Cosa sta cambiando nel cinema

settembre 23, 2009 in Cinema da Redazione

cinema e nuovi mediaGrandi cambiamenti stanno avvenendo nel cinema. E’ quanto è emerso dagli interventi del convegno “Ciak Business. Cinema e nuovi media in azione” organizzato da Somedia il 18 settembre a Torino in occasione di Cineshow, la rassegna espositiva dedicata all’industria cinematografica, televisiva e multimediale.

  • Cinema italiano: cresce la produzione, ma cambia la distribuzione nelle sale

    La produzione cinematografica italiana, nel corso degli anni 2000 è stata protagonista di una sorprendente rinascita. Dopo vent’anni di depressione, il cinema italiano ha vissuto una sorta di rivoluzione culturale tornando al racconto, all’attore, al pubblico, al ruolo centrale del produttore.

    Il risultato positivo – ha detto Riccardo Tozzi, presidente ANICA – è sancito dalle cifre: la quota di mercato del cinema italiano è passata dal 12% al 31% e il totale degli ingressi annuali da 10 a oltre 30 milioni.

    Questo processo ha subìto però un rallentamento nel 2008 e nel 2009 la quota di mercato scenderà probabilmente di circa 5 punti. Poiché quantità e qualità prodotte non sono variate, la ragione va ricercata in elementi strutturali.

    Fra questi il più evidente è il mutamento avvenuto nel circuito delle sale.

    Negli ultimi due anni il rapporto fra multiplex e sale urbane si è invertito: da 60/40 a favore delle seconde a 60/40 a favore delle prime.

    Questo fatto implica che si è persa una quota rilevante di pubblico urbano prevalentemente adulto (per la chiusura di molte sale di città) che è stata sostituita da un’analoga quota di pubblico periferico giovanile (servito da un numero crescente di multisale).

    Poiché il pubblico prevalente del cinema italiano (nonché di quello europeo e indipendente americano) è urbano e adulto, questa modificazione ha inciso in modo negativo su quest’area di prodotto, a vantaggio delle produzione delle Major.

    Fenomeno accentuato dall’avvento del 3D.

    Multiplex e 3D determineranno un’ulteriore concentrazione nel settore distributivo e una spaccatura sempre più netta tra grossi circuiti e piccole sale.

  • Le diverse finestre di sfruttamento delle pellicole

    Il futuro del cinema non passerà più solo dagli incassi dei botteghini.

    Telefonini, computer, player portatili multimediali sono pronti a raccogliere l’eredità delle vecchie sale. La sala rappresenta oggi il 15-20% degli incassi di una pellicola.

    Solo 20 anni fa la quota si aggirava intorno al 90%.

    Le tv generaliste sono scese in pochi anni dal 60 al 30% della quota. L’home video (con i dvd e i nuovi dvd-blu ray) e la pay-per-view dei canali satellitari coprono il 25% degli incassi.

    La restante parte, in forte crescita, è quella dei film distribuiti tramite Internet o cellulare. E l’entertainment si reinventa grazie soprattutto ai social network e alla fruizione dei video in mobilità.

    Ne hanno discusso Silvano Colombo Country Manager della Divisione Entertainment & Device di Microsoft, Nils Hartmann Direttore Canali Cinema & Intrattenimento di Sky Italia, e Francesco Ponticelli Marketing Manager Vodafone Internet Services Vodafone Omnitel N.V.

  • Nascono i primi film prodotti dallo spettatore

    I film non sono più un’opera “chiusa”: prodotta da un lato e consumata dall’altro. Lo spettatore non si limita a guardare. Ma partecipa attivamente alla costruzione del testo cinematografico, grazie alla Rete.

    La rivoluzione digitale nel cinema non riguarda solo le modalità di fruizione del contenuto cinematografico. I terminali di nuova generazione come iPhone, lettori BluRay, sistemi Home Theater sono solo una parte della rivoluzione in atto.

    La piattaforma del WEB 2.0 apre infatti nuove porte alla rivoluzione.

    Grazie alla rete Internet partecipativa, lo spettatore non si limita a guardare passivamente i contenuti cinematografici e televisivi creati da altri, ma diviene co-creatore del contenuto stesso.

    E’ quanto è emerso dall’intervento di Fabrizio Montanari, ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dall’intervento di Stefano Pace, docente dell’Università Bocconi di Milano. “Lost”, “Star Trek”, “Snake on a plane”, “Star Wars” non sono casi isolati di produzioni “aperte” alla partecipazione del pubblico.

    Molto si sta facendo anche in Italia. E la conferma è venuta da Alex Giordano, co-fondatore di Ninjamarketing.it che ha presentato in anteprima il film “ITALIANI 2.0” una produzione interamente girata nella Rete, con la Rete, per la Rete.

    di Redazione