Una nuova casa editrice: Zandegù

marzo 20, 2006 in Libri da Stefano Mola

Hollywood PartyFiocco rosa nella popolazione delle case editrici torinesi, arriva Zandegù. La guida una giovanissima: Marianna Martino, 22 anni. Grandissima la nostra curiosità, e conseguente intervista.

Marianna Martino, come si decide a 22 anni di fondare una casa editrice?

Con una grande passione per i libri fin da piccola, e con un pizzico di follia. Dopo gli studi, trovare lavoro in ambito editoriale, data la mia giovane età, è stato difficile e così mi sono detta portiamo la montagna a Maometto! Ma tutto questo non sarebbe stato possibile, e ci tengo a dirlo, senza l’aiuto preziosissimo sia economico che psicologico dei miei genitori, che mi hanno incoraggiata e sostenuta tantissimo e che continuano a credere nella Zandegù.

Qual è stata la cosa più difficile?

All’inzio, quando ero davvero super sconosciuta, la cosa più difficile è stata trovare dei buoni libri. Testi con una trama avvincente e ben scritta, narrata in stile brioso e originale, oltre che adatti alla mia linea editoriale, ce ne sono pochi. Però facendomi pubblicità col blog e col sito sono riuscita a trovare del materiale interessante da pubblicare. Paradossalmente, quando ho cominciato, credevo che trovare i libri sarebbe stato il minore dei problemi, invece ora mi rendo conto che la caccia alla preda è complessa, perché bisogna operare una selezione feroce per offrire al pubblico testi realmente validi.

Che cosa rappresentano la lettura e i libri per te?

Fin da piccola ho sempre letto moltissimo, forse perché in casa mia tutti leggono molto e sono sempre stata circondata dai libri. Per me la lettura rappresenta un momento tutto per me, durante il quale mi rilasso e mi allontano dal mondo circostante. Ma è anche un momento in cui apprendo qualcosa in più sul narrare. È anche un’occasione, quella della lettura, per tenere allenato il cervello e la fantasia. Ricordiamolo: chi non legge molto, non sa scrivere buoni libri!

Da dove viene il nome, Zandegù?

Quando ero nel pancione di mia mamma e i miei genitori non sapevano ancora se ero maschio o femmina, si rivolgevano al pancione col nome di Zandegù, come il ciclista. L’ho raccontato una sera ai miei amici, mentre eravamo impegnati a cercare un nome per la casa editrice, ed è piaciuto a tutti talmente tanto che l’ho scelto per la mia attività.

Ci puoi descrivere che cosa hai provato di fronte al primo tuo libro stampato che hai avuto tra le mani?

Terrore totale e tanto orgoglio e commozione. Terrore perché mi veniva da controllare il libro in ogni minimo dettaglio: la rilegatura, la carta, il colore della copertina, l’indice; orgoglio perché vedevo una cosa mia, fatta proprio da me finalmente nelle mie mani e commozione perché era in 3D, non più un file bidimensionale su pc, ma un libro vero, come quelli che tutti comprano in libreria. È stata una giornata memorabile, non la smettevo di guardarli!

Come hai scelto e contattato gli autori da pubblicare?

Simone MarcuzziInizialmente ho attinto al bacino della Scuola Holden, avendola frequentata e conoscendo gli autori e il loro stile. In seguito, dovendo guardarmi anche intorno, ho spulciato per un bel po’ i siti di narrativa e ho conosciuto moltissimi autori davvero validi e originali. Poi, la maggior parte si è proposta da sola. Leggendo il blog, mi hanno contattato direttamente gli autori, inviandomi i loro manoscritti da valutare. Ovviamente li ho scelti in base all’attinenza del loro lavoro con la mia linea editoriale (racconti e romanzi surreali e un po’ assurdi) e poi in base al loro stile, all’originalità della trama, al coinvolgimento emotivo che mi suscitavano mentre li leggevo.

Ci puoi parlare brevemente dei primi libri in uscita?

I primi libri sono due raccolte di racconti della collana I nati ieri. La prima, Cosa faccio quando vengo scaricato di Simone Marcuzzi è una raccolta di storie d’amore cattive, maschiliste, cariche di sesso e violenza, ma anche di poesia e tenerezza. La seconda, Hollywood Party di Autori Vari, è una raccolta di nove racconti ispirati a film famosi americani (da La donna che visse due volte a Animal House, passando per I Goonies e Edward mani di forbice per arrivare a Million Dollar Baby). Sono racconti forti, crudeli, semplici, divertenti, originali che hanno preso vita dalle immagini dei film o dalle loro atmosfere. Il prossimo, che uscirà a maggio, è il primo romanzo e si intitola I sassi vanno matti per le sasse di Roberto Tossani, una storia d’amore ricca di palloncini e ricordi imprigionati nei sassi, surreale e dolceamara.

Per essere pubblicati da Zandegù, che tipo di libro si deve scrivere?

I libri Zandegù sono libri fichissimi. Sono libri molto originali, divertenti, poetici, che fanno riflettere, che fanno sorridere e che tengono compagnia a chi legge. Ecco, questo è il tipo di libro che mi piace pubblicare.

di Stefano Mola