Umm Kulthum: a Voice like Egypt

Luglio 28, 2006 in Cinema da Marcella Trapani

Al Museo di Scienze Naturali nell’ambito della manifestazione MUSEO SERA/ Music Placet, verrà presentato lunedì 31 luglio il film di M. Goldman Umm Kulthum: a Voice like Egypt.

OumKhalthoum

  • Narrato da O. Sharif, il film è il primo documentario che ha portato all’attenzione del pubblico americano nel 1997 Umm Khultum, la più grande cantante araba contemporanea.

    Il film illustra la vita della cantante nel contesto della storia epica dell’Egitto del XX secolo, quando il paese si liberò dal colonialismo. Il regista M. Goldman ha vissuto per più di due anni sul posto, facendo ricerche e filmando con una troupe egiziana.

    Dal Premio Nobel N. Mahfuz a una ragazzina di 12 anni in un ristorante all’aperto, le persone comuni parlano del ruolo che la musica di Umm Kulthum ha avuto nelle loro vite e cantano le loro canzoni preferite davanti alla telecamera.

  • Nata da una famiglia di contadini in un piccolo villaggio del Delta, Umm Kulthum era figlia dell’imam della moschea locale e di una casalinga. Anche la sua data di nascita è oscura ma da alcuni documenti sembra fosse il 4 maggio 1904. Il padre di Umm Kulthum, lo sheikh Ibrahim al-Sayyd al-Baltaji, incrementava le sue magre rendite dalla moschea cantando canti religiosi ai matrimoni e durante altre cerimonie nel suo villaggio e in quelli vicini. La famiglia abitava in una piccola casa di mattoni crudi ed era composta da cinque persone: tre figli piccoli e i genitori.

    Umm Kulthum studiò per sei anni in una scuola coranica nel villaggio di ‘Izbet al-Hawwal, dove apprese interi brani del Corano e acquisì i primi rudimenti di lettura e di scrittura. Imparò a cantare ascoltando suo padre e spiando le lezioni di canto che questi impartiva a suo fratello Khalid, destinato ad accompagnare lo sheikh Ibrahim nelle sue tournées. Quando il padre scoprì ciò che Umm Kulthum aveva imparato e che aveva una voce molto forte, le chiese di unirsi alle sue lezioni. Grazie alla potenza della sua voce, la ragazzina diventò un motivo di attrazione per il gruppo e infine la cantante principale. Giravano di villaggio in villaggio per tutta la regione del Delta e anche i loro compensi si accrebbero notevolmente.

  • Infine nel 1923 la famiglia si trasferì al Cairo dove la giovane trovò un maestro di canto, lo sheikh Abu al- Hila Muhammad, che le presentò il poeta Ahmad Rami. Questi le insegnò la sua poetica e migliorò la sua conoscenza dell’arabo letterario. Umm Kulthum prese ad imitare i modi e l’abbigliamento delle donne dell’alta società presso cui cantava e divenne anche amica di alcune di esse. Nel 1926 decise di assumere musicisti professionisti per farsi accompagnare al posto dei familiari con cui aveva cantato sino ad allora. In questo modo assurse un poco alla volta al livello dei cantanti professionisti del Cairo intorno al 1928 e iniziò a incidere dischi e a venire a contatto con i mass-media. Cominciò a cantare alla Radio Nazionale Egiziana nel 1934 e in tal modo conquistò centinaia di migliaia di ascoltatori egiziani e arabi. Arrivò a controllare lei stessa i rapporti con i giornalisti e i testi delle sue interviste: manteneva segreta la sua vita privata, frequentava amici che facevano lo stesso e parlava ai reporters solo di argomenti scelti da lei. Amministrando in tal modo la propria immagine, accresceva il mito della cantante geniale ma solitaria, forte e capricciosa allo stesso tempo. Diventò agente e produttrice di se stessa e dei suoi concerti, fatto assolutamente inusuale per una donna nel mondo arabo negli anni ’30 (e non solo nel mondo arabo!).
  • Agli inizi degli anni ’40, Umm Kulthum esguì canzoni scritte per lei dal compositore Zakariya Ahmad e dal poeta popolare Bayram al-Tunisi: ciò conferì al suo repertorio uno stile meno romantico e più patriottico e populista, che coincise con il periodo del risveglio nazionalista dell’Egitto. Assunse anche un ruolo di potere nell’ambiente musicale egiziano, divenendo presidente dell’Unione Musicisti. Nelle sue biografie viene ricordata la sua forte personalità ma anche il suo umorismo tagliente e il suo orgoglio.

    OumKhalthoumA partire dallo stesso periodo però ebbe anche dei problemi di salute e personali piuttosto gravi che la portarono a soffrire di cicliche crisi depressive, mentre la sua carriera subì una battuta d’arresto. Umm Khultum ebbe una serie di amori e di legami sentimentali, tra cui quello con il poeta Ahmad Rami, ma si sposò soltanto nel 1954 con il Dott. Hasan al-Hifnawi. La sua forza di volontà e la mancanza di relazioni personali durature avevano diffuso la voce di una sua “mancanza di cuore e di sensibilità femminile”. L’unione con il Dott. Al-Hifnawi, uno dei medici che l’avevano in cura, incontrò anche l’approvazione del suo pubblico perché, durante il periodo della sua malattia, la gente vide Umm Kulthum come un essere umano con una vita personale e bisogni umani simile ai loro anziché come una stella irraggiungibile.

  • Nel 1952 Umm Khultum accolse con entusiasmo la Rivoluzione Egiziana di Nasser e la sua carriera non fu compromessa dai legami che aveva intrattenuto con la famiglia reale. Anzi, nello stesso periodo riprese vigore grazie alla nuova collaborazione con il compositore Muhammad ‘Abd al-Wahab e con il poeta Ahmad Shawqi.

    Dopo la sconfitta egiziana del 1967 da parte di Israele, iniziò una serie di concerti nazionali e internazionali che assunsero sempre più il carattere di visite di stato a supporto della causa araba in Palestina. Più che una musicista era considerata “la voce e il volto dell’Egitto”.

  • Grazie alla sua voce era diventata una donna di grande potere, amica di presidenti e di capi di stato. Ai suoi funerali nel 1975 nella moschea di ‘Umar Makram al Cairo presero parte quattro milioni di persone e ancora oggi la vendita dei suoi dischi supera largamente quella di qualsiasi altro cantante di lingua araba.

    Notizie tratte dal testo di V.L. Danielson, “The Voice of Egypt”: Umm Kulthum, Arabic Song and Egyptian Society in the Twentieth Century, Chicago 1997.

    Si veda anche il romanzo: S. Nassib, Ti ho amata per la tua voce, Roma 1996.

    di Marcella Trapani