L’ultimo alchimista

gennaio 13, 2008 in Libri da Tiziana Fissore

Titolo: L’ultimo alchimista
Autore: Micha Nathan
Casa editrice: sonzogno
Prezzo: € 7,50
Pagine: 393

LConfesso che non sono un’amante dei cosiddetti best seller e che sono prevenuta quando la pubblicità è grande. Nel caso di questo libro però oltre ad una buona critica si affiancavano giudizi di lettori delusi dall’intera storia, di conseguenza ho pensato di leggerlo personalmente per avere un’idea più chiara ed ho capito perché a molte persone non sia piaciuto: non è un semplice romanzo ricco di colpi di scena come tanti altri, dove piovono dal cielo aerei fiammeggianti o la terra trema a seguito di scoppi nucleari, non è una storia di fantasmi ma si tratta di una trama strana, misteriosa e cupa, tipo ‘mistery gotico’ ma con una base di formazione non indifferente e forse la gente si aspettava qualcosa di più leggero.

Dietro a queste pagine che raccontano la vita di un tipico college americano, dove purtroppo gira molto alcool e droga, esiste uno stile molto curato per raggiungere il vero scopo del romanzo: far pensare. Mi sono ritrovata a sottolineare frasi che sono impregnate di filosofia, non per niente, nella storia, Eric Dunne con alcuni amici sono impegnati nella ricerca della famosa ‘pietra filosofale’, dell’immortalità, della vita eterna e quando si pensa che la ‘formula magica’ sia stata trovata in modo alchemico, ecco che subentra la tragedia, come se all’uomo fosse negato andare oltre, a superare i confini, ad avvicinarsi al Supremo.

E’ raro trovare in questo genere di romanzi frasi come: “Pensa alla filosofia di vita adottata da Sant’Anselmo: fides quaerens intelligentiam. La fede che cerca la comprensione…Le due cose possono lavorare insieme; la fede da una parte della bilancia, la ragione dall’altra” oppure una frase di Emerson: “L’uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l’indipendenza della solitudine”.

Un libro bellissimo scritto, ripeto, con eleganza ed intensità da dare forti emozioni permeate da un’atmosfera di mistero e da profondità di pensiero che fanno pensare; una storia abitata da personaggi che portano in luce i vari passaggi della vita umana: drammi adolescenziali e compromessi e vigliaccheria che si trovano nei personaggi più anziani come il professor Cade, che dietro ad una facciata di grande rispettabilità è pronto a qualsiasi compromesso pur di non intaccare la sua persona ed il suo lavoro.

Bellissime le descrizioni dei paesaggi sia del College e dintorni, sia di Praga, curate nel modo ‘crepuscolare’. Favolose le descrizioni delle bufere di neve, dello stagno ghiacciato, dove si può trovare anche della poesia pura..

Un libro a mio parere avvincente e che fa riflettere, perché è un romanzo di formazione. Anche se travestito da giallo.

di Tiziana Fissore