Juve: caso Cannavaro?

aprile 29, 2005 in Sport da Roberto Grossi

Nella tarda mattinata di ieri le immagini di Fabio Cannavaro intento a iniettarsi una flebo alla vigilia di una finale Uefa, non erano ancora andate in onda su Rai Due. Solo in serata infatti la rete di Stato avrebbe trasmesso il video amatoriale girato ai tempi in cui il difensore – ora juventino – militava nel Parma. Ma le agenzie avevano anticipato cosa sarebbe accaduto da lì a poco e per Lilian Thuram la misura era quindi già colma. Nella sala stampa del centro Sisport la furia del difensore originario della Guadalupa diventava irrefrenabile: Sono rimasto molto sorpreso da tutto questo – il pensiero di Thuram, amico e compagno di squadra di Cannavaro anche in Emilia –: purtroppo viviamo in un mondo cattivo che in nome dell’audience tv calpesta il rispetto e sporca l’immagine di un calciatore che è sempre stato un esempio.

Thuram continua, sempre più accalorato e convinto: Si fa vedere un giocatore che si fa una flebo non vietata, una notizia insulsa, ma l’immagine che passerà, basata sul nulla, sarà quella di qualcosa di illecito, si instillerà cioè un dubbio nella mente degli italiani. Ho parlato poco fa con Fabio, è normale che sia molto arrabbiato, non fa piacere a nessuno subire certe cose, vedersi un’immagine diversa da come sei realmente. Tra i giocatori poi girano sovente le telecamere digitali, ci riprendiamo e scherziamo, magari anche con i medici. Ma certe cose innocenti e scherzose vissute in un certo contesto possono essere male interpretate in un altro. Il risultato finale di tutto questo è presto detto: la gente penserà che i calciatori sono tutti dopati e che il calcio italiano fa schifo.

Un’arringa degna dei migliori avvocati, che oscura tutto il resto della conferenza stampa, a cui rimangono soltanto le briciole: Non siamo affatto stanchi – conclude il francese – e la vittoria nel finale contro la Lazio ne è la prova. Al Milan non pensiamo ancora, prima c’è il Bologna da superare, non credo si andrà allo spareggio. Ho ancora un anno di contratto con la Juve, poi deciderò se continuare col calcio. La prova-tv? E’ giusta perché in alcuni casi si esagera in certi atteggiamenti. Ma anche le simulazioni sono da condannare, come ho detto all’arbitro la sera di Juve-Inter….

di Roberto Grossi