Consol-iamoci!

aprile 11, 2006 in Spettacoli da Simona Margarino

Console …my name is woman. Age: still young. Color of hair: grey. Color of eyes: the color of tears. Occupation: waiting. Waiting, waiting, waiting! Oh, the day will come, I know, when our hearts aflame will burn your paper chains! Warn the Consul, Secretary, warn him. That day neither ink nor seal shall cage our souls. That day will come!” (Gian Carlo Menotti, The Consul).

Tre donne: una moglie, una madre, una segretaria. Tre idee: l’attesa, la libertà, l’ingiustizia. Tre atti e 1 solo nome a legarli: quello di “the Consul”, il Console, che è un’ombra senza faccia e mai si degna d’apparire. Sembra assurdo, l’intrigo del dramma di cui Gian Carlo Menotti scrisse musica e libretto e che portò in scena per la prima volta il 1 marzo 1950 allo Schubert Theatre di Filadelfia, vincendo il premio Pulizter per la miglior opera musicale dell’anno e alcuna meritata statuetta per il coraggio.

Eppure il fantomatico Paese di Magda e John Sorel, dove la Polizia regna su ogni impossibile speranza e burocratizzerebbe perfino la disperazione, se solo ne avesse le forze, è un regime di quelli che ancora esistono, a ben guardarsi intorno. Il regista che muove tutta la messinscena su un bianco fondale scarno affonda il colpo nella desolazione più nera, quella dell’indifferenza, del tradimento, del suicidio. Il sangue scorre e si prosciuga in pianto.

Basta un illusionista ad addormentare gli occhi in un nonnulla e a far credere, seppur per qualche misero minuto, che l’angoscia di una sala d’aspetto sia una sala da ballo in cui lasciarsi andare, abbandonando stanchezza e rassegnazione. Si apre così lo squarcio su un mondo dove le carte per l’espatrio vengono accettate e la compassione si risveglia. Ma i giochi di prestigio, si sa, durano niente. E così si cerca la propria via di vivere, come tanti Nika Magadoff. “Sicuro, domani, e di nuovo dopodomani e poi dopo dopodomani, e sarà sempre così”.

Teatro Regio Torino

Piazza Castello, 215

I-10124 Torino

Tel. +39 011.8815.241/242

Fax +39 011.8815.601

The Consul

da martedì 11 a domenica 23 aprile 2006

Personaggi/Interpreti

Raffaella Angeletti (Magda), Vladimir Stoyanov (John), Ursula Ferri (la madre), Stefanie Irányi (la segretaria del console)

Direttore d’orchestra: Mark Stringer

Regia di Walter Le Moli.

Costumi di Vera Marzot.

Orchestra e Coro del Teatro Regio

La trama

ATTO I

Ai giorni nostri in un paese europeo. È mattino presto nella casa di John Sorel: John entra di corsa, è stato ferito dalla polizia segreta, la Madre e la moglie Magda riescono a nasconderlo prima che la polizia perquisisca la casa. Quando i poliziotti se ne sono andati John rivela che ha deciso di scappare in un Paese vicino, moglie e figlio potranno raggiungerlo dopo aver ottenuto il visto. Nella sala d’attesa del Consolato, Magda, insieme ad altre persone, attende di essere ricevuta dal Console, ma la segreteria le risponde che il Console è occupato, lei, come tutti gli altri in attesa non è altro che un numero, un numero in una lista.

ATTO II

È passato un mese, Magda tornata a casa dopo un’altra giornata trascorsa al Consolato nell’inutile speranza di essere ricevuta dal Console, e tutti i giorni deve compilare lo stesso questionario: Nome: Magda Sorel, Età: 33 anni, Luogo di nascita:… Magda è preoccupata, il bambino è malato e non ha notizie del marito. Mentre la Madre canta una ninna nanna al bambino, Magda si assopisce e sogna il marito sanguinante. Si risveglia gridando, Assan viene a portarle notizie di John. Il marito è nascosto sulle montagne ma non ha ancora lasciato il Paese perché vuole essere certo che lei e il figlio possano ottenere il visto. Rimasta sola Magda va verso la culla del bambino e lo trova morto. Nuovamente nella sala d’attesa del Consolato, oltre a Magda e i soliti senza speranza c’è anche un illusionista, Nika Magadoff, fa apparire due colombe, ipnotizza alcune persone che credono di essere in un sala da ballo e ballano il valzer. Magda, esasperata dall’attesa chiede alla Segretaria: “C’è una sola persona dietro quella porta che possa comprendere cos’è il cuore di un uomo?”, la Segreteria le dice che potrà vedere il Console appena sarà andato via l’ospite che c’è adesso in ufficio. Con terrore Magda scopre che l’uomo che è andato a parlare con il Console è l’Agente della polizia segreta.

ATTO III

Anche la Madre è morta. Magda aspetta ancora un incontro con il Console, ma arriva Assan e le dice che John ha deciso di tornare a casa, Magda ha paura perché la casa è sorvegliata e dà una lettera ad Assan per il marito: lei si ucciderà, è inutile che lui torni a casa perché non troverà più nessuno. Magda torna a casa e al Consolato arriva John, la Segretaria lo scongiura di fuggire, ma è troppo tardi, la polizia lo arresta. La Segreteria telefona a Magda. La donna è rientrata a casa e non ha fatto in tempo a rispondere al telefono, si mette lo scialle della Madre e apre il gas. Nel suo incubo vede il marito, la madre, tutti i personaggi che attendevano al Consolato, arriva l’illusionista, ovvero la Morte. Il telefono riprende a suonare.

Ingressi

Prime rappresentazioni (esclusa la serata inaugurale) € 34

Tutte le altre recite € 18

Ingressi: un’ora prima di ogni rappresentazione è garantita la vendita di 30 biglietti a prezzo ridotto. Sconti sui prezzi e condizioni particolari sono previsti per associazioni, famiglie, giovani, anziani e disabili.

I Libretti

Volume monografico

in vendita a € 8

• Con il Carnet

dell’abbonato a € 5,50

di Simona Margarino