Il grande bordello

febbraio 25, 2001 in il Traspiratore da Redazione

Sesso 24h

E’ stato il programma satellitare più seguito dell’autunno: “Il Grande Bordello”. Ha trasmesso sulla pay-tv, 24 ore su 24, le vicende di dieci pornodivi, cinque maschi e cinque femmine (o presunti tali). Obbligati a vivere per cento giorni chiusi in una casa, senza alcun contatto con l’esterno, ma con molti contatti tra di loro, i protagonisti si sono scambiati attenzioni molto particolari sotto l’occhio di centinaia di telecamere, tra cui anche una decina montate su sonde interplanetarie. Trasmesso anche su internet, il programma è però stato snobbato dai navigatori, perché troppo “soft” rispetto ai contenuti della rete.

Ogni due settimane il pubblico guardone ha votato il meno arrapante, escluso dopo una lunga e dolorosa cerimonia sadomasochistica. Le regole della casa chiusa sono state durissime: oltre ai mezzi di comunicazione con il mondo esterno, i partecipanti non hanno potuto usufruire di beni di prima necessità, quali preservativi, viagra, vibratori, ma hanno dovuto accontentarsi di rotoli di domopak e qualche peperoncino.

Il programma più “guardonato” della televisione

Nelle scorse settimane si è messo particolarmente in luce Pietro, lo sciupafemmine casertano, il primo ad aver rotto gli indugi con Cristina, bagnina d’Iseo, una sorta di baywatch californiana che aveva dimenticato il silicone a casa.

Tra i protagonisti dei mesi scorsi come non citare poi la milanese Roberta, la pierre con le relazioni più pubbliche al mondo, che stava sulle palle un po’ a tutti,… ma è stata quasi una regola lì dentro. Ben quotati nella gara alla più vasta popolarità tra la platea televisiva anche Lorenzo il magnifico – pardon! – il magnaccio, per cui la piccola Maria Antonietta perse letteralmente la testa, e Salvo, che ha continuato a rammentare a tutti che, finché lui era presente, nessun altro era “salvo” lì dentro.

Gli altri partecipanti sono stati Rocco, emulo dell’omonimo e mitico Siffredi, ma dalla sponda sessuale opposta, Marina l’ammaliatrice, ed infine Francesca, bella e manesca, la sadomaso del gruppo che per prima aveva lasciato la casa, per poter sperimentare subito sulla propria pelle la cerimonia di eliminazione. I telespettatori si sono divertiti ad ascoltare anche i dialoghi monotematici, mai più profondi di chiacchere da bar, ad osservarli in ogni movimento, così da prendere appunti per i weekend più trasgressivi.

I più pervertiti, se sono stati fortunati ad indovinare il momento e la telecamera giusta, talvolta hanno potuto vederli anche vestiti. Un pensiero infine a chi non aveva la parabola in casa. Non c’è stato di che preoccuparsi: un ampio riassunto delle forti situazioni erotiche e talvolta anche violente delle giornate è andato in onda come al solito nei principali telegiornali nazionali e tuttora continua ad imperversare sulla maggior parte delle reti commerciali.

Il Traspiratore – Numero 28

di Daniele Vitta