Sofia si veste sempre di nero

Ottobre 9, 2012 in Libri da Stefano Mola

Titolo Sofia si veste sempre di nero
Autore Paolo Cognetti
Editore minimum fax
Pagine 203
Prezzo 14,00

Sofia nasce in una famiglia piccolo borghese, lui ingegnere all’Alfa Romeo, lei aspirante artista. Villetta in provincia, Lombardia. Un lago, tanto verde. Dietro la vernice, le crepe: la madre sospesa tra irrequietezza e apatia, il padre che costruisce per

anni una storia parallela, pur restando solido e in fondo buono. Un tentativo di suicidio, la scoperta del sesso. Milano, Roma, New York. La zia che ha sfiorato il terrorismo. Il padre che vivrà la scomparsa dell’Alfa Romeo. Il teatro, vissuto e inseguito nei suoi tempi interrotti.

Un figura disturbata, di quelle che forse abbiamo già incontrato in altre pagine. Il valore di questo romanzo secondo me non sta tanto nel personaggio, che alla fine si mostra più per elusione (ed è sicuramente una scelta narrativa convincente), quanto nella scrittura e nel montaggio.

Lo stile di Cognetti rifugge dall’aggettivazione pomposa e dalla tentazione della metafora forzatamente originale. Ricerca invece una precisione e una misura piana, tenendosi però ben lontano dalla freddezza. C’è una forza visiva, dove gesti e immagini e colori si poggiano gli uni accanto agli altri quasi senza far rumore, ma con grande incisività. Il montaggio è interessante, nel suo costruire la storia di Sofia adottando in ogni capitolo-racconto un punto di vista diverso, così che la sua storia diventa anche le storie delle persone che l’hanno segnata e accompagnata, e che hanno una duplice valenza.

Da un lato, come già accennato, permettono di raccontare Sofia di sponda, per urti e tangenze. Dall’altro, stanno sullo sfondo della storia dei nostri ultimi anni. I grandi eventi (il terrorismo, la crisi della FIAT e dell’Alfa negli anni ‘80) contestualizzano senza schiacciare, e senza offire facili alibi, o giustificazioni deterministiche ai comportamenti. Cognetti rappresenta sicuramente una delle

voci narrative più convicenti degli ultimi anni.

Segnalo inoltre che nel blog dell’autore potete trovare un interessante backstage del libro.