OSN: Schubert e Mahler

novembre 8, 2005 in Spettacoli da Stefano Mola

sarasteLa scorsa settimana abbiamo potuto assistere (chi scrive, venerdì) al trionfo del violinista Nicolaj Znaider, straordinario interprete del concerto per violino e orchestra di Brahms, preso in ostaggio dagli scroscianti applausi del pubblico, generoso interprete di due bis (particolarmente emozionante la sua esecuzione della Sarabanda dalla Partita per violino solo di Bach).

Questa settimana siamo al quarto appuntamento della stagione per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino: sia per il programma, sia per le qualità di chi salirà sul podio, ci aspettano serate di grandissimo livello.

In programma, due sinfonie che fanno del pathos e della drammaticità la spina dorsale emotiva del discorso musicale. Si parte con la Quarta Sinfonia in do minore D 417 Tragica di Franz Schubert. Opera giovanile, composta nel 1816 a soli diciannove anni, divide la tonalità con la Quinta di Beethoven. Non sono tuttavia esenti sfumature di febbrile ansietà che potrebbero richiamare alcuni aspetti del sinfonismo mozartiano, in particolare la sinfonia in sol minore.

La seconda sinfonia in programma è la n° 5 in do diesis minore di Gustav Mahler, la cui musica è particolarmente amata dall’orchestra torinese. Un’opera famosa sia per la sua marcia funebre d’attacco, con l’accorata fanfara dei fiati a introdurre immediatamente una emotività disperata, magmatica, grandiosa, sia per il quarto movimento, l’Adagietto, talvolta eseguito da solo e utilizzato da Luchino Visconti in Morte a Venezia.

Sul podio salirà il finlandese Jukka-Pekka Saraste. Direttore stabile dell´Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese e dell’Orchestra Sinfonica di Toronto, nel 2001 ha deciso di intraprendere una carriera free lance. In questa veste, giunge a Torino, dove si ricorda una sua grande esecuzione della Quarta Sinfonia di Šostakovič nel 2004.

Come sempre, gli appuntamenti sono due: giovedì 10 novembre alle 20,30 e venerdì 11 alle ore 21,00. Ancora una volta, all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto.

di Stefano Mola