Europhobia

dicembre 2, 2001 in il Traspiratore da Redazione

25141(1)Per evitare “l’affanno da euro”, è meglio esaminare l’ormai prossimo scenario quotidiano e riflettere sui numerosi risvolti economici, sociali e psicologici che derivano dalla sua entrata in vigore. L’euro esiste dal 1° gennaio 1999; poiché però non lo utilizziamo ancora come moneta corrente, il suo impatto finora è stato molto ridotto. Dal 1° gennaio 2002, invece (e finalmente!), tutto sarà in euro e ben trecento milioni di europei diranno addio alle loro monete nazionali.

La moneta unica è una tappa fondamentale per la realizzazione dell’antico sogno di un’Europa unita; si crea, infatti, attraverso un mercato comune unico, quella fitta rete di scambi, interessi e commerci essenziale per procedere ad una graduale messa in comunione di politiche e istituzioni. I vantaggi che scaturiranno con l’introduzione dell’euro sono molteplici. Intanto, a livello pratico, si passerà dalle attuali 97 monete metalliche e 82 banconote ad 8 monete e 7 biglietti per tutti i 12 paesi dell’area euro. Sul piano geopolitico, è ragionevole aspettarsi una maggiore stabilità politica ed una più consapevole trasparenza nei rapporti internazionali, nonché l’azzeramento dei rischi di cambio, azione indubbiamente in grado di favorire lo sviluppo degli investimenti inter-europei.

Secondo la Commissione Ue, i più refrattari al cambiamento della moneta saranno gli anziani, come pure gli individui con handicap di vario genere; facile intuire i problemi e le difficoltà per immigrati ed emarginati, derivanti da condizioni economiche difficili, e per persone poco avvezze a situazioni di non routine. L’unico modo per ridurre tale disequilibrio consiste nell’informare, attraverso un contatto diretto, queste persone isolate dai normali circuiti d’informazione.

Per agevolare il cambiamento di moneta, col fine di permettere un rapido avvio delle operazioni di pagamento in euro dal 1° gennaio 2002, si è architettata una distribuzione preventiva della maggior quantità possibile di banconote. A partire dal 15 dicembre, infatti, si potrà comprare un “kit di euro”, un pacchetto comprendente i tagli più usati della moneta con un valore prefissato di 12.91 euro, corrispondenti a poco meno di 25.000 mila lire. Il Tesoro ne farà preparare 30 milioni, uno a famiglia. Questi “kit di prealimentazione” sono attesi con sollievo ben dal 43% degli italiani intervistati. E’ un chiaro sintomo di come la conoscenza della nuova valuta sia ancora, purtroppo, solo generica e del timore che il cambiamento possa originare caos e problemi ai consumatori.

Nonostante la fobia da euro appaia in crescita, il 79% degli italiani è favorevole all’introduzione della moneta unica.

Una delle incognite che maggiormente assillano imprese ed aziende è la conversione dei prezzi. Per quanto il passaggio sia automatico e vigilato dalle associazioni per la tutela dei consumatori, una valuta differente comporta l’introduzione di un’unità di misura nuova nell’assegnare un “valore” alle cose che ci circondano. Occorre attribuire alle parole ‘caro’ e ‘conveniente’ dei valori mentali precisi, secondo la propria condizione economica e sociale. L’approccio alla “valutazione” del costo dei beni non può non subire profondi cambiamenti, determinando reazioni “emotive” differenti.

Prevarrà “l’effetto povertà” (ad esempio per la conversione dello stipendio mensile o della pensione in poche migliaia o centinaia di euro, cifra percepita come non sufficiente) con l’impulso a spendere meno o “l’effetto ricchezza”? L’illusione monetaria, infatti, può agire anche in senso opposto, verso una maggiore propensione all’acquisto, dovuta ai prodotti offerti a “pochi” euro. Per un bene costoso, ad esempio un’automobile, il cui prezzo di listino passa da 25 milioni di lire a 12.900 euro, il “sacrificio” dell’acquisto potrà sembrare minore e la scelta apparire più conveniente?

La moneta unica “è una cultura intera che entra in un nuovo sistema monetario”: è come se un intero Paese andasse in viaggio all’estero, pur senza muoversi da casa. Infatti, se ora facciamo acquisti fuori patria, mentalmente traduciamo l’importo in lire, pur usando franchi o pesetas. Con l’euro capiterà la stessa cosa, forse con un’ansia in più: la consapevolezza che sarà un viaggio senza ritorno. Secondo molti psicologi, dal prossimo gennaio, quando avremo in mano solo gli euro per ogni spesa, in tanti saremo “colpiti” da uno “choc”.

Per prendere confidenza con l’euro ed evitare lunghe soste davanti alle casse, sarà sicuramente più pratico pagare con carte di credito, bancomat o carte prepagate, evitando di temere di essere raggirati con arrotondamenti e resti. Del resto la scadenza è prossima ed è vietato temporeggiare!

di Giuse Ortali