Lisbona d’estate

agosto 30, 2006 in Viaggi e Turismo da Marcella Trapani

Lisbona_Panorama

  • Come diversi altri luoghi, Lisbona non è soltanto una città ma anche, come si dice, un luogo dell’anima. Tutta protesa com’è sull’Atlantico, ha rappresentato per secoli l’ultimo avamposto dell’Europa verso le Americhe, il luogo da cui salpavano le caravelle e le imbarcazioni dei grandi navigatori.

    Del glorioso passato la città porta ancora tanti segni ben evidenti così come reca le tracce di terremoti, tristemente famoso quello del 1755 che la distrusse completamente, e di incendi, come quello che nel 1988 ha danneggiato l’intero quartiere dello Chado (si pronuncia “sciadu”).

    Lisbona oggi, con i due milioni di abitanti dell’area urbana, è una città multiculturale, resa vivace dall’apporto di diverse etnie. In tre millenni vi si sono mescolati i Celti con i Fenici, i Cartaginesi con i Romani, poi le orde barbare di Alani, Vandali, Svevi e Visigoti respinti più tardi dall’invasione degli Arabi, i “mori” di antica memoria, che si installarono a Lisbona per oltre cinque secoli.

  • Nei nomi delle strade si intuisce la vocazione squisitamente commerciale della città: Praça do Commercio, Rua Aurea, Rua da Prata, Rua Augusta. Tra il Quattro e il Cinquecento Lisbona era il più grande scalo navale del mondo, grazie anche al suo porto e alla rete di relazioni commerciali sopravvissute alla cacciata degli Arabi avvenuta nel 1147. Tra le vie del centro si trova l’elevador di Santa Justa, ascensore pubblico che oggi porta centinaia di turisti al giorno per ammirare dall’alto la città.

    Molto frequentato dai turisti è anche il tram n. 28 che passa nei quartieri più caratteristici in un susseguirsi di salite e discese, tra il Barrio Alto, la Baixa e l’Alfama. Lungo il tragitto, nel largo Chado, si trova il Caffè Brasileira, luogo di ritrovo dei più celebri artisti e intellettuali portoghesi. Tra questi, F. Pessoa, l’autore di Sostiene Pereira e de Il Libro dell’inquietudine, la cui statua in bronzo è stata collocata ad uno dei tavolini esterni del bar nel 1988, in occasione del centenario della sua nascita.

    Nella vicina bella Praça D. Pedro IV, meglio nota come Rossio, si trova il Teatro Nazionale e su un lato della piazza, la Pasteleria Suiça, dove, gustando i migliori dolci della città, si osserva la folla cosmopolita che gremisce la piazza a tutte le ore.

    Descobrimentos_ Lisbona

  • Sul piano artistico, notevoli sono la Cattedrale nel largo da Sé, raggiungibile facilmente con il 28, e ilCastelo de São Jorge, entrambi nel vecchio quartiere dell’Alfama. La cattedrale romanica del XII secolo è stata rimaneggiata nel corso dei secoli e custodisce un organo e un raffinato presepe barocchi realizzati nel XVIII secolo.

    Il Castelo si trova nel punto più elevato della città dove sono emerse attestazioni della presenza di Fenici, Romani e Arabi. Il castello in quanto tale risale al X-XI secolo, quando Lisbona era un importante porto arabo, ma il re del Portogallo Afonso Henriques conquistò il Castelo e tolse la città ai Mori. Al suo interno si trova anche lo spazio multimediale Olisipónia, dove si può ripercorrere la storia della capitale attraverso le sue immagini, e la Torre di Ulisse, in cui un periscopio permette di osservare la città a 360°.

  • Il quartiere di Belèm, situato 6 km a ovest del Rossio, fu il luogo da cui Vasco da Gama salpò l’8 luglio 1497 per intraprendere una spedizione di due anni che lo avrebbe portato a scoprire la rotta verso l’India. Qui sono da visitare assolutamente il Mosteiro do Jerónimos e la Torre de Belém. Il Mosteiro sorse tra il 1502 e il 1590 circa per volere del re Manuel I che desiderava dedicarlo alla memoria di Vasco da Gama e ne fece anche il luogo di sepoltura suo e dei suoi discendenti. Lo stile caratteristico è detto appunto manuelino, dal nome di questo sovrano. In origine il monastero era abitato dai monaci dell’ordine di san Gerolamo, il cui compito spirituale consisteva nel dare conforto e coraggio ai marinai in partenza; dopo lo scioglimento dell’ordine nel 1833, l’edificio fu adibito a scuola e ad orfanotrofio. Vasco da Gama è sepolto nel presbiterio inferiore della chiesa, in un posto d’onore di fronte al poeta Luis de Camoes. Nel chiostro è conservato un pannello raffigurante scene bibliche tratte dalla vita di Giuseppe fatto con gli azulejos, antiche piastrelle in ceramica smaltata di origine persiana decorate con toni predominanti del blu. Se ne trovano in moltissime chiese e chiostri in tutto il Portogallo ma anche sulle pareti esterne delle case, interamente piastrellate. La Torre è una struttura esagonale che sorge a un chilometro dal monastero sulla sponda del Tago. Anche questa fu costruita per ordine di Manuel I come fortezza posta a guardia dell’ingresso al porto di Lisbona. Divenuta il simbolo della città, la Torre è uno dei monumenti più fotografati del Portogallo.

    TorreBelem_Lisbona

  • Tra i tanti musei lisboeti è difficile scegliere, ma, avendo solo poco tempo a disposizione, suggerirei di visitare il museo della Fondazione Gubelnkian che conserva dei capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi, dall’arte egizia e classica a quelle orientali islamica, cinese e giapponese. Inoltre è esposta una magica collezione di gioielli del designer francese R. Lalique: diademi, pettini, spille e collane di grande effetto. Nella sezione dedicata all’arte europea spiccano nomi famosi di pittori quali Rembrandt, Van Dyck e Rubens.

    Singolare è la storia del fondatore, Calouste Gubelnkian: nato a Istanbul da genitori armeni, è stato uno degli uomini più ricchi e uno dei più grandi filantropi del XX secolo. Avendo fatto fortuna con il petrolio iracheno, investì i suoi beni nell’arte, acquistando, tra l’altro, parecchie opere d’arte dall’Hermitage di Leningrado tra il 1928 e il 1930, epoca in cui l’Unione Sovietica vendeva i suoi beni, in cambio di valuta forte. Fece del Portogallo la sua patria adottiva, dove visse dal 1942 al 1955, quando, alla sua morte, lasciò in eredità allo stato portoghese la sua intera collezione d’arte. La Fondazione Gubelnkian opera anche nel campo educativo, scientifico e filantropico, oltre che artistico, ha finanziato il Centro de Arte Moderna, un’orchestra, un coro e un gruppo di danza contemporanea, oltre ad aver costruito sale da concerto e gallerie d’arte.

  • Non si può lasciare Lisbona senza aver ascoltato il fado, il genere musicale di Lisbona più famoso, un canto impregnato di malinconia di origini addirittura medievali. E’ interpretato di solito a gruppi di tre canzoni, della durata di tre minuti ciascuna, da un solista accompagnato da un chitarrista che suona la chitarra portoghese a 12 corde. Nato nel XVIII secolo nei quartieri operai dell’Alfama e della Muraria, il fado si diffuse a poso a poco anche negli ambienti più raffinati. La sua più grande interprete è stata A. Rodrigues, morta nel 1999 a 79 anni. A Lisbona esiste anche un museo dedicato a questa musica, la Casa do Fado e da Guitarra Portuguesa. Numerosi locali, soprattutto nelle zone dell’Alfama e del Barrio Alto, offrono spettacoli di fado, ma sono frequentati per lo più da turisti e i prezzi sono spesso elevati. Ciò nonostante, vale la pena provare questa esperienza e, se si ha fortuna, si può trovare ancora qualche locale tipico.

  • Castelo de São Jorge

    1100-129 Lisboa

    tel. +351 218800620

    Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 21 da marzo a ottobre, dalle 9 alle 18 da novembre a febbraio. Chiuso: 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.

    www.egeac.pt

  • Museu Calouste Gulbenkian

    Avenida de Berna 45-A

    1067-001 Lisboa

    tel. +351 217823000

    www. www.museu.gulbenkian.pt

    Aperto dalle 10 alle 17.45; chiuso il lun. e 1 gennaio, Pasqua, 1 maggio e 25 dicembre.

    Entrata: 3 euro; gratuita per i minori di 18 anni, studenti e visitatori di età superiore ai 65 anni.

    P.S. Si ringrazia l’amico Luca Barillà per le belle foto.

    di Marcella Trapani