Sabotaggio d’amore

marzo 6, 2005 in Libri da Sandra Origliasso

Titolo: Sabotaggio d’amore
Autore: Amélie Nothomb
Casa editrice: Voland Edizioni
Prezzo: € 12.00
Pagine: 116

Sabotaggio damoreQuesta storia inizia in Giappone, per poi spostarsi in Cina nel 1972 quando un diplomatico belga è costretto a spostarsi per lavoro con i figli e la moglie. Tra tutte le età della vita per Amélie Nothomb vivere da bambini è essere perfetti. Lo sostiene nel romanzo “Sabotaggio d’amore”(traduzione di Biancamaria Bruno) riedito dalla casa editrice romana Voland dopo il recente successo di “Antichrista”. La protagonista di “Sabotaggio d’amore” è individuabile con l’autrice ma non ha nome né fisicità né apparente spessore psicologico. Tutto nel libro è definito dal passaggio da una condizione di inebriante eroismo alla decadenza: “Eppure, è stato lì, nel cuore della Città dei Ventilatori, che ha avuto inizio la mia decadenza. È cominciata nel momento in cui ho capito che il centro del mondo non ero io. È cominciata nel momento in cui ho scoperto chi era il centro del mondo” così come il ghetto di San Li Tun è descritto dalla guerriglia dei bambini di cui la narratrice è anche il personaggio principale.

La Cina, spazio in cui si svolge l’azione, è definita come la terra dei ventilatori, delle spie e della propaganda comunista. Ma restano informazioni frammentarie che l’ingenuità della fanciullezza non è in grado di interpretare se non come percezione di un’emarginazione fra i cinesi e le famiglie dei diplomatici. Cinese è il mondo e nel mondo appare Elena, figura di rimando al mito omerico, perfetta e sprezzante di cui la protagonista s’innamora. L’amore si trasforma, gradatamente, dalla delusione del non corrisposto, passando per una freddezza voluta per giungere alla guerra per la conquista che si conclude con un misero sabotaggio di sconfitta. La Nothomb si dimostra attenta alle componenti del linguaggio abbandonando spesso la narrazione principale per impartire al lettore una lezione di sintassi o di lessico inserendo, con una naturalezza degna di un grande scrittore, le più disparate citazioni di titoli di testi che acquistano pieno significato solo in relazione alla narrazione stessa. Il linguaggio è scarno, intenzionalmente ripetitivo, per dare luce a certi passaggi che altrimenti apparirebbero inefficaci sotto l’occhio del lettore non avveduto.

di Sandra Origliasso