Capello, concentrazione e tensione per vincere

marzo 17, 2006 in Sport da Roberto Grossi

TORINO – Il secondo scudetto consecutivo è a un passo ma Fabio Capello non ha intenzione di mollare la presa. Nella conferenza stampa di vigilia della trasferta a Livorno il tecnico appare rilassato e ironico come poche altre volte ma allo stesso tempo ammonisce i suoi a non perdere concentrazione. Anche per tenere alta la tensione in vista del big-match europeo in programma a Londra tra una decina di giorni. Inoltre, le voci di mercato che lo riguardano vengono declassate al rango di invenzioni, buone solo per divertirsi e farsi quattro risate.

Signor Capello, con un tale vantaggio sulla seconda rischiate di rilassarvi troppo.

Niente affatto. Siamo in una posizione di grande privilegio ma non abbiamo ancora vinto nulla. Quindi è vietato abbassare la guardia. Inoltre se riusciremo a mantenere un rendimento e un’attenzione costante in Italia arriveremo in condizioni migliori anche alla sfida di Champions con l’Arsenal.

Gli amaranto saranno forse privi di Lucarelli. Bene per voi.

A Livorno non è mai una passeggiata e anche se dovesse mancare il loro bomber sarà ugualmente dura. I toscani sono una buona squadra allenata da un uomo tosto come Mazzone che proprio contro di noi eguaglierà il record di presenze di Nereo Rocco. Vorrà fare bella figura….

La vostra condizione invece com’è?

In generale stiamo fisicamente bene. Vieira deve smaltire la botta alla coscia ma in compenso Camoranesi e Kovac hanno recuperato e Birindelli tornerà in campo mercoledì prossimo nell’amichevole che disputeremo a Ciriè.

Ibrahimovic però è alquanto deludente. Problemi di testa?

No, Ibra è stato penalizzato dall’infortunio patito con la sua nazionale ed essendo grande e grosso ha avuto difficoltà a ritrovare i movimenti giusti. Quando poi si vuole cercare il gol o la giocata importante senza essere al meglio tutto diventa più difficile. Ora però lo svedese sta bene.

Neanche lei soffre per le voci di mercato che la vogliono altrove?

Affatto. Anzi, queste cose mi divertono. Sarebbe molto peggio sentire che vogliono cacciarmi via: meglio essere ricercato che criticato. Mi capita inoltre di leggere cose che neanche so e presunte mie interviste assolutamente inventate. Capisco bene che è tempo di mercato e quindi voi giornalisti fate il vostro lavoro. A marzo è giusto che i presidenti pensino al tecnico per poi costruire la squadra anche se qualcuno opera nell’esatto contrario….

Lippi dice che gli allenatori contano molto di più rispetto al passato. E’ d’accordo?

No. Se un allenatore conta per il 20% all’interno di un gruppo sballa gli equilibri perché è una percentuale altissima.

In settimana ha partecipato alla festa di addio al calcio di Albertini. Emozionato?

Di solito non mi piacciono questi revival in cui ti accorgi che sei invecchiato. Invece al Meazza è stata una serata gioiosa in cui tutti eravamo contenti di quel che avevamo dato per la maglia rossonera. Una squadra irripetibile? No, anche se non è semplice aprire un ciclo simile.

di Roberto Grossi