In diretta da New York

settembre 4, 2005 in Medley da Barbara Novarese

L’invito di un amico, che lavora nella “grande mela”, è un’irresistibile tentazione così, adesso, mi trovo a New York, la città che non dorme mai, per condividere con voi un tuffo nel cuore del mondo.

Pronti? Via!!!


New YorkChi entra per la prima volta a New York, è come inebriato dagli immensi spazi che lo circondano. Ogni cosa appare più ampia: le strade, le auto, i negozi… tutto costruito a misura di gigante ma, chi vive davvero qui?

Questo è uno dei segreti che la rende tanto ambita: coloro che popolano la grande mela si sentono Dei, non giganti. Si percepisce una smania di grandezza senza limiti, soprattutto a Manhattan, come se ogni dettaglio venisse progettato con l’unico scopo di stupire!

Io mi trovo a Soho “SOUTH OF HOUSTON”, ospite in un appartamento in Prince Street, un quartiere originariamente industriale, trasformato successivamente dagli artisti in una specie di el dorado di gallerie d’arte e negozi alternativi. Qui si trova la più grande concentrazione di strutture archittettoniche di ghisa, le cui facciate venivano prodotte, in serie, nelle fonderie. Il tempo le ha trasformate in una rarità di arte industriale. Soho è, dunque, una metà ambita per lo shopping, la visita di mostre o semplicemente per passeggiare. Si tratta di un quartiere di innegabile fascino ed è impossibile non sostare di fronte alle vetrine o entrare nei negozi.

Camminando lungo Prince Street, verso Ovest, si incrocia la famosissima Broadway e seguendola si giunge in Time Square. Una passeggiata di circa 5 Km, che il metrò o il taxi ne impoveriscono l’essenza: camminare è il metodo migliore per gustarla fino in fondo. Giunti a Time Square, ci si ritrova nel centro della terra dei giganti, dove le luci regnano sovrane. Spettacoli, musica, colori si contrappongono alle sobrie ma titaniche vie che pullulano di uffici, da cui si possono osservare divini incravattati che entrano ed escono da palazzi spaziali.

Ed il popolo della notte?

Beh, lui non ha fissa dimora e, dopo il tramonto, l’intera città si prepara ad ospitarlo.

C’è chi nasce a New York, chi la attraversa per caso, chi la visita da turista, chi si trasferisce per lavoro, chi per studio e c’è chi sogna tutta la vita di poterla raggiungere.

Ed io perchè mi trovo qui…per la seconda volta?

“Un caso”, niente più! Eppure qualcosa di inspiegabile la rende misteriosamente attraente. Eh si, New York non è stata concepita per passare inosservata nè dagli occhi nè dal cuore, tuttavia è solo utopia, finzione, inganno. New York è denaro, illusione d’onnipotenza, è patria di tutti e di nessuno.

Troppo facile districarsi tra i sui viali, anche senza una mappa dettagliata; troppo facile sentirsi a proprio agio, troppo facile voler diventare grandi, immensi, quasi irrispettosi, come i suoi grattacieli che resuscitano, dai sacri libri, la torre di Babele.

Adesso, dopo l’11 Settembre, c’è quel doloroso spazio vuoto che ne testimonia la sua gracile mortalità. Qui le lacrime non sono teatro, i volti sono di semplici uomini ed ogni differenza si annulla nell’oscurità della cenere.

Poi un tramonto, sul magico ponte… un volo verso i sogni e di nuovo quell’irresistibile richiamo del cielo.

Il mondo non sarebbe lo stesso senza New York ma io adoro la consapevolezza che la mia casa non è qui, bensì oltre l’oceano dove posso ancora desiderare di essere me stessa!

di Barbara Novarese