Hockey ghiaccio: Torino ai playout

febbraio 9, 2005 in Sport da Redazione

Dopo l’ultima giornata della stagione regolare per la serie A1 e, oltre alla montante polemica sulle direzioni arbitrali, griglia dei playoff e dei playout defenita. Nell’ultima gara interna i gialloblù di Da Rin, strappano un pareggio al Val Pusteria Brunico, dando segni di ripresa, e lasciando qualche speranza per lo spareggio-Playout salvezza che inizierà il 12 ad Alleghe e vedrà impegnate le due squadre al meglio di una serie composta dal classico quattro su sette incontri. Nella migliore delle ipotesi, tenendo conto della forza degli avversari, scenderanno sulla pista dell’Esposizioni almeno in tre occasioni, martedì 15 febbraio, sabato 19 e giovedì 24. Gli addetti ai lavori danno per spacciato il Torino, contro un Alleghe, nel 2002 alla finale scudetto con Milano, e comunque in grado di poter disporre di un roster decisamente più competitivo di quello gialloblù. Ma mister Da Rin ci crede e ritiene che tutto si giocherà sul filo della tenuta psicologica al meglio delle sette gare, oltre tutto i super favoriti non sempre riescono a spuntarla. La tegola sui Bulls però è la partenza ad handicap, dovuta dalla squalifica di Foremsky, per quattro turni, dopo il zelante referto arbitrale di Torino-Cortina. Ora settimana di preparazione e esordio difficile nei playout sul caldissimo impianto di Alleghe. Come segnala l’amico Renzo Gilodi, per i Bulls è necessaria una creazione di un buon volume di gioco e di occasioni anche molteplici, cui troppo spesso non ha fatto però séguito la concretizzazione; una sterilità fatale alternanza di magnifiche, anche entusiasmanti folate di gioco offensivo e di transizione con spegnimenti di luce allarmanti, vuoti, amnesie. E dunque: difficoltà a tenere la partita, a gestire il risultato.

La scarsa esperienza del roster torinese è stata una delle cause di una campionato sempre in affanno. In chiave playout dei Bulls starà soprattutto nel saper risolvere positivamente soprattutto la tenuta psicologica e la voglia di lottare fino in fondo, senza cedimenti ed improvvise amnesie.

Col Valpusteria-Brunico, nell’ultima gara, la squadra ha mostrato di continuare nella sua progressiva emersione alla ribalta del gioco il finlandese Antti Karhula, doppietta per lui col Fassa e doppietta con i pusteresi. La linea tutta finlandese di Karhula, Kallio e Mattila produce vampate di gioco. Si spera di avere un grande capitan Bortot ad una serie playout all’altezza del suo passato di grande giocatore italiano e il Fournier di inzio stagione.

La mazzata delle 4 giornate rifilate a Foremsky per la carica al cortinese Ghedina (di spalla, e invece il giudice sportivo, da referto visionario dell’arbitro Stella, dice “colpiva in faccia l’avversario col bastone impugnato a due mani, ferendolo”: peccato che l’intervento di Foremsky, sia pure scompostissimo, sia arrivato da dietro – e quindi non si vede come abbia potuto comunque colpire al volto l’avversario – e che Ghedina sia caduto andando a sbattere con la faccia contro la balaustra, e da qui la ferita) è stata una clamorosa ingiustizia innescata del resto dal referto molto “inventivo” di quel modesto arbitro che è Stella (già deleterio per il Torino). Con Foremsky in squadra da gara-3 ad Alleghe, le azioni del Torino attuale, cioè dei Bulls intravisti nelle ultime fasi della regular, salgono ancora. Il 15 febbraio a Torino Esposizioni la speranza è di vedere un pubblico adeguato a sostenere gli encomiabili ragazzi svedesi e finlandesi che hanno portato la croce in un campionato all’insegna della sofferenza. L’hockey su ghiaccio deve rimanere nella massima serie nell’anno dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006.

di Luca Rolandi