Italia Campione d’Europa

settembre 11, 2005 in Sport da Claris

12mila spettatori entusiasti sostengono e guidano la rimonta fino alla vittoria dell’Italia contro la Russia. Finisce 3-2 con la nostra nazionale, allenata da Montali, che si impone sulla Russia e si conferma regina del Vecchio Continente. Bronzo alla Serbia e Montenegro sulla Spagna.

Grande emozione perché l’Italia, dopo un primo set fantastico, cede malamente i due parziali successivi e sembra ormai in campo solo per onor di firma… Già, con la ricezione in crisi e un muro russo imperforabile, gli azzurri boccheggiano e sembrano non riuscire a reagire.

Invece il miracolo si compie e il quarto set torna ad essere il primo, con un Italia sicura dei propri mezzi che spazza il campo. Forse i russi si sono rilassati… Già, ma non c’è tempo per pensare, siamo al tie-break e il colpo finale è alle porte… solo da decidere chi lo dà e chi lo prende…

Incredibile: per l’Italia è una passeggiata trionfale, quasi più facile del previsto dominare la banda di Gajic e Poltavsky. Così, Vermiglio, Mastrangelo, Fei, Cisolla e soci vanno a conquistare il 6° titolo continentale della nostra storia.

Ed ecco le dichiarazioni in conferenza stampa dopo l’incontro.

  • Allenatore, Gian Paolo Montali: “Sto provando molte emozioni per questa vittoria. L’Italia ci ha messo il cuore e la passione di cui parlavo molto da tempo prima che l’Indesit European Championship cominciasse. I miei ragazzi, oltre alla tecnica, sono riusciti a formare una squadra che ha saputo mettere da parte i problemi personali. Mi mancheranno perché sono stati meravigliosi. Sono fiero e orgoglioso di loro perché hanno battuto formazioni di altissimo livello come Russia, Serbia e Montenegro e Polonia”.
  • Capitano, Valerio Vermiglio: “Abbiamo giocato bene una partita di fondamentale importanza per noi. Siamo stati bravi a recuperare e a isolare quello che non andava, come ci ha sempre insegnato il nostro tecnico. Dopo due set in cui ci siamo trovati in difficoltà, abbiamo ricominciato a giocare con il cuore, partendo dalle piccole cose, ma fatte bene”.
  • Cisolla: “Non sono io il miglior giocatore, ma la squadra. I miei compagni sono stati eccellenti. In questi mesi abbiamo lavorato molto e siamo stati ripagati dei tanti sacrifici. Abbiamo giocato un grande europeo”.
  • Cernic: “Sono contento di quello che abbiamo fatto, un gruppo unito fino in fondo. Abbiamo giocato a sprazzi, come nel secondo e terzo set ma siamo stati bravi a lottare palla su palla, facendo passare il loro momento positivo e riportando l’inerzia del match dalla nostra parte”.
  • Per la Russia, l’allenatore, Gajic Zoran, dice: “Questo è il risultato e noi lo accettiamo così come è arrivato. Domani saranno quattro mesi che alleno questa squadra, solo il futuro ci dirà se siamo una grande squadra oppure no. Complimenti all’Italia”.

    Mentre il capitano, Ushakov Kostantin: “Complimenti all’Italia. Parlare adesso della mia squadra e di questa sconfitta è molto difficile. Ci tengo a sottolineare che siamo allenati da una persona eccezionale e lo staff è composto da un gruppo che ha tanta voglia di vincere. E lo farà presto. Abbiamo messo in campo tutto quello che avevamo ma lo sport, si sa, è questo: c’è chi vince, c’è chi perde”.

    E Kazakov: “Siamo stati a un passo dalla vittoria. Abbiamo giocato molto bene nella parte centrale del match, ma siamo calati nel quinto. Onore, comunque, all’Italia che ha disputato una grande partita, di carattere e volontà”.

    RUSSIA – ITALIA 2 – 3

    (22-25, 25-14, 25-15, 19-25, 10-15)

  • Russia: Abramov 9, Kazakov 8, Tetyukhin 4, Poltavsky 30, Egortchev 14, (L) Verbov, Ushakov, Baranov, Makarov 2, Melnik 1. N.E.: Apalikov, Khtey. All. Gajic.

  • Italia: Mastrangelo 11, Vermiglio 1, Cernic 13, Tencati 7, Fei 15, Cisolla 12, (L) Corsano, Lasko, Savani, Sintini, Paparoni. N.E.: Cozzi. All. Montali.

  • Arbitri: Koncnik (SLO) e Rachard (FRA)

  • Note: Spettatori 14.530

  • Durata set: 25’, 19’, 20’, 24’, 14’.

  • Russia: bv 5, bs 19, muri 14, errori 32.

  • Italia: bv 1, bs 16, muri 12, errori 33.

    di Claris