100 Barolo

ottobre 3, 2004 in Libri da Gustare da Stefano Mola

Titolo: 100 barolo
Autore: Gigi Brozzoni
Casa editrice: Go Wine Editore
Prezzo: € 20.00
Pagine: 256

In ogni parola, si nasconde un’insidia. Il linguaggio è un’astrazione necessaria, che cerca in maniera nobile ma disperatamente imperfetta, di descrivere la realtà. Ogni sostantivo è un ponte tra due persone e si fa carico delle approssimazioni generate dalle migliaia di differenze che esistono tra le esperienze individuali per cercare di estrarne un senso comune, pur sapendo dell’irrimediabile abisso che divide i percorsi personali. Tutto questo può apparire icasticamente esistenziale, ma pensiamo ad una parola, per esempio e non casualmente, vino.

Quando la pronunciamo, siamo abbastanza sicuri che chi ci sta di fronte capisce che ci riferiamo a quella bevanda che nella quasi totalità dei casi è generata dalla fermentazione dell’uva. Ma se andiamo anche solo un poco al di là, se proviamo a scavalcare la pigrizia, oppure continuiamo a scavare il tunnel della paranoia così come abbiamo iniziato a fare nelle prime righe, potremmo provare quasi pena per la parola vino, costretta com’è a farsi botte enorme, e contenere dentro di sé un syrah australiano insieme a un brunello di montalcino. E poi deve ancora allargarsi, e farci stare quella bottiglia là, quella speciale, ricercata con cura, coccolata in cantina e infine bevuta a lume di candela in una significativa notte invernale. Ma la botte della parola vino geme e scricchiola come un brigantino in una tempesta tropicale, perché deve comparire su quel parallelepipedo in tetrapak che si riposa ottusamente sullo scaffale del supermercato.

Insomma, ci siamo capiti. Abbiamo intuito quanto è complicato il lavoro delle parole, e allo stesso tempo quanto sia necessario riuscire ogni tanto a scavalcarle, a frugarci dentro, a portare in luce le mille e mille sfumature che fanno di una parola mille, o anche solo cento, cose diverse, seppur imparentate.

Come per esempio fa egregiamente Gigi Brozzoni in questo suo libro con la parola Barolo. Ci apre a un mondo, quello di uno dei vini più famosi e importanti d’Italia, se non del mondo intero.Cento possibili declinazioni di un vitigno sembrano già tante. Ma provate a dare un’occhiata alla mappa del territorio. Comprende i territori di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e parte dei comuni di Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Roddi, Verduno. Proviamo a dare un numero. Da Novello a Grinzane, sono circa 8 km. La superficie totale della zona di produzione è quindi inferiore ai 100 chilometri quadrati.

Non fa ancora più impressione che in questo fazzoletto di terra ci siano oltre 100 produttori? Oltre 100 potenziali modi diversi di interpretare quel connubio inestricabile tra territorio, condizioni atmosferiche, cultura e storia, sia personale sia la Storia quella dei libri.

In questo libro, è affascinante anche solo sfogliare le pagine e guardare le foto delle bottiglie, confrontare le scelte grafiche, interrogarsi sul perché di un nome. Dopo un’introduzione che ci aiuta con un po’ di storia di questo vino, si passa alla galleria dei magnifici cento. Ad ogni Barolo sono dedicate due pagine. In quella di sinistra, come già detto, c’è la foto della bottiglia. Nell’altra, ci sono sei brevi sezioni.

La prima ha un titolo significativo: L’interprete, ovvero qualche cenno biografico su chi il vino lo fa. Come dire, non basta avere lo stradivari, bisogna saperlo suonare. E anche se lo si sa suonare, l’emozione che ne esce può essere diversa a seconda di chi maneggia l’archetto.

Poi c’è Il luogo: dove si trova la vigna, qual è la tipologia del suo. Quindi La vigna: superficie, esposizione, biotipo dell’uva, tipologia dei filari. La vendemmia: quando, come, resa per ettaro. Entriamo in cantina con La vinificazione: cenni sul procedimento, imbottigliamento, affinamento. E infine, Il vino: descrizione delle caratteristiche di colori e profumi, presenza in bocca eccetera. Ogni volta, sembra di sentir parlare di una bella donna.

Non resta che mettersi in tasca il libro, andare in mezzo alle colline e finalmente, assaggiare. Sicuri a questo punto di non sbagliare.

di Stefano Mola