La memoria che resiste

aprile 20, 2015 in Attualità, Libri, Net Journal, Primo Piano da Benedetta Gigli

Quale che fosse il nome che gli davamo, spirito di rivolta, patriottismo, odio verso l’occupante, desiderio di vendetta, gusto della lotta, ideale politico, fraternità, prospettiva della Liberazione, qualunque cosa fosse ci manteneva in salute. I nostri pensieri mettevano il corpo al servizio di un grande corpo di combattimento

copertina defIl 24 aprile,  nelle stanze del teatro Guglielmi a Massa, l’autore Stefano Radice e il fotografo Andrea Pepe presenteranno il libro e la mostra fotografica “La Memoria che Resiste”,  in occasione di un evento importante come il Settantesimo anniversario della Lotta di Liberazione.

19 partigiani tra Massa, Carrara e Montignoso offrono la loro testimonianza contribuendo a rendere vivo il processo di trasmissione della memoria dell’antifascismo e dei valori della Resistenza in una Provincia, quella di Massa-Carrara, che fu – come ha ricordato Piero Calamandrei in occasione del decimo anniversario della strage delle Fosse del Frigido – partigiana tutta, e «che seppe per diciannove mesi, colle sue forze, difendere e riconquistare giorno per giorno la sua libertà e il suo pane».

Il tema complesso del recupero della memoria della Resistenza apuana è stato affrontato utilizzando un approccio multi-disciplinare, che alla raccolta delle interviste degli uomini e delle donne che decisero di opporsi al nazi-fascismo unisce il contenuto emotivo dei ritratti fotografici. Una fotografia che non narra, bensì evoca, stimola la narrazione, richiama il passato.

I racconti dei partigiani apuani portano alla luce un vero e proprio universo di memorie che corrisponde ai ricordi di persone coinvolte a vario titolo nell’esperienza della seconda guerra mondiale: ex combattenti delle guerre fasciste, partigiani di diversa appartenenza politica, vittime della deportazione, famiglie e comunità colpite dall’efferatezza delle stragi naziste, costrette a vivere a ridosso del fronte e minacciate ogni giorno dai bombardamenti, dalle privazioni e dalla fame.

La Memoria che Resiste è stato pensato come un lavoro di ricerca storica fondato sullo studio delle fonti orali. Definito l’oggetto della ricerca è stato necessario individuare le persone che conservassero la memoria di quell’evento, in modo particolare che avessero vissuto in prima persona la Resistenza come partigiani, avessero cioè deciso in maniera consapevole di andare ai monti in formazione per opporsi militarmente al nazi-fascismo. L’oggetto della ricerca si è rivelato da subito determinante e limitante al tempo stesso, poiché i testimoni diretti di avvenimenti avvenuti così tanto tempo fa sono risultati per la maggior parte deceduti. Incontrare quelli ancora in vita è stata una corsa contro il tempo. Il risultato ottenuto è una voce corale di esperienze e testimonianze che fa e deve fare da monito alle nuove generazioni, rendendole fiere di quella forza e coraggio che è stata la lotta di Liberazione Apuana.

Informazioni

Teatro Guglielmi, Massa

24 aprile-20 maggio 2015