News da fuori Torino

dicembre 16, 2015 in Arte, Attualità da Claris

In questo spazio proponiamo eventi di interesse culturale, artistico, turistico e sportivo che si svolgono a breve e media distanza do Torino

 
15 dicembre 2015
Caravaggio al Castello di Miradolo
La Fondazione Cosso presenta al Castello di Miradolo, fino al 10 aprile 2016, 43 opere, alcune delle quali inedite e mai esponete in Italia, che documentano il tempo di Caravaggio; da qui il titolo della mostra, ideata e curata da Vittorio Sgarbi insieme ad Antonio D’Amico.
Il percorso vede nella Maddalena penitente della Galleria Doria Pamphilj di Roma, dipinta da Caravaggio intorno al 1597, l’assoluto capolavoro del maestro lombardo che costituisce il cuore nevralgico della mostra. Quest’opera, così come tutte quelle dipinte dal Merisi, genera “una grande febbre che attraversa le menti e i corpi di tutti i pittori moderni tra la fine del Cinquecento, quando ancora il maestro lombardo è fuggiasco da Roma e cerca protezione tra Napoli, la Sicilia e Malta, e gli anni trenta del Seicento. Gli esiti sono spesso sorprendenti”, come ricorda Vittorio Sgarbi. Il quale ribadisce che “si tratta di autori che cambiano la storia, che fanno una vera e propria rivoluzione, cambiando la nostra visione del mondo”.

A Miradolo dunque vedremo capolavori di Artemisia Gentileschi, Battistello Caracciolo, Cecco del Caravaggio, Mario Minniti, Jusepe de Ribera, Gioacchino Assereto, Rutilio Manetti, Matthias Stomer, Giuseppe Vermiglio, Pacecco De Rosa, Biagio Manzoni, Gregorio e Mattia Preti.
“Questi e tanti altri sono i caravaggeschi che popolano questa mostra, consentendo un racconto del tempo di Caravaggio di assoluta originalità. Sono personalità autonome, continua Sgarbi, con un denominatore comune, rinunciare alla pittura ideale per guardare la realtà, vederla così com’è, rappresentarla fotograficamente. Ognuno di loro ha un’evidenza così meravigliosamente lenticolare e plastica, in quanto non vogliono tradire il reale ma fotografarlo. Questa caratteristica è insita in tutti gli artisti caravaggeschi, in un percorso entusiasmante che ha il suo capofila assoluto e incontrastato in Caravaggio e nella Maddalena Doria Pamphilj”.
Due gli enigmi di grande interesse che la mostra propone intorno all’esecuzione di opere ritenute non del tutto autografe di Caravaggio: si potrà vedere la versione del San Francesco che riceve le stimmate proveniente dalla parrocchia di Santa Maria Assunta di Fagagna e custodito dal 1912 presso i Civici Musei di Udine. L’opera ha un antico legame con la città di Pinerolo: all’inizio del Seicento è menzionata nel testamento di Ruggero Tritonio, abate della ricchissima abbazia benedettina di Santa Maria di Pinerolo. Il Tritonio riceve in dono la tela dal banchiere genovese Ottavio Costa che verosimilmente la fa dipingere dall’originale caravaggesco di sua proprietà, oggi ad Hartford. San Francesco in meditazione è l’altro suggestivo enigma caravaggesco. Si tratta di una tela mai esposta prima d’ora in Italia e proviene da una collezione privata maltese. È “una terza e quasi del tutto inedita versione che si conosce: quella eseguita da Caravaggio per Carpineto Romano e l’altra per la chiesa dei Cappuccini a Roma. Sembra essere stata dipinta in un tempo non molto lontano dalla permanenza di Caravaggio sull’isola maltese e sembrerebbe persino più bella delle altre due”, scrive Vittorio Sgarbi, il quale si chiede se “sia stata dipinta da Caravaggio e altre due siano copie?”.
Forse però bisognerà prendere atto che esiste un pittore autenticamente più bravo del Merisi che ha eseguito quest’opera con la stessa sintesi e concentrazione con cui l’avrebbe dipinta Caravaggio. Anche perché, il quadro presenta un’esecuzione più sofisticata rispetto a quella di Caravaggio che spesso è sintetica, immediata, in quanto il pensiero è così veloce che la pittura deve seguirlo. Dunque per questa inedita tela maltese, il valore di Caravaggio risiede soprattutto nell’invenzione, prima ancora che nell’esecuzione. Queste opere di Caravaggio, o comunque a lui legate nell’iconografia, rivelano il suo esordio e testimoniano un lascito irreversibile per tutti quegli artisti la cui visione del Merisi è una dottrina perentoria.
La ricerca che la Fondazione Cosso ha sempre sviluppato nelle sue mostre, ha portato a effettuare indagini diagnostiche su un dipinto che raramente è stato esposto a livello internazionale, San Giovanni Battista al fonte di Cecco del Caravaggio, custodito presso la collezione di Pier Luigi Pizzi a Venezia. Il giovane pittore, oltre a vivere con il Merisi a Roma e a fargli da garzone, si presta anche come modello per le sue opere ed è dunque uno dei pochissimi artisti che conoscono la tecnica adoperata da Caravaggio. Gli esami sul quadro hanno così messo in luce che Cecco dipingeva allo stesso modo di Caravaggio, utilizzando una pittura “a risparmio”, non delineando le figure col colore ma lasciando emergere la preparazione scura del fondo.

Caravaggio e il suo tempo
Fondazione Cosso, Castello di Miradolo
21 novembre 2015 – 10 aprile 2016

Orari
Giovedì e venerdì: 14.00/18.00
Sabato, domenica e lunedì: 10.00/18.30
Chiuso il martedì e il mercoledì.

Ridotto: 8 € (gruppi, convenzionati, studenti fino a 26 anni, over 65)
Gratuito: bambini fino a 6 anni, Abbonati Musei


 
2 luglio 2015
Festival Internazionale Sul Filo del Circo 2015 a Grugliasco
Da domani 3 luglio per un mese torna l’appuntamento con il Festival Internazionale Sul Filo del Circo, la principale manifestazione nazionale di Circo Contemporaneo, per storicità, qualità e quantità degli spettacoli proposti e durata, giunta alla sua quattordicesima edizione- Organizzata dalla Città di Grugliasco (Torino) in collaborazione con Cirko Vertigo, la magia per le serate estive sarà offerta da 26 spettacoli, 15 titoli differenti, 2 prime europee, 9 prime nazionali, 2 location e oltre 150 artisti provenienti da Italia, Francia, Svizzera, Argentina, Danimarca, Belgio, Spagna, Tunisia, Olanda, Brasile, Messico, Colombia, Stati Uniti, Cile, Croazia e Slovacchia si daranno appuntamento presso il Parco Culturale Le Serre di Grugliasco.
“La XIV Edizione di Sul Filo del Circo nasce sotto l’egida di uno dei decreti ministeriali più importanti sullo spettacolo dal vivo del dopoguerra, spiega Paolo Stratta, direttore artistico del Festival. Per la prima volta, infatti, il Ministro Franceschini introduce da un lato un impianto che vuole dare grande trasparenza, riconoscimento dei meriti qualitativi e quantitativi delle iniziative e discrezionalità alle commissioni di esperti sul giudizio artistico e dall’altro per quanto concerne il circo introduce con vigore priorità per chi sviluppi un discorso votato alla contemporaneità e non utilizzi gli animali sulla scena. Il Festival è già solidamente orientato in questa direzione da oltre dieci anni e in più ai noti dualismi maestro/allievo, classico/contemporaneo, debuttante/consolidato, tradizionale/innovativo, comico/poetico, artistico/commerciale, frontale/circolare non fornisce più alibi ma occasioni di rappresentazione: allo spazio scenico collaudato del Teatro Le Serre, con 490 posti e fruizione all’italiana da quest’anno si aggiunge il piccolo Chapiteau Vertigo, spazio circolare per 145 spettatori. Una programmazione incessante che fuga il rischio di ogni possibile formattazione delle edizioni precedenti: si possono proporre titoli più intimi, a tutto beneficio di una fruizione unica, ravvicinata ed esclusiva senza il timore di sbagliare il calibro”.

L’apertura del Festival è affidata agli acrobati della Compagnia Sisters (3-4 luglio), che come Anteprima della Saison Européenne des Arts du Cirque propone “Clockworks”, una personale metamorfosi di un circo che esplode come una bomba a orologeria. Dagli Stati Uniti il Ricochet Projet porta in prima europea la sua poesia acrobatica e rarefatta di corpi spogliati allo specchio in “Smoke and Mirrors” (6-8 luglio). La Compagnia blucinQue il 9 luglio presenta un circo inedito: concerto per corpo, attrezzo e movimento, esito di un percorso di ricerca e innovazione. In prima nazionale il collettivo francese Zanzibar (10 e 11 luglio) propone un’opera circense totale portatrice di uno spirito nomade e libertario in cui l’energia della musica live deflagra tra le prodezze spiazzanti dei venti artisti internazionali provenienti dalle più prestigiose compagnie del momento. Il Circo Zoè in prima nazionale ci porta “Naufragata” (13, 14 e 16 luglio), reduce dal Musée Picasso, funambolica pièce di tecniche circensi in musica, dedicata a tutti coloro che, almeno una volta, hanno perso la propria rotta. Torna a Grugliasco dal Belgio con la prima nazionale di “Momento!” il vulcanico clown belga Elastic (15 luglio), ospite fisso di Patrick Sebastien sul palcoscenico televisivo di “Le plus Grand Cabaret du Monde”. La Compagnia francese La Meute (17 e 18 luglio) riporta al centro della scena le tecniche circensi dell’altalena russa che fanno il loro debutto assoluto sotto la cupola del Teatro Le Serre e a seguire dalla Spagna la compagnia Vol’e temps (20 e 21 luglio), Vincitori del Premio Internazionale per Giovani Artisti del 2014, presenta la sua creazione fatta di comicità surreale e spiazzante, plasmata sul ritmo di un gioco circense.
E’ tradizione del Festival ospitare dei maestri internazionali del circo e dello spettacolo popolare affidando loro una carta bianca, un’occasione per ripercorrere il proprio repertorio e proporre un best of della propria produzione artistica. Negli ultimi anni il Festival ha ospitato Bustric, Jigalov, Avner, David Larible e Leo Bassi. Quest’anno il Festival ha deciso di ospitare, nella duplice veste di regista dei giovani artisti di Cirko Vertigo (22 luglio) e interprete di un proprio solo, Jérôme Thomas che andrà in scena con una forma breve intitolata Untitled#Grugliasco (23 luglio) in una speciale serata dedicata alla giocoleria e alla manipolazione di oggetti insieme al giovane talento Malte Peter.

Attesissimo il nuovo spettacolo scritto da Daniele Finzi Pasca che oltre ad aver firmato la regia dello spettacolo “Corteo” del Cirque du Soleil, diresse la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Oggi Finzi Pasca è tra i cinque maestri contemporanei del circo attuale e con “Bianco su Bianco” (24 e 25 luglio) ci condurrà nel mondo dei sogni ma con gli occhi bene aperti. Dall’Argentina Quimeras (27 e 28 luglio) è un lavoro fresco e brioso che vede protagoniste le tecniche del trapezio washington e dell’acrobatica in banchina, discipline altamente spettacolari e mozzafiato. Dalla Francia il duo irresistibile Les Gums (30 luglio), che in linea con la tradizione del clown, scatena una raffica di risate per dimenticare tutto e ricordare chi si è veramente e infine il Collectif de la Bascule (31 luglio e 1 agosto) il più spettacolare gruppo di bascula ungherese in circolazione in Europa costruisce uno spettacolo dall’estetica giovane moderna accompagnando evoluzioni ai limiti dell’incredibile con il suono di una chitarra Gibson. Come consuetudine, il Festival propone Checkpoint Circus, il rinnovato Premio Internazionale per Giovani Artisti (in collaborazione con i festival Mirabilia e Ratataplan) in cui 6 giovani compagnie di circo si contenderanno l’ambito riconoscimento del Festival davanti a cinquecento spettatori e dieci giurati autorevoli.
Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.30


 
30 aprile 2015
Expo Milano 2015 apre i battenti
Si apre domani Expo Milano 2015, l’Esposizione Universale che fino al 31 ottobre 2015 mostrerà il meglio delle tecnologie mondiali per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Al prestigioso evento partecipano, in qualità di Official Global Partners, Fiat Chrysler Automobiles e CNH Industrial. Con il loro impegno a favore di una gestione responsabile del business e dei loro prodotti, in tre aree importanti come quelle delle automobili, dell’agricoltura e dei trasporti, i due Gruppi condividono gli ideali del più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione.
Al centro della manifestazione il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” che significa anche operare scelte consapevoli, promuovere stili di vita sostenibili, utilizzare tecnologie all’avanguardia e trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse. Proprio la sostenibilità, che rappresenta un valore trasversale all’intera manifestazione, è da sempre una delle priorità di FCA come dimostrano i prodotti, le attività di ricerca e sviluppo, le iniziative legate alla mobilità sostenibile e gli investimenti per lo sviluppo di nuovi veicoli capaci di coniugare accessibilità e innovazione.
Lo dimostra anche il video manifesto realizzato in occasione di Expo Milano 2015. Ideato dall’agenzia Armando Testa, il filmato è un emozionante alternarsi di paesaggi naturali e contesti urbani dove protagonisti sono gli esseri umani di tutte le nazionalità ed età. Con loro sfilano anche i prodotti Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Jeep e Fiat Professional che assicurano la massima libertà di movimento nel pieno rispetto dell’ambiente. Mentre le suggestive immagini si succedono, una voce fuori campo “dialoga” direttamente con la Terra ricordando come la vita sia un viaggio intrapreso molto tempo fa dall’uomo. Oggi più che mai è necessario proseguire questo cammino con la consapevolezza che la salvaguardia dell’ambiente è una responsabilità di tutti. Da parte sua FCA si impegna su più fronti e i risultati finora raggiunti sono mostrati nel video manifesto che si chiude con il claim: “Life is a journey, let’s make it sustainable”.

L’organizzazione di Expo Milano 2015 può contare su una flotta di vetture di FCA caratterizzate da basse emissioni e alimentazioni alternative, nel pieno rispetto della mobilità sostenibile, che accompagneranno le numerose delegazioni degli ospiti provenienti da ogni parte del mondo. Complessivamente sono 105 le vetture della flotta. Alle 35 in uso da parte dello staff di Expo 2015 S.p.A. (dieci Fiat 500L Living, quattro Fiat 500L Trekking e ventuno Fiat 500L Natural Power alimentate a metano) se ne aggiungono altre 70 destinate alle delegazioni dei Paesi espositori: sono cinquanta Fiat 500L Natural Power, alimentabili anche a biometano, e dieci Fiat 500e ad alimentazione elettrica, per usi interni al sito espositivo. Inoltre, sono a disposizione per servizi di rappresentanza sei Jeep Gran Cherokee, due Lancia Voyager e due Maserati Quattroporte.
Oltre alla realizzazione di prodotti sempre più sostenibili, l’impegno di FCA si esprime anche attraverso una serie di iniziative e progetti volti a migliorare l’esperienza dei milioni di clienti in tutto il mondo, di circa 300 mila dipendenti e di oltre 3.000 fornitori. Queste iniziative sono illustrate nel Bilancio di Sostenibilità di FCA che da oltre 10 anni presenta i risultati e gli obiettivi futuri. L’ultima edizione descrive i progressi fatti dal Gruppo nel corso del 2014, anno che ha visto il completamento dell’integrazione tra Fiat e Chrysler, iniziata nel 2009. “L’unione dei due gruppi ha permesso di creare il settimo costruttore mondiale di automobili, che considera la sostenibilità come migliore strada per garantire valore e dignità ai risultati conseguiti” ha affermato Sergio Marchionne, Amministratore Delegato di FCA. Lo stesso impegno si riflette nelle parole di John Elkann, Presidente di FCA: “La creazione di FCA ha cambiato per sempre il destino delle due società, ma non ha modificato in alcun modo il nostro impegno a perseguire uno sviluppo responsabile e sostenibile”.
Ecologia ed economia sono due concetti che viaggiano in parallelo, non solo perché in un’automobile emissioni e consumi sono direttamente proporzionali. Infatti, secondo il Gruppo FCA, le soluzioni tecnologiche in grado di ridurre l’impatto ambientale dell’auto devono essere alla portata del maggior numero di persone per avere un effetto concreto. Uno dei valori fondamentali di FCA è proprio rendere accessibili a tutti le soluzioni più avanzate in modo che l’innovazione possa tradursi in vantaggi concreti per l’ambiente e per i clienti.
FCA è da sempre in prima fila nello sviluppo delle alimentazioni alternative ed economicamente accessibile attraverso una strategia molto chiara: investire in quelle soluzioni tecnologiche che sono facili da capire, semplici da usare e che danno benefici concreti da subito. Per questo motivo il Gruppo ha deciso di puntare sul metano, il combustibile più economico e pulito attualmente disponibile, che è anche una potenziale fonte rinnovabile grazie allo sviluppo del biometano: infatti, in un’ottica “well-to-wheel”, un veicolo alimentato a biometano può arrivare a emissioni di CO2 paragonabili a quelle di un veicolo elettrico.
Negli ultimi 15 anni, Fiat ha di fatto creato un nuovo mercato, in cui solo recentemente sono arrivati altri costruttori, ed è oggi leader europeo nel settore dei veicoli di primo impianto con oltre 650.000 unità vendute dal 1997. Oggi la sua gamma di veicoli a metano si compone di 12 modelli, tra vetture e veicoli commerciali, che gli ha consentito di conquistare il titolo di Premio Auto Europa 2014 nella categoria metano.
La strategia di FCA nel campo della mobilità sostenibile prevede anche altre innovative soluzioni quali le tecnologie proprietarie Multijet e MultiAir, entrambe di seconda generazione, che migliorano i propulsori tradizionali (benzina e diesel) in termini di efficienza e riducono le emissioni; il sistema infomobilità UConnectTM con l’applicazione My:CarTM per la corretta manutenzione dell’auto; l’innovativo cambio automatico a doppia frizione; la piattaforma eco:Drive che analizza lo stile di guida grazie ai dati raccolti in vettura e fornisce suggerimenti personalizzati per ridurre consumi ed emissioni; il sistema Start & Stop per una riduzione di emissioni e consumi in ambito urbano; e infine la nuova frontiera della mobilità sostenibile rappresentato da Enjoy, il car sharing di Eni realizzato in partnership con Fiat e Trenitalia.
Nel corso del 2014 sono stati implementati circa 48.000 progetti legati al WCM, fra cui molti mirati a ridurre l’impatto ambientale. In particolare, circa 3.700 di questi hanno permesso la riduzione del consumo di risorse naturali. Ad esempio, nel 2014 il Gruppo ha risparmiato 3,3 miliardi di m3 d’acqua e ridotto i rifiuti di 65 milioni di chilogrammi. Senza contare che il 20,4% dell’energia elettrica utilizzata dalle attività produttive del Gruppo a livello mondiale deriva da fonti rinnovabili.
Sostenibilità è anche attenzione alla conservazione della biodiversità nelle aree circostanti gli stabilimenti. Lo dimostra un progetto molto importante in corso di realizzazione presso lo stabilimento di Pernambuco (Brasile): infatti, per salvaguardare l’ecosistema e in particolare la flora locale, FCA si è impegnata a piantare nei prossimi anni oltre 130.000 alberi, di cui 250 delle oltre 600 specie native. A oggi sono stati piantumati 38.000 alberi e il numero è destinato a salire progressivamente grazie al vivaio costruito vicino allo stabilimento. Qui, ogni tre mesi, saranno disponibili circa 22.000 nuovi alberi pronti per essere piantati dagli studenti durante le visite organizzate all’impianto: è un modo concreto per insegnare alle nuove generazioni l’importanza della biodiversità e della tutale del patrimonio naturale.


 
30 ottobre 2014
Arte dal vero a Imola
La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, in collaborazione con il Comune di Imola,.propone un’interessante mostra “Arte dal Vero. Aspetti della figurazione in Romagna dal 1900 a oggi” che porta in visione 93 artisti e 176 opere, tra pittura, scultura, grafica e ceramica, mettendo in rilievo figure e momenti di un lungo percorso che ha caratterizzato una Romagna artistica segnata da una singolare adesione al filone figurativo e verista. La cura della mostra è stata affidata a Franco Bertoni sotto la direzione di Andrea Emiliani.
Le opere, esposte in mostra, non secondo un criterio cronologico, ma proponendo invece occasioni di rapporto e di confronto tra modernità e contemporaneità, enucleano una sorta di racconto sulla condizione umana: tra documentarismo e finzione, tra vita quotidiana e teatralità, tra ordinario e meraviglioso, tra apparenze e segreti nascosti sotto la superficie.
Pur messa di fronte alle sollecitazioni delle avanguardie e delle neo-avanguardie, la Romagna artistica ha sotterraneamente coltivato una propria specificità che la contraddistingue, per qualità e quantità degli esempi, da altre aree geografiche e culturali italiane.
Oltre a presentare una selezione di quanto espresso in Romagna per oltre un secolo dalle arti figurative, la mostra intende anche proporsi come un contributo – volutamente circoscritto e limitato – a una più generale inversione di tendenza in atto rispetto alle traiettorie generate dal vizio di base del Moderno: l’allontanarsi da un umanesimo impegnato sul concreto presente e il suo conseguente, algido, rifugiarsi nelle sfere dell’astrazione, in linguaggi formali autoreferenziali, criptici e quasi iniziatici, in enfatici manifesti e in ideologizzati programmi, in goliardiche provocazioni e, in sostanza, in una intolleranza per le esigenze umane. Binario morto per certa critica e per le sue schematizzazioni, l’arte figurativa, con la rivalutazione internazionale di tanti suoi esponenti europei ed extra-europei del Novecento, impone, ora, un’opera di riconsiderazione e di revisione storiografica.

In Romagna, forse, non sono da considerarsi episodiche le presenze concomitanti o susseguentesi di Domenico Baccarini, Gino Barbieri, Antonello Moroni, Giovanni Guerrini, Angelo Biancini, Giannetto Malmerendi, Umberto Folli, Alberto Sughi, Giovanni Cappelli, Maceo Casadei, Angelo Fabbri, Silvano D’Ambrosio, Nedo Merendi, Lucia Baldini o Angela Maltoni, solo per citarne alcuni.
Sfuggendo alla “accademia del moderno” e alla “tradizione del nuovo per il nuovo” che hanno portato al paradosso di una “avanguardia di massa”, le arti figurative in Romagna hanno inoltre confermato con forza una concezione dell’arte come un indissolubile (anche se misterioso) nesso tra poesia, visionarietà e alto sentire con precise tecniche e calcolati mezzi espressivi, secondo una definizione, in fondo, non ancora esautorata. Corollario, non trascurabile, di questo atteggiamento per troppo tempo definito come inattuale è stato il mantenimento di un rapporto con la grande tradizione dell’arte, con le sue ricerche estetiche e con il “fatto ad arte”.
Sono mille i volti e le storie di quella preda sfuggente che è il reale e gli artisti moderni e contemporanei presentati in mostra, al di là delle diverse connotazioni stilistiche e dei vari periodi storici, sono stati accomunati proprio in base a una dimostrata apertura a vedere quello che non si sospetta di vedere, a scorgere il meraviglioso e il terribile nell’ordinario e nel famigliare, a cogliere l’inaspettato nella quotidianità, a sapere sigillare, con i mezzi e le tecniche più idonee, l’istante perfetto: un momento da afferrare e preservare.
All’inizio del secolo scorso Faenza, tra le città romagnole, può vantare un certo primato di cui sono testimonianza le presenze di Domenico Baccarini, Giuseppe Ugonia, Domenico Rambelli, Ercole Drei, Giovanni Guerrini e Francesco Nonni: tutti artisti destinati a carriere di livello almeno nazionale nei campi della pittura, della scultura e della grafica. Sulla loro scia si formeranno Giovanni Romagnoli e Franco Gentilini ma è con Giannetto Malmerendi e Roberto Sella che l’indagine del vero soprassiede a particolari cifre stilistiche per aprire un capitolo non ancora totalmente apprezzato. Uno scultore come Angelo Biancini dimostra, proprio negli anni del regime fascista, una particolare sensibilità nei confronti del reale che si costituisce (tra Faenza e Laveno) come una delle punte della scultura di quegli anni.
A Forlì si può parlare di una locale scuola che, dopo Antonello Moroni, vanta i nomi di Pietro Angelini, Giovanni Marchini e Carlo Stanghellini prima di giungere alla generosità creativa di Maceo Casadei e di suoi emuli come Gino Mandolesi e Gianna Nardi Spada.
A Cesena la figura di riferimento, fin quasi alla seconda guerra mondiale, rimane Gino Barbieri, mentre a Cotignola è attivo in maniera poliforme il politecnico Luigi Varoli, dalla cui scuola sono usciti tanti artisti destinati a godere di maggiori attenzioni del comune maestro stesso (Umberto Folli, Ettore Panighi, Gaetano Giangrandi, Giulio Ruffini, Francesco Verlicchi). A Imola, Tommaso Della Volpe per molto tempo è stato ingiustamente relegato a rappresentare la declinazione locale di trascorsi movimenti. Vari e complessi sono stati i motivi per cui le avanguardie storiche e le tendenze più effrattive, pur manifestandosi anche in Romagna, non hanno qui trovato sedimentazione e rimane il fatto che la tensione figurativa rimane sempre ad alto livello. E lo stesso si può dire per le vicende artistiche romagnole del secondo dopoguerra dove campeggiano, almeno, Alberto Sughi, Giovanni Cappelli, Umberto Folli e Mattia Moreni. Questa persistenza ha conquistato, poi, maggiore rilevanza e notorietà a seguito dei fenomeni nazionali e internazionali che, a partire dai primi anni ottanta, hanno riconsegnato all’arte i tradizionali mezzi espressivi. Si apre così il capitolo, non certo avaro, degli artisti romagnoli contemporanei dediti alla figurazione.

Arte dal VERO
Aspetti della figurazione in Romagna dal 1900 a oggi
dal 7 novembre 2014 all’8 marzo 2015

Centro Polivalente Gianni Isola, Piazza Matteotti 4, Imola
Museo San Domenico, via G. Sacchi 4, Imola

Orario
martedì e giovedì: 10-12 e 16-19
mercoledì e venerdì: 16-19
sabato e domenica: 10-12 e 16-19
Ingresso libero


 
1 agosto 2013
Al via sabato 3 agosto da Bardonecchia i Campionati Mondiali Master di Orientamento
Sono circa 4.000 tra atleti e accompagnatori da tutto il mondo che parteciperanno dal 2 al 10 agosto ai Campionati Mondiali Master di Orientamento nelle Montagne Olimpiche (WMOC) e alla North West Cup: 2.603 gli atleti che parteciperanno ai Mondiali Master e 288 quelli che gareggeranno all’evento dimostrativo under 35, la North West Cup, per un totale di 2.891 atleti, da 45 paesi. Si tratta del record di presenze per un Mondiale Master di Orientamento. L’anno scorso a Bad Harzburg in Germania le nazioni rappresentate erano state 43, nel 2011 in Ungheria erano 42.
La manifestazione comincia a Bardonecchia con un allenamento degli atleti per le strade della località sabato mattina 3 agosto.
Domenica 4 agosto alle 18 la cerimonia inaugurale a Sestriere.
Le gare si svolgono sempre al mattino, con inizio alle 10:
– sabato 3 agosto a Bardonecchia allenamento atleti,
– domenica 4 a Pragelato qualificazioni Sprint,
– lunedì 5 finale Sprint a Sestriere,
– martedì 6 allenamento atleti a Sestriere,
– mercoledì 7 e giovedì 8 qualificazioni Long Distance a San Sicario Pariol,
– venerdì 9 allenamento atleti a Claviere La Cloche,
– sabato 10 finale Long Distance a Claviere-Cesana Monti della Luna.

Parallelamente ai Campionati Master si svolgerà la North West Cup: competizione per gli atleti di Orienteering under 35 che si terrà sugli stessi campi di gara del Mondiale.
Per questa edizione 2013 ospitata sulle Montagne Olimpiche gli atleti arrivano da tutto il mondo, soprattutto dalle nazioni nelle quali l’Orienteering è uno sport nazionale: 570 iscritti dalla Finlandia, seguono 390 dalla Norvegia, 397 dalla Russia, 330 dalla Svezia, 155 dalla Svizzera, 111 dall’Estonia. Ma ci sono anche delle curiosità: 38 atleti dal Giappone, 36 dal Brasile, 30 dall’Australia, 9 dalla Nuova Zelanda, 7 da Israele, 5 dal Sud Africa, 4 dall’Argentina, 4 dall’India, un atleta cinese e un uruguaiano.
Ci sarà anche il campione della discesa libera Peter Muller, svizzero, 55 anni, tra i partecipanti. Muller ha gareggiato in due Olimpiadi, Sarajevo nel 1984 e Calgary nel 1988, in entrambe argento nella discesa libera. Vincitore della Coppa del Mondo di discesa libera nel 1979, 1980 e 1982. Si è ritirato dalle competizioni nel 1992 e oggi pratica l’Orienteering.
Tra le curiosità ci sono sei ultranovantenni che parteciperanno alle competizioni. Il più anziano ha 95 anni, si chiama Rune Haraldsson ed è svedese ed è l’atleta più anziano di tutti i Word Master Games di Torino 2013. Lo seguono due donne, la sua connazionale Astrid Andersson, del 1921, 92 anni, e l’inglese Jean Velecky, novantenne del 1923.

L’Orienteering, o “sport dei boschi”, consiste nell’effettuare un percorso definito da punti di controllo chiamati “lanterne” con l’aiuto esclusivo di una bussola e di una cartina topografica molto dettagliata, con segni convenzionali unificati uguali in tutto il mondo. Si tratta di uno sport dove non vince sempre il più veloce, ma colui che è in grado di orientarsi più rapidamente e di fare le scelte di percorso migliori. Nato nel 1919 in Svezia, nel 2011 ha coinvolto in gare ufficiali in tutto il mondo oltre 42.000 partecipanti. In Italia i tesserati alla FISO, Federazione Italiana Sport Orientamento, sono più di 10.000.
Il presidente del Comitato Organizzatore dei WMOC 2013, Franco Capra, è sicuro che: “Questo evento possa avvicinare molti italiani a una nuova disciplina sportiva, bellissima, a contatto con la natura, e a diversi livelli adatta a tutti. E l’inclusione dell’Orienteering all’interno dei World Master Games di Torino 2013 non potrà essere che un volano alla diffusione e alla conoscenza più ampia di questo sport – ha dichiarato, aggiungendo inoltre che – I comuni delle Montagne Olimpiche, sin dai primi momenti dell’organizzazione delle Olimpiadi di Torino 2006 sono stati più che mai abituati a lavorare insieme e anche per i WMOC 2013 ci siamo prontamente messi all’opera in grande armonia fra pubblico e privato, consapevoli dell’importanza di questo Campionato Mondiale e della rilevanza che potrà avere sul nostro territorio”.
Fondamentale il contributo dei volontari, che in 250 contribuiranno al successo della manifestazione: “Sono tantissimi quelli da ringraziare per l’entusiasmo e la passione che ci stanno mettendo e ci metteranno durante l’evento sportivo: li racchiuderei in una parola i “Volontari”, dei quali una parte fondante è sicuramente costituita dagli Alpini in arme e in congedo”, ha sottolineato il presidente del Comitato Organizzatore.