Il Grinzane a Perissinotto e Montero

giugno 25, 2005 in Attualità da Stefano Mola

Grinzane 2005Sabato 18 Giugno, in un pomeriggio caldissimo, e sotto la conduzione lieve ed ironica di Neri Marcoré, si è svolta la cerimonia di premiazione della XXIV edizione del Premio Grinzane. Ecco alcune note e foto della giornata.

I SUPERVINCITORI

Come ormai tutti sanno, nella giornata conclusiva si fanno i conti. Ovvero, si prendono i voti delle giurie scolastiche e si sommano a quelli dei giurati letterati presieduti da Lorenzo Mondo. Le somme, tirate da un imprescindibile notaio, hanno così matematicamente proclamato Alessandro Perissinotto, con Il mio giudice (Rizzoli) supervincitore nella categoria letteratura italiana. Lo scrittore piemontese ha raccolto 160 voti, staccando nettamente Maria Pace Ottieri (80 voti per Abbandonami, Nottetempo) e Eraldo Affinati (74 voti per Secoli di gioventù, Mondadori).

Nella sezione letteratura straniera, testa a testa tra due donne. Su un filo di lana di 4 voti ha prevalso Rosa Montero, con La pazza di casa (Frassinelli). 126 i voti per la scrittrice spagnola, 122 quelli per vietnamita Duong Thu Huong (Oltre ogni illusione, Garzanti). Al terzo posto Thomas Hettche (66 voti per Il caso Arbogast, Einaudi). Felici e commossi i vincitori: Rosa Montero ha sottolineato come l’incertezza sia un fantasma costante nel lavoro di uno scrittore. E un premio come questo rappresenta una potente medicina contro la solitudine e l’incertezza.

IL GIUSTO PREMIO CHE NON TI ASPETTI

Ma per la frastornata scrittrice vietnamita, al centro di un caso diplomatico felicemente risolto proprio alla vigilia, il Grinzane ha voluto attribuire un riconoscimento speciale, come già aveva fatto in passato per Wole Soyinka e Toni Morrison, a testimonianza del suo profondo e costante impegno per i diritti umani.

Ricordiamo infatti come Duong Thu Huong, dapprima comunista e combattente nella guerra del Vietnam, poi testimone sempre più disillusa della realtà del regime, solo pochi giorni prima e grazie all’interessamento di Giuliano Soria e dell’ambasciata italiana ha potuto riavere il passaporto e recarsi così in Europa. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, una dimostrazione del grandissimo valore e significato che la testimonianza della parola scritta può avere. Se purtroppo ci sono molti posti nel mondo in cui si può essere segregati o addirittura uccisi per aver affidato alla carta le proprie idee, si può ancora dire che la letteratura non serve a niente?

PASSAGGIO IN INDIAGrinzane 2005

Ben conosciamo ormai la dimensione internazionale del Premio Grinzane. Questa volta, le sue antenne sono state catalizzate da quel mondo nel mondo che è il sub-continente indiano. Ben tre infatti gli autori presenti, e chiaramente distinguibili, poiché tutti si sono presentati in abiti tradizionali. Il posto d’onore va ovviamente ad Anita Desai, premio Internazionale Una vita per la letteratura, leggermente ieratica e altamente diplomatica nelle risposte sul futuro dell’India. Poi, i due autori esordienti: Rupa Bajwa, (Il negozio di sari, Feltrinelli) e soprattutto, l’elegantissimo e impronunciabile Siddarth Dhanvant Shangvi (L’ultima canzone, Garzanti, best seller a livello mondiale). Vederli così agghindati, sullo sfondo delle colline rigate dalle viti, dava in una sola immagine la dimensione, l’importanza e il significato di questo premio.

UN QUARTO DI SECOLO

Una cifra che fa sempre effetto, no? Ebbene, il prossimo anno il Premio Grinzane compirà proprio i 25 anni di attività. Una istituzione che ha compiuto un percorso importante, e che restando fedele al suo nucleo ispiratore originario, ovvero la ricerca di un rapporto stretto tra i giovani e la lettura, ha saputo cammin facendo arricchirsi fino a raggiungere ormai la dimensione di movimento culturale. Così facendo, si è aperto e contaminato con tutti i linguaggi grazie ai quali la comunicazione è possibile: musica, teatro, cinema, e da quest’anno anche televisione. Tutto questo, mantenendo quell’apertura verso il mondo che è aspirazione di ogni giovane, ma al tempo stesso un ancoraggio tanto saldo alle radici nel territorio quanto possenti sono i muri del castello di Grinzane. Impossibile citare tutte le iniziative, per le quali vi rimandiamo al sito. Crediamo con ammirazione che Giuliano Soria, guardandosi indietro, possa essere soddisfatto. Ma ascoltandolo parlare, la nostra impressione è che di sorprese ce ne saranno ancora, e parecchie.

Testimonianza del credito e del riconoscimento di cui il Premio giustamente gode è sicuramente il numero e la qualità delle personalità presenti. Non solo gli amministratori locali, il sindaco di Alba, l’assessore alla cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva, l’assessore alla cultura del Comune di Torino Fiorenzo Alfieri (impossibile citare tutti). Ma anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, e il ministro all’Economia Domenico Siniscalco, che ha avuto parole pacate ma molto belle sulla lettura e sul premio. In particolare, ci teniamo a citare la sua conclusione: Non c’è euro investito meglio che nella cultura e nel capitale umano.

di Stefano Mola