Forum degli spumanti italiani

ottobre 9, 2005 in Medley da Claris

Valdobbiadene Prosecco Doc A Valdobbiadene, nei giorni scorsi, si è svolto il forum degli spumanti italiani, con, manco a dirlo, i produttori di Prosecco che hanno fatto da anfitrioni nei confronti dei loro colleghi di altre realtà. Ed è stato quindi il momento in cui divulgare interessanti dati sull’andamento della vendemmia e sulla crescita del Prosecco, soprattutto su alcuni mercati (USA e Regno Unito).

La vendemmia 2005 a nord-est è stata decisamente orientata verso la qualità: quest’anno, infatti, sono stati vendemmiati circa un milione e duecentomila quintali in meno di uva, con una quantità media in calo del 10% rispetto al 2004. La raccolta delle cosiddette uve precoci, ovvero quelle utilizzate per la base spumante, è cominciata e si stanno, quindi, già vendemmiando, nella zona del Trento DOC, della Franciacorta e dell’Oltrepò Pavese, le uve di Chardonnay, di Pinot Bianco e di Pinot Nero. Inoltre, è imminente anche la raccolta dell’Asti e del Valdobbiadene Prosecco Doc, due ulteriori protagonisti del mondo degli spumanti italiani e che nel 2004 hanno registrato, rispettivamente, una produzione di settanta e di quaranta milioni di bottiglie.

Globalmente, si è registrato un calo significativo dei prezzi all’origine delle uve da spumante, dovuto all’inserimento nei mercati mondiali di altri competitors esteri, quali il Cava, ma pure all’entrata in scena di nuovi concorrenti nazionali, ossia di “vicini di casa” che si sono recentemente interessati al nobile mondo delle bollicine. Il Pinot Bianco e lo Chardonnay hanno registrato in Trentino un calo del 30%, arrivando a valere attualmente circa 70 Euro. Per quanto riguarda il prezzo delle uve dell’Asti (stimato 95 Euro al quintale), si segnala un incremento del 10%, grazie agli accordi presi al tavolo di concertazione che riunisce produttori e industriali, finalizzati ad ottenere il controllo dell’andamento dei prezzi, con conseguente riduzione delle rese per ettaro.

Anche nella zona della Franciacorta e dell’Oltrepo’ Pavese, i prezzi delle uve di Chardonnay e Pinot sono diminuiti, sebbene in maniera meno drammatica, poichè il calo si attesta intorno al 10%.

In un contesto economico così critico, il Valdobbiadene Prosecco Doc è in netta controtendenza, poiché non registra alcun calo dei prezzi all’origine, mantenendo le sue quotazioni in una fascia che va dagli 80 Euro ai 100 Euro al quintale, mentre l’Igt, invece, ha visto dimezzare nell’ultimo anno il proprio valore. Come spiega Gianluca Bisol, general manager dell’omonima storica Azienda, “il trend positivo del Valdobbiadene Prosecco Doc, che continua a guadagnare l’attenzione di fasce di mercato sempre più alte, è la prova che, per far fronte ad uno scenario mondiale sempre più affollato e competitivo, bisogna difendere la tipicità dei vitigni autoctoni italiani, facendo in modo che la loro identità non venga annacquata nel mare magnum globale”.

Il Valdobbiadene Prosecco Doc di Bisol rappresenta, in particolare, un caso emblematico: la storica azienda valdobbiadenese, infatti, ha sempre investito le sue risorse nel valore della qualità all’origine, facendo del legame con il territorio il principale punto di forza e tutelando, attraverso iniziative di comunicazione mirate, le preziosa e fragile identità della Denominazione dell’alta collina trevigiana. Il successo globale dei Bisol, viticoltori in Valdobbiadene dal 1542, è frutto di decenni di impegno sul fronte qualitativo e di investimenti continui nel campo dell’innovazione che, unite a strategie di marketing pionieristiche, hanno permesso allo storico marchio di diffondersi in ogni angolo del mondo e, soprattutto, di godere di una credibilità e di un prestigio che, è proprio il caso di dirlo, non ha prezzo.

Intanto il Valdobbiadene Prosecco Doc continua ad avanzare, senza significative battute d’arresto. Infatti, facendo un bilancio relativo al primo semestre, comunque si possono delineare i principali tratti della situazione. La vendita, che nel 2004 si attestava a circa quaranta milioni di bottiglie, si è mantenuta stabile e l’export cresce di qualche punto in percentuale: emerge, dunque, una sostanziale tenuta del mercato, poichè il Valdobbiadene Prosecco Doc, a differenza dell’Igt, non registra oscillazioni di valore e conserva le preziose posizioni di mercato conquistate negli ultimi anni.

In un contesto di generale stabilità della Denominazione, l’Azienda Bisol registra un sostanzioso aumento delle vendite, cresciuto in modo particolare all’estero: nei primi sei mesi del 2005, infatti, le vendite sono cresciute del 19%, segnalando un + 6% in Italia e un + 49% all’estero, registrando un eclatante successo in quei mercati emergenti che Bisol ha conquistato da vero e proprio pioniere. Entrando nel dettaglio, si è registrato un incremento significativo negli Stati Uniti e nella Gran Bretagna, mercati in cui, rispettivamente, l’export è cresciuto del 94% e, addirittura, del 326% nei soli primi sei mesi del 2005. Proprio in Gran Bretagna, il Valdobbiadene Prosecco Doc di Bisol è stato eletto Principe delle bollicine da Jonathan Ray, grande esperto di vini e prestigioso giornalista del Daily Telegraph, che ha premiato così l’eleganza, la regalità e il prestigio di un vino inimitabile. “Il Valdobbiadene Prosecco Doc è l’unico vino spumante, che non sia Champagne o Metodo Classico, che abbia carattere” si legge nell’articolo di Ray. Come sottolinea Gianluca Bisol, general manager dell’azienda, “la forza del Valdobbiadene Prosecco Doc sta proprio nel non essere una mera riproduzione del cugino d’oltralpe, quanto una prestigiosa e raffinata alternativa, uno spumante capace di soddisfare i palati più esigenti, vestendo al meglio sia il ruolo di protagonista quanto quello di partner adatto agli abbinamenti più vari”.

Spiega ancora Gianluca Bisol, socio della storica Azienda di famiglia “la più alta espressione della qualità dell’alta collina trevigiana, un territorio pregno di storia e ricco di risorse artistiche e paesaggistiche, mèta sempre maggiormente ambita da enoturisti, che, al gusto di assaporare un calice Doc, desiderano abbinare il piacere della scoperta e del viaggio lungo la Strada del Prosecco”. Un’esperienza a tutto tondo, in cui oltre ad assaporare i vini pregiati Bisol, si possono gustare le ricette tipiche che fanno grande la gastronomia veneta e visitare piccoli grandi tesori artistici nascosti nei borghi antichi sparsi lungo le colline del Valdobbiadene Prosecco Doc.

“Piuttosto che seguire le fin troppo familiari traiettorie del Chianti in Toscana o del Barolo in Piemonte, è arrivato il momento di pianificare un viaggio verso il Veneto, dove potrete assaggiare vini locali come il Valdobbiadene Prosecco Doc”: John Brunton, giornalista del The Observer consiglia a tutti gli appassionati dell’enoturismo di scoprire la bellezza dei colli del Prosecco Doc e, quindi, di fermarsi all’incantevole Foresteria Duca di Dolle, situata a Rolle di Cison di Valmarino, primo Borgo italiano eletto Punto FAI (Fondo Ambiente Italiano): “E’ difficile immaginare un luogo più romantico del lussuoso B&B creato da Gianluca Bisol, uno dei più prestigiosi produttori di Prosecco”.

La Foresteria, ex eremo cistercense, è stata di recente ristrutturata dalla famiglia Bisol e dotata di ogni comfort per offrire agli ospiti il piacere di godersi la pace di un paradiso naturale, senza rinunciare ad alcuna comodità, dalla piscina esterna alll’idromassaggio in camera.

Soggiornare alla Foresteria Duca di Dolle, come scrive Brunton, significa “trovarsi veramente al centro di un meraviglioso paesaggio di dolci colline ricoperte di vigneti” e, quindi, rappresenta qualcosa di più di una semplice vacanza, poichè significa vivere una vera e propria esperienza di vita nel miglior posto per gustare ogni piacere delle alte colline trevigiane.

di Claris