Amu, Sophie e le altre

ottobre 11, 2005 in Spettacoli da Redazione

Amu “Ogni giorno sarebbe cominciato e finito lì” (Il negozio di sari, Rupa Bajwa)

Con suggestioni lontane va avanti il XII Festival Internazionale delle donne – in viaggio con noi.

Tra i migliori lungometraggi di inizio settimana Amu e Eravamo cinque.

Stasera si prosegue al Nazionale 1 con

  • 20:30 “Louise” di (Anita Lebeau, Canada, 2004) – Concorso Cortometraggi

  • 20:40 “San-chaek” di Ji-young Che (Corea, 2005) – Concorso Cortometraggi

  • Ore 21:00 “Babusya” di Lydia Bobrova (Russia/Francia, 2003) – Concorso Lungometraggi

  • Ore 22:40 “Eating Sausage” di Zia Mandviwalla, Nuova Zelanda, 2004 – Concorso Cortometraggi

  • 22:50 “Folge der feder!” di Nuray Sahin (Germania, 2004) – Concorso Lungometraggi

    Nuova Delhi, 31 ottobre 1984: 2 guardie Sikh assassinano il Primo Ministro Indira Gandhi. Una folla inferocita assassina migliaia di Sick. Polizia e governo danno benzina e accendini. Il cerchio si chiude ora, forse. È Amu (India 2004, 102’, bengali/hindi/inglese), di Shonali Bose, a tirar fuori un genocidio di quelli che stan nascosti 20 anni, per non dar grattacapi. E lo fa in modo toccante, per niente patetico.

    La storia di Kaju, americana d’adozione in cerca dei genitori naturali in un’India ancora profondamente velata di menzogne e censura, grida che i diritti non debbono essere un segreto, e neppure un ricordo, ma una casa incendiata su cui ricostruire qualcosa.

    In Fleeting beauty (Nuova Zelanda, 2004, 14’30’’, inglese), di Virginia Pitts, la schiena nuda di un Inglese diventa una cartina multicolore, disegnata con le spezie dalle mani dell’amante. Racconta di 5 scellini che cambiarono l’India, scottandola al sole del colonialismo, e di bruciori pruriginosi che molte cose si lasciano dietro.

    Elles étaient cinq (‘Eravamo cinque’, edizione 2005, regia di Ghyslaine Côté, Canada, 82’) è un viaggio tra presente e passato, tra realtà odierna e ricordi, di quattro trentenni. Quindici anni dopo una tragica sera di festa, le protagoniste si ritrovano… loro possono farlo, Sophie (la combriccola era di cinque!) non può più raggiungerle. La recitazione mette in risalto in maniera cristallina le differenze caratteriali delle ragazze.

    Il film fluisce veloce come il dramma che racconta, evidenzia la portata di violenze psicologiche e fisiche che si ripercuotono per anni su chi le subisce, trasmette il malessere per l’applicazione fredda della legge nei tribunali. Accanto mette anche in luce però la forza duratura dell’amicizia, la vittoria della voglia di vivere della bravissima Manon sugli incubi del passato.

    Ispirato ad una vicenda realmente accaduta, il film, ambientato a New York, non lascia indifferenti, sia per l’approccio senza moralismi al tema della violenza sulle donne, sia per la capacità di affrontare con successo l‘emotività dell’animo umano, tra mistero e romanticismo.

  • Festival Cinema delle Donne

    7-13 ottobre

    Cinema Nazionale 1 e 2 – via Pomba, 7 – Torino

    Info: tel. 011-547138 / 011-4407801 – [email protected]

    www.festivalcinemadelledonne.com

    Ingresso: 5,50 є, Ridotto: 4,50 є, Scuole: 1,00 є

  • Spettacoli in versione originale con sottotitoli, cortometraggi, lungometraggi e documentari da: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Corea, Egitto, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, India, Italia, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Pakistan, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Ucraina.

    di Simona Margarino, Claris