazione dell’Agis e di alcune grandi realtà del teatro cittadino, questa nuova vetrina prende vita appunto nel 2006.

Nel marzo di quell’anno la conferenza stampa di presentazione al teatro Gobetti, ma già prima e soprattutto dopo, i vari gruppi coinvolti (fra i quali la compagnia Debut, di teatro-danza) avevano iniziato a trovarsi tra loro, confrontandosi, per cercare di capire perché, come e che cosa… Perché si erano trovati coinvolti e invitati a partecipare, come potevano presentarsi al pubblico e alle istituzioni e a che cosa poteva servire praticamente quella manifestazione.

La prima risposta fu subito che era importante conoscersi, giacché non tutti i gruppi erano noti l’uno all’altro e se c’è una cosa in cui si manca, talvolta, in ambito teatrale, è proprio nell’ignorare la presenza delle altre realtà sul campo.

Di quest’esigenza si fece portavoce e curatore Marco Ivaldi (compagnia Progetto Zoran), e i gruppi iniziarono a riunirsi periodicamente presso la loro sede. E così via, si fecero riunioni nel dopo – festival, e verso la fine per capire anche che cosa si poteva chiedere, come professionisti, alla Città….

Naturalmente va detto che non tutte le compagnie vollero partecipare e si creò una sorta di zoccolo duro che si confrontava periodicamente. Ma una buona risposta al perché diventò che quella RIgenerazione era buona per confrontarsi tra “giovani” compagnie.

Sul come presentarsi lo stesso Ivaldi scrisse un breve intervento sul supplemento al periodico del Teatro Stabile, “Teatro e pubblico”, intitolato Variazioni sul tema della sopravvivenza. Metteva l’accento sulla diversità in seno al “gruppone” che si era andato costituendo, al crogiuolo di generi che riuniva e alla non costante (e comprensibile), volontà di riconoscersi in esso. Infatti alcune compagnie erano già “avviate” da tempo (“I Lunatici”, ad esempio, attivi nel Canavese e lì organizzatori di una rassegna annuale di teatro per ragazzi; “Polystile”, eterogenea compagnia di cine – teatro e di cui il giovane presidente, Federico Mazzi, era da anni organizzatore dell’”Aperifilm” a Torino), altre appena nate al mondo teatrale (la già nominata Debut, di teatro – danza, allora al suo primo spettacolo; RTA Movie, attiva nel campo dei laboratori alla Falchera e degli spettacoli di intrattenimento, ma pure vincitrice di concorsi sul tema del cinema gay, per un cortometraggio che si sta attualmente ri-girando con il patrocinio della Città).

Ricordiamo che alla conferenza stampa Marco parlò di torta mille foglie, per identificare la composita realtà del groppone, a noi piace più usare l’immagine della sinfonia jazz. Una musica fatta di tante parti diverse e suonata, a tratti, da strumentisti differenti, ma che concorre alla creazione di una grande partitura, eseguita – per giunta – nella stessa buca d’orchestra (una serata, due spettacoli uno dopo l’altro).

Che cosa si fece, in pratica? Gli organizzatori individuarono tre segmenti teatrali, cui far afferire i vari “numeri” (talvolta erano estratti, se lo spettacolo era troppo lungo) e le esibizioni ebbero luogo nel periodo tra marzo, aprile e maggio.

Abbiamo visto allora teatro sperimentale e classico, neo contemporaneo e teatro danza, cinema – teatro e video – teatro, teatro d’intrattenimento e quasi cabaret. Non sempre si può dire che sia convenuto ai partecipanti “esporsi” in vetrina, ma certamente è stato un modo per sentirsi meno unici, soli, ad avere problemi di sorta nello “sbarcare il lunario” con le loro… commedie!

Ripetuta con successo anche l’anno scorso, Rigenerazione ribadisce l’impegno a favore della ricognizione delle nuove realtà underground torinesi, e credo siamo tutti d’accordo nell’affermare che mai come ora, nella crisi di cambiamento del periodo dopo-la-Fiat – in questa città nascono e s’intersecano varie esperienze “sommerse”, sconosciute, ma altrettanto valide, e piene di umanità ed energia.

Veniamo ora al bando in scadenza oggi.

I requisiti sono pressoché invariati. Il bando insiste sul punto che le compagnie risiedano in Torino e Piemonte, che abbiano un’esperienza almeno annuale, e che siano composte di membri con non più di 30 anni.

Per il resto cambia decisamente la libertà di “temporizzare” la propria pièce, infatti è necessario presentare qualcosa della durata di 30 minuti, e non di più: molti saranno necessariamente degli estratti, ma non è detto tutti.

Divertitevi dunque, signori, ad andare a vedere le nuove esperienze teatrali in scena (così il sottotitolo), è ora!

E voi, autori e nuovi attori, divertirvi a recitare, mettere in prova e provarvi.

Di – vertirsi, nell’accezione ancora vicina al latino, nel senso di distogliersi, e quindi differenziarsi da una realtà precedente o troppo ampia rispetto alle proprie caratteristiche. Siete musica jazz? Corrispondete a Mozart? Il vostro preferito è il genere neo-contemporaneo? Bjork è la cantante che meglio sintetizza la vostra valenza artistica? O siete hip – hop, tango, rumba, latin e latin funk? Suonatela (metaforicamente, ma non poi così tanto…) e verremo ad ascoltarvi.

Percorso professionalizzante quello che offre l’organizzazione di STT. C’è la possibilità di seguire conferenze e seminari, ad hoc per chi si affaccia a questo mondo. Due anni fa si svolsero incontri presso l’Agis di Torino sui temi della sicurezza e chiacchierate con alcuni organizzatori di stagioni teatrali, per esempio la signora Spoto del Teatro Colosseo.

Anche per questa edizione gli spettacoli previsti per ogni sera sono due; permane l’Osservatorio costituito di esperti del settore che valuterà le candidature e opererà una scelta. Entro febbraio sapremo quali compagnie sono state scelte, e con quale calendario e in quali teatri potremo andare a vederli.

E – parliamo alle giovani compagnie in particolare – ci ricorderemo di esserci stati. Di essere stati rigenerati. Criticati, lodati, sicuramente osservati. E forse, perché no, di essere stati stimolati a continuare sulla nostra strada.

Ulteriori info sul

http://www.sistemateatrotorino.it/pagineprimolivello/giovani.html

di Writerdance