In villa

ottobre 13, 2002 in Libri da Tiziana Fissore

W. Somerset Maugham , “In villa” Adelphi, pp. 126, euro 7

32130(1)Chi vuole leggere un piccolo capolavoro narrativo, dove tutto funziona alla perfezione: il paesaggio descritto (una Firenze degli anni ’40), la piccola comunità composta da inglesi e americani che ivi soggiorna, una donna bellissima contesa da due uomini diversissimi fra loro ed un grave fatto di cronaca o meglio di sangue, deve leggere ‘In Villa’.

In questo romanzo l’alito della letteratura diventa una forma di lavoro minuzioso, di analisi, di psicologia e si mescola con una trama impeccabile che anziché correre il rischio di divenire uno dei soliti ‘noir’, raggiunge la più alta forma dell’arte.

Per chi non lo sapesse, Maugham (1874-1965) si laureò in medicina ed esercitò la professione per lungo tempo a Londra. La sua professione,con il fatto di essere nato e vissuto per molto tempo in Francia, influenzò notevolmente i suoi temi letterari. I suoi personaggi vengono descritti con l‘occhio del cinico, a volte freddo nel suo realismo, relativismo, scetticismo ma allo stesso tempo attentissimo ad ogni minimo particolare e sfumatura dell’animo umano, quasi come un’autopsia.

Riporto un brano tratto da ‘In Villa’ che mette in risalto l’analisi psicologica tra uomo e donna: ”Come sono strani gli uomini!” sospirò lei. “Voi due, tu e Edgar, date tanta importanza a qualcosa che in realtà conta ben poco. Quello che importa veramente e mi fa soffrire è che quel povero ragazzo solo e senza amici sia morto per colpa mia e stia là all’aperto, insepolto”. Ed anche la diversità tra le personalità dei due uomini mettendo in evidenza che il comportamento “quasi esemplare” dell’uno nasconde una meschinità latente, mentre il comportamento apparentemente “superficiale” dell’altro può nascondere una capacità di amare, semplicemente accettando i difetti e gli sbagli altrui.

Insomma, in questo romanzo troviamo il meglio di Maugham, uno tra i più grandi scrittori e drammaturghi del Novecento.

di Tiziana Fissore