Juve senza Emerson col Cagliari

dicembre 10, 2005 in Sport da Roberto Grossi

Archiviata la trasferta di Champions giocata con alcuni rincalzi, contro il Cagliari (prezzi popolari, curve a dieci euro) Capello tornerà alla miglior formazione possibile. Con due eccezioni: l’assenza dello squalificato Camoranesi e quella di Emerson, colpito da contrattura muscolare alla coscia sinistra. Il brasiliano dovrebbe tornare disponibile per la trasferta a Roma e al momento, insieme al lungodegente Birindelli (ritorno previsto a marzo), è l’unico giocatore in infermeria, visto che Zebina e Olivera sono tornati in gruppo. Giannichedda e Blasi si contendono quindi un posto a centrocampo mentre Del Piero e Mutu sono in ballottaggio per sostituire l’italo-argentino. Il match con i sardi dovrebbe inoltre rappresentare l’occasione per rivedere in campo Buffon, costretto a rinunciare al debutto europeo a Vienna a causa di un problema all’alluce del piede sinistro.

Del resto, con la Champions League in letargo sino a fine febbraio (sorteggio ottavi di finale venerdì prossimo in Svizzera) la Juve può rituffarsi nel torneo nazionale con umiltà ma anche con la consapevolezza della propria forza. Mancano tre gare prima della sosta natalizia e il programma stilato da Fabio Capello è piuttosto chiaro: uccidere senza pietà il campionato. Continuare cioè a vincere sfruttando al meglio il momento di grazia che avvolge la squadra, capace sin qui di conquistare 39 punti sui 42 disponibili, conditi da 31 reti fatte (miglior attacco) e 8 subite (miglior difesa): una media impressionante, da tornei amatoriali scapoli-ammogliati.

Cagliari e Siena in casa, in mezzo la trasferta romana contro la Lazio: questo il calendario che attende i torinesi prima dello stop. Scadenze non certo impossibili che calerebbero, in caso di en plein, una mazzata non indifferente ad un campionato già agonizzante. Si comincia domani con il Cagliari. I sardi, reduci da due buoni pareggi (Palermo e Sampdoria in coppa Italia), veleggiano però stabilmente dall’inizio stagione (attualmente sono terz’ultimi) nei bassifondi della competizione. Il valzer di allenatori (ora è il turno di Nedo Sonetti) musicato da patron Cellino descrive poi ampiamente i tanti errori di programmazione commessi nell’isola.

Tre punti sulla carta già scritti per il gruppo capelliano e in questo caso, alle ore 17 di domenica, la graduatoria potrebbe risultare impietosa per le avversarie. Le quali, in serata, si affronterebbero nel derby milanese con una posizione psicologica che definire precaria sarebbe riduttivo, scaraventate rispettivamente a meno 11 (il Milan) e meno 13 (Inter) dalla vetta. Un eventuale pareggio inoltre non farebbe che aumentare il distacco di entrambe dalla capolista: Mancini e Ancelotti sono quindi chiamati ad una sorta di spareggio, quantomeno per continuare a credere nello scudetto. Vero che un periodo di calo avverrà inesorabilmente anche all’interno degli oliati meccanismi della macchina da guerra costruita in corso Ferraris ma un conto è gestire eventuali defaillance con una manciata di punti di margine, altro discorso è avere la certezza di poter sbagliare anche due-tre partite rimanendo comunque saldamente in sella. Se il punteggio totale e la differenza reti parlano chiaro, altre statistiche destano curiosità.

I bianconeri risultano primi anche nella tabella relativa ai contrasti vinti: in 298 volte su 360 Emerson (38 su 41 per lui) e soci sono riusciti ad avere la meglio sugli avversari. Chiara dimostrazione di come la dirigenza bianconera abbia costruito una compagine in cui le doti di incontrista di alcuni elementi siano abbinate alla qualità di altri: un mosaico completo. La Vecchia Signora eccelle però anche nei falli commessi (340) e qui il dato suscita perplessità soprattutto negli animi degli anti-juventini, i quali ricordano come a tale eccesso agonistico non corrisponda adeguata sanzione. I bianconeri sono infatti solo al quindicesimo posto nella classifica dei cartellini gialli.

di Roberto Grossi