Storia della carta (parte I) | Sudate Carte Curiosità IV edizione

dicembre 7, 2005 in Sudate Carte da Stefania Martini

PapiroGli scavi archeologici realizzati nei siti in cui nacquero le prime civiltà umane, fanno risalire attorno al 4000 a.C. le prime iscrizioni.

Tali testimonianze sono state rinvenute su supporti di pietra, tavolette di argilla o di legno, tutti materiali poco adatti allo sviluppo della scrittura vera e propria.

Furono gli Egizi, a partire dal 3000 a.C., a segnare un passo decisivo verso l’utilizzo di materiali più adeguati, quali il Papiro.

Il Papiro era ricavato utilizzando i sottili steli di una pianta acquatica (CIPERUS PAPYRUS), allora molto diffusa lungo le sponde del Nilo, ma anche in Palestina e in Sicilia.

Il midollo della pianta è composto da una specie di pellicole lunghe e strette, di colore chiaro troppo sottili e troppo piccole per scrivere su ognuna di loro ma sovrapponendo queste strisce in due strati perpendicolari, si riusciva ad ottenere uno strato continuo e il più possibile omogeneo.

Il reticolo composto veniva poi bagnato e pressato in modo che le sostanze collanti contenute nella pianta facessero aderire i due strati sovrapposti ed era messo poi ad asciugare.

Il “foglio” così formato era già un valido supporto per la scrittura, anche se risultava ben poco maneggevole.

Furono sempre gli Egizi che incollando i margini di più fogli di papiro, tutti delle stesse dimensioni, ne ricavavano una striscia che nell’uso veniva arrotolata attorno ad un bastoncino, costituendo così quello che sarebbe stato l’antesignano del nostro libro, a cui i romani diedero il nome di “Volumen” (dal verbo volvere, arrotolare).

Intorno al II secolo avanti Cristo, nella città di Pergamo, nell’attuale Turchia, si hanno le prime tracce del nuovo supporto utilizzato per la scrittura: la Pergamena.

Ottenuta da pelle di capra, montone e pecora (per tale motivo essa viene chiamata anche cartapecora) che, dopo essere rimasta a macerare nella calce, veniva poi seccata e levigata .

Il metodo consisteva nel ricavare dagli strati più profondi delle pelli animali (membrane) una specie di foglio chiaro, uniforme e resistente.

Questo nuovo materiale aveva caratteristiche migliori del papiro, ma anche alcuni svantaggi: a causa della sua rigidità non si poteva arrotolarla, poichè avrebbe preso la forma del rotolo ed era di forma rettangolare molto grande, quanto il dorso dell’animale dalla quale era stata ricavata.

Per tale motivo si iniziò a piegarla, dando origine prima al codex (codice) e poi al liber (libro).

Solo in un secondo tempo si iniziarono a sovrapporre i fogli di pergamena piegati cucendoli da una parte e tagliando le altre pieghe in modo da poterli sfogliare e, successivamente, vennero messe delle tavole sopra e sotto ai fogli per proteggerli.

di Stefania Martini