L’inchino dell’ingegnere

maggio 28, 2006 in Spettacoli da Roberto Canavesi

TORINO – Un autoritratto a tutto tondo di Carlo Emilio Gadda è quello che Osvaldo Guerrieri propone con “L’inchino dell’ingegnere”, il copione portato in scena da Ugo Gregoretti per Torino Spettacoli nell’allestimento proposto al Teatro Erba: un’intervista concessa da Gadda ad un immaginario interlocutore si traduce, nella finzione scenica, in un monologo di sessanta minuti dove un sempre ironico e pungente Ugo Gregoretti si impegna nel dar voce ad uno degli autori meno conosciuti del Novecento letterario italiano.

In scena una scrivania, due sedie, il fondale dipinto dal pittore Flavio Costantini ed una telecamera pronta a riprendere e proiettare su di uno schermo le immagini di un Gregoretti-Gadda che parla come un libro aperto, spaziando dall’infanzia al suo impegno in trincea con relativa prigionia, dai tormentati studi universitari al breve ma intenso periodo che lo ha visto al servizio del Vaticano: il rapporto di amore-odio con gli studi scientifici, la laurea in ingegneria presa più per soddisfare i desideri della madre che per propria convinzione, ma anche e soprattutto le feroci stilettate che Gadda riserva a mostri sacri quali Foscolo e Carducci, salvo poi riflettere sul proprio “barocchismo” e sulla difficoltà, reale o presunta, di veder al meglio compresi ed intesi i propri esercizi letterari.

Il risultato è uno spettacolo gradevole e comprensibile, forse un po’ autoreferenziale, che raggiunge i migliori risultati proprio nella dimensione “televisiva” dell’intervista, quando cioè lo spettatore-testimone di un’intervista-documento risulta magneticamente attratto dalle parole di un interprete che al tempo stesso vede ritratto in scena: ad un sempre lucido Gregoretti i meritati applausi del non molto numeroso pubblico presente in sala.

“L’inchino dell’ingegnere”, di Osvaldo Guerrieri: uno spettacolo Torino Spettacoli interpretato e diretto da Ugo Gregoretti.

di Roberto Canavesi