Aci, Galatea e Polifemo

giugno 9, 2009 in Spettacoli da Stefano Mola

LivermoreA differenza dell’estero, in Italia sono pochi i teatri come il Regio di Torino che hanno una visione molto più moderna rispetto al solito e che quindi programmano anche musica barocca. Parole di Antonio Florio, direttore della Cappella della Pietà de’ Turchini, a cui spetterà l’esecuzione di Aci, Galatea e Polifemo, la serenata che Georg Friedrich Händel scrisse su libretto di Nicola Giuvo.

E il Regio porterà questa perla barocca nella da poco rinnovata sala del Teatro Carignano, con prima esecuzione Venerdì 12 Giugno, alle ore 20:00.

Per chi scrive, tre sono i motivi di gioia ed interesse: ascoltare il barocco dal vivo, essendo estimatori del teatro vivaldiano; vedere questa musica all’interno di una perla dell’architettura teatrale; assistere a una regia di Davide Livermore, da noi assai apprezzato e di cui ricordiamo con piacere al Regio un Billy Budd e un Ratto del Serraglio.

L’allestimento che sarà in scena per cinque recite fino al 19 giugno è realizzato in coproduzione con il Teatro di San Carlo di Napoli. Ne parleremo più diffusamente in sede di recensione. Per il momento e come anteprima vi invitiamo a leggere l’interessante intervista che il regista ha rilasciato a Susanna Franchi per Sistema Musica. I costumi sono di Giusy Giustino.

Gli interpreti sono di assoluto livello. Sara Mingardo, una delle rarissime voci di autentico contralto, sarà la ninfa Galatea. La giovane soprano andaluso Ruth Rosique, che condisce il temperamento drammatico alla graziosa vocalità, porgerà la voce en travesti al pastore Aci. Il basso Antonio Abete, dalla brillante carriera internazionale, vestirà i gelosi e sanguinari panni di Polifemo.

Due parole sulla genesi della serenata e sulla trama. Il ventitreenne Händel, in fuga da un destino che lo vorrebbe avvocato, è a Napoli. Pare che la serenata gli sia stata commissionata dal segretario della duchessa Aurora Sanseverini per festeggiare le nozze della nipote Beatrice Tocco di Montemiletto, principessa d’Acaja, con il duca di Alvito, Tolomeo Saverio Gallo. Il libretto in effetti si chiude proprio con un elogio della fedeltà e della costanza in amore, dopo le minacce del consueto triangolo vecchio come il mondo. Tanto vecchio che si risale nel mito: Polifemo ama la ninfa marina Galatea, che invece ama il pastore Aci. Quando il ciclope scopre i due innamorati uccide Aci lanciandogli addosso un masso. La disperata Galatea chiede al padre Nereo che il sangue dell’amato venga mutato in fiume: in tal modo, potrà per sempre accoglierlo, in mare.

Per informazioni e vendita biglietti:

Biglietteria del Teatro Regio

Piazza Castello 215

Tel. 011.8815.241/242

[email protected]

www.teatroregio.torino.it

di Stefano Mola