Unorthodox, il diverso nell’arte

febbraio 14, 2001 in Medley da Redazione

Più si frequentano le mostre e più balza all’occhio il modo sempre diverso, a seconda dell’artista, di vedere un determinato soggetto. Per riprodurre questi “modi di vedere”, ecco che spicca un lavoro sui differenti materiali da utilizzare e sulle tecniche di produzione.

Proposte di eterogeneo approccio all’immagine ci vengono suggerite dalla galleria Photo&contemporary, in via dei Mille 36. L’8 febbraio, infatti, inaugura una mostra intitolata Unorthodox, che presenta una raccolta di opere in cui gli artisti utilizzano con grande ironia materiali di uso quotidiano, ma inusuali, non ‘ortodossi’. I protagonisti di questa speciale collettiva sono: David Mach, Vik Muniz, Jane Mulfinger e Nicus Lucà.

Il primo, David Mach, è uno scultore scozzese. Agli inizi degli anni ’80 si fa conoscere con installazioni di enormi dimensioni, tra le quali Polaris, la replica del sottomarino nucleare, lungo più di 35 metri, realizzata con pneumatici usati. A questo lavoro, dopo una decina d’anni, segue il tempio, sempre costituito dal medesimo materiale, in dimensioni reali, nel porto di Edimburgo.

In seguito, Mach approfondisce la propria ricerca sui materiali con l’impiego dei giornali in grandi installazioni che, invadendo lo spazio, richiamano travolgenti onde di piena capaci di inghiottire mobili, oggetti d’arte, elettrodomestici, canoe. Di grande impatto sono anche le opere realizzate in mattoni, quali il treno (lungo 49 metri) a Darlington, e le facciate di templi antichi. Le opere esposte in questa mostra fanno parte della serie “Match Heads” (teste animali ed umane realizzate con centinaia di fiammiferi). In foto, di David Mach, “Tiger”, courtesy J.d.N..

Segue Vik Muniz, artista brasiliano internazionalmente noto grazie al successo riscosso dalle sue opere realizzate con lo sciroppo di cioccolato. Parte da immagini della storia dell’arte o da fotografie (dal Cenacolo di Leonardo all’immagine del Dripping di Pollock, oppure al ritratto di Baudelaire) riprodotte impiegando materiali diversi, non solo cioccolato, ma anche terriccio, fili di lana e di ferro, zucchero e cotone. Si tratta di set tridimensionali successivamente fotografati e ingranditi. È presente con i suoi lavori nelle collezioni di vari musei, come il MOMA di New York, il Museum of Fine Arts di Boston, il Victoria and Albert Museum di Londra, la Fondazione Cartier di Parigi ed il Museo Pecci di Prato.

Nicus Lucà, come Muniz, parte da immagini di quadri famosi o fotografie molto popolari. La sua serie “Campioni” presenta migliaia di spilli che trafiggono grandi tele monocrome sostituendo il pennello originale nella resa di toni, tratti ed ombreggiature.

Jane Mulfinger è una giovane artista californiana che vive e lavora tra Londra e Santa Barbara, dove insegna alla University of California. Espone alcune incisioni su vetro trasparente della serie “No image, no matter” (nessuna immagine, nessuna materia).

Questi gli artisti e le loro proposte. Tocca al pubblico visitare questa esposizione e giungere a quelle conclusioni cui si arriva soltanto al termine di una “passeggiata artistica”.

Unorthodox

Sede: Galleria Photo&contemporary – via dei Mille, 36 – Torino

Periodo: 8 febbraio – 31 marzo

Orario: dal martedì al sabato (15.30 – 19.30)

di Andrea Savio