Appunti Partigiani

aprile 17, 2005 in Musica da Gino Steiner Strippoli

Modena City RamblersUn anno denso di impegni per i Modena City Ramblers, dapprima in Palestina a cantare la libertà, poi a ricevere il Premio Amnesty Italia 2005, terza edizione, con la canzone “Ebano”. Un premio prestigioso indetto dalla Sezione Italiana di Amnesty International e Voci per la Libertà. Le precedenti edizioni erano state assegnate a Daniele Silvestri con “Il mio nemico” e a Ivano Fossati con “Pane e Coraggio”.

Siamo molto contenti di questo premio – ha dichiarato Cisco vocals dei Modena – le sensazioni che si provano in questi casi sono quelle di non sentirsi soli ed è la conferma che la strada del nostro gruppo scelta 13 anni fa è quella giusta. Riconoscimenti come il Premio Amnesty ci danno ancor più la forza e motivazione per proseguire il nostro percorso.

Dopodichè la band emiliana non poteva mancare all’appuntamento con il Sessantennale della Resistenza e con la Festa della Liberazione del 25 aprile. Infatti i MCR festeggeranno con i torinesi, con un concerto popolare, la liberazione dal fascismo e dal dominio nazista, in piazza Vittorio Veneto a Torino, inizio alle ore 21. Un esibizione live che combacia con l’uscita di un grande progetto dei Modena City Ramblers, un nuovo lavoro discografico (esce il 22 aprile) pubblicato da Mescal e distribuito da Universal, intitolato “Appunti Partigiani”. 15 canzoni molto diverse tra loro ma con un denominatore comune: il periodo dell’ultima guerra mondiale e la Resistenza visti attraverso le parole tramutate in canzoni da diversi autori del panorama musicale italiano. Brani famosi rielaborati per l’occasione.

Un album4 – ci ricorda Cisco – 4che non è il nuovo disco dei Modena City Ramblers ma un nuovo passo sulla strada di una coerenza sociale che da sempre ci caratterizza!.

Modena City Ramblers’Appunti Partigiani’, perché?

Perché sono i partigiani quelli che hanno combattuto la guerra giusta, la guerra di liberazione. Loro sono uomini che hanno scelto di stare dalla parte della libertà. Questo disco è nato, come il concerto che faremo a Torino , per ricordare e raccontare le piccole e grandi storie dei partigiani, di chi ha lottato a rischio della propria vita e delle vittime innocenti. Un disco come contributo alla costruzione di una società con una forte coscienza civile, di libertà e solidarietà.

Modena City RamblersEccellente sotto tutti i punti di vista il disco parte con la canzone più famosa della Resistenza “Bella Ciao” riarrangiata ed eseguita da Goran Bregovic. Intro di fiati e poi l’esplosione ritmica tipica di Bregovic. Non poteva mancare “Auschwitz” di Francesco Guccini in duetto con Cisco, l’atmosfera è al solito toccante anche se le sonorità hanno un tocco di morbidezza in più rispetto all’originale molto più glaciale. Moni Ovadia con “Oltre il Ponte” ( canzone scritta da Italo Calvino) riporta il ricordo dell’incredulità di tanti italiani una volta raggiunta la libertà dal regime: Quella mattina del 1945 fummo prelevati dai soldati tedeschi per essere accompagnati ai rispettivi posti di lavoro, dopo 15 km di lenta marcia arrivammo al ponte di un fiume e vedemmo che oltre il ponte c’erano schierati 25 carri armati pronti ad aprire il fuoco, ci guardammo intorno e increduli ci accorgemmo che i nostri aguzzini tedeschi non c’erano più……, una libertà un sogno che si avverò.

Anche Piero Pelù ha dato la sua partecipazione a questo disco cantando una difficile “Guerra di Piero”, canzone di Fabrizio De Andrè. Un’esecuzione fatta insieme ai Modena davvero originale, nulla da eccepire, anzi, le contaminazioni mediorientali (ci sono anche dei palestinesi a suonare) la rendono “potente e bastarda”, poi la voce accattivante di Pelù rende un grande tributo a Fabrizio e alla Resistenza.

Modena City Ramblers“Appunti Partigiani” scorre senza soste con la Bandabardo in “I Ribelli di Montagna”: viviam di stenti e patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell’avvenir…, poi arriva il Coro delle mondine di Novi che cantano con la band emiliana. Elettrizzante e energica l’inglese “All You Fascists” (“ Voi fascisti siete destinati a perdere”), dei Modena con Billy Bragg. Scritto da Whoody Guthrie negli anni ’40, è un pezzo da concerto live che farà sicuramente ballare e impazzire il pubblico di Cisco e Company.

La Casa del Vento, band molto vicina ai Ramblers racconta la “Notte di San Severo”, una toccante ballad, che va dritta all’anima e ai ricordi di tutte le persone che hanno subito il delirio dell’oppressione. Arriva finalmente l’unico brano inedito dei Modena City Ramblers: “Il sentiero”, un brano che rievoca una guerra che non lascia parole, e Italo sogna un futuro dove non si dovrà più sparare, ma intanto seduto al bivacco coi compagni pulisce il fucile. Il reggae si sa è sempre stato simbolo di libertà ed eccolo ciondolare nelle vesti della Resistenza con Bunna degli Africa Unite a cantare con gli amici emiliani “Il Partigiano John”. Dolce e raffinato il duetto di Cisco con Fiamma (Fiumana), dolcezza amara che racconta in “L’Unica Superstite” il dramma di una ragazza che vede morire tutti i suoi paesani trucidati dai “nazi”, e le case bruciate dalle truppe tedesche, e lei a scappare sanguinante. Paolo Rossi, si proprio lui, non poteva mancare: “Spara Jiuri”. Canzone simbolo dei CCCP di Giovanni Lindo Ferretti. Da sentire non ha bisogno di alcun commento tanto è bella. Canzone difficile, ma lei è al solito stupenda, “Pietà l’è Morta” cantata da Ginevra di Marco, già vocalist dei CSI e dei PGR di Ferretti. Un’esecuzione perfetta, un cantico sonoro quasi medievale dove la voce di Ginevra si eleva in tutta la sua raffinatezza. Brava cara amica. Commovente “la pianura dei sette fratelli”della Gang. Infine un gran finale a più voci, del progetto dei Modena, è stato riservato per “Viva L’Italia” di Francesco De Gregori, con Cisco, Ginevra, Piero, Morgan, Bunna, Luca, Paolo, Erriquez e Marino ed un arrangiamento elegante. Anche in questa canzone difficile trovare commenti alla bellezza del testo ( che conosciamo tutti) e alla nuova esecuzione. “Appunti Partigiani” è un disco da ascoltare, da amare per non dimenticare.

di Gino Steiner Strippoli