La collina del vento
Luglio 16, 2012 in Libri da Benedetta Gigli
| Titolo | La collina del vento |
| Autore | Carmine Abate |
| Editore | Mondadori |
| Pagine | 200 |
| Prezzo | 17,50 € |
La verità è che i luoghi esigono fedeltà assoluta come degli amanti gelosi: se li abbandoni, prima o poi si fanno vivi per ricattarti con la storia segreta che ti lega a loro; se li tradisci, la liberano nel vento, sicuri che ti raggiungerà ovunque, anche in capo al mondo
Con questo romanzo Carmine Abate torna nella cinquina del Premio Campiello, cui era già approdato nel 2006 con La festa del ritorno, e ci porta ancora una volta in Calabria, questa volta nel comune di Spillace, sopra la collina del Rossarco. E’ un posto che appartiene alla famiglia Arcuri: Arturo, che l’aveva comprata “non sapeva nemmeno lui com’era riuscito a impossessarsi del Rossarco. Era stato un misto di fortuna e sacrifici, di culo e di crozza, e soprattutto una forza di volontà più pura del terreno pietroso che lui avrebbe domato del tutto grazie anche all’aiuto dei figli. Per questo non vedeva l’ora che tornassero”.
Ma dei tre figli di Arturo Arcuri, partiti per la Grande Guerra, uno solo torna, Alberto, ed è lui che dovrà continuare l’opera del padre difendendo la collina dalle mire del potente del luogo, don Lico, che arriverà a mandare in esilio il giovane proprietario per non avergli venduto il terreno. E dopo di lui toccherà a Michelangelo diventare il custode del luogo e poi ancora a Rino.
Anche in questo romanzo, come già in Tra i due mari e in La festa del ritorno, Abate, calabrese emigrato prima in Germania e poi trasferitosi in Trentino, riesce a trasmettere l’amore
e l’attaccamento per la propria terra, la sensazione di appartenenza ad un luogo e la convinzione di lottare per esso, facendo capire al lettore che la casa la si porta dentro di sé, ovunque si vada.
