Il botto con lo champagne!

dicembre 8, 2010 in Enogastronomia da Redazione

champagneTutto quello che vorreste sapere sullo Champagne… prima che sia troppo tardi!

Termine ultimo di scadenza: mezzanotte del 31 dicembre 2010.

Lo diciamo da tempo e non ci stanchiamo di ripeterlo: l’Italia degli spumanti non ha niente da temere dalla concorrenza dei nostri amici-nemici d’Oltralpe.

Asti, Alta Langa, Prosecco, Franciacorta, Oltrepò, e potremmo continuare ancora a lungo, sono le meraviglie di casa nostra che orami tutti ci invidiano. Ma non si è veri esperti se non si conosce bene l’avversario, non fosse altro che per batterlo con le sue stesse armi. Siete davvero sicuri che per voi lo champagne non abbia segreti? Vediamo…

  • Meglio un Blanc de blancs o è più “in” scegliere un Blanc de noirs ?

    Ottimi entrambi, è solo questione di gusti. Si chiama Blanc de blancs lo champagne che nasce da sole uve bianche (Chardonnay in purezza), mentre è Blanc de noirs quando le uve nere (Pinot noir e Pinot meunier) vengono vinificate in bianco, cioè con una macerazione delle bucce meno prolungata. Non dimentichiamo poi la variante Rosé, ottenuta da una macerazione di uve nere, oppure dal taglio di un vino bianco di e di un vino rosso, entrambi però di champagne.

  • A me piace dolce: sono fuori moda?

    flut de champageIn effetti oggi si predilige il Brut, che contiene meno di 15 g/litro di zucchero, o l’ Extra-dry, tra i 12 e i 20 g/litro; ma l’ultima moda è decisamente il Pas-dosé, cioè totalmente senza aggiunta di zuccheri. Però la legge dell’abbinamento vino-cibo non perdona: sul dolce si beve dolce. E allora lasciamoci andare dal Sec, passando per il Demi-sec, fino al Doux, che contiene oltre i 50 g/litro di zucchero.

  • Sulla bottiglia manca l’indicazione dell’anno. E’ un difetto?

    Certamente no, la complessa lavorazione dello champagne comprende l’assemblaggio di vini base anche di annate diverse. Solo i Millesimati, prodotti quando c’è un raccolto di qualità più che eccellente, portano l’indicazione dell’anno (e il prezzo, come è ovvio, ne risente…!).

  • Nessuno più mi offre la mitica “coppa”…

    Anche qui, questione di mode… ma non solo. Oggi si è convinti che il bicchiere a tulipano o la flûte consentano di apprezzare meglio lo sviluppo degli aromi e delle bollicine. Purché vi ricordiate di non lavarli in lavastoviglie e di non mettere la bottiglia nel congelatore, ma per tre ore circa prima di stapparla nello scomparto basso del frigorifero (o nel secchiello del ghiaccio, se siete super attrezzati).

    Adesso siete pronti per il brindisi? Capodanno è alle porte!

    di Silvana Delfuoco