Tutto è connesso 2

maggio 24, 2011 in Arte da Benedetta Gigli

tutto connesso 2Dal 24 maggio al 18 settembre il Castello di Rivoli presenta al pubblico Tutto è connesso 2, un nuovo allestimento della collezione permanente, in continuità con la più ampia ridefinizione degli spazi dedicati alla precedente mostra Tutto è connesso. L’esposizione mette in mostra nuove acquisizioni di cinque artisti di varie generazioni e identità culturali e geografiche:

  • l’ambiziosa e complessa opera performativa di Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla, intitolata Stop, Repair, Prepare: Variations on Ode to Joy for a Prepared Piano, in cui un pianista suona in piedi, rivolto al contrario, da un buco scavato al centro di un pianoforte Bechstein, eseguendo il quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, comunemente conosciuto come Inno alla Gioia
  • un insieme di opere dell’artista Elisabetta Benassi, che attraverso una preziosa serie di acquarelli riformula la storia del Novecento in un’originale riscrittura narrativa. Insieme alla serie degli acquarelli è esposta l’opera Telegram from Buckminster Fuller to Isamu Noguchi explaining Einstein’s theory of relativity: un telegramma che diventa oggi un grande tappeto, un oggetto quotidiano e un ricordo, un segno trasmesso dalle utopie moderne del Novecento alla nostra epoca, oltre ad un’inedita scultura.
  • una serie di sculture in ceramica di Goshka Macuga dedicate all’artista Pinot Gallizio. Traendo ispirazione dai disegni preparatori o dalle fotografie dello stesso Gallizio, l’artista polacca ha deciso di ‘riprodurre’ quattro sculture creando l’opera Untitled (After P. Gallizio). Ancora una volta, come spesso avviene nei suoi progetti, l’artista rimette in circolazione oggetti, storie, forme di altri artisti riposizionandoli in luoghi e tempi differenti.
  • il trittico fotografico e la grande installazione di Anna Maria Maiolino, intitolati Entrevidas (Between Lives) in cui il pubblico è invitato a camminare tra uova adagiate sul pavimento, simulando un percorso in situazione di tensione attraverso una sorta di campo minato.

    L’esperienza vissuta durante i difficili anni della dittatura militare in Brasile, ha portato Maiolino a interrogarsi sui limiti tra la vita e la morte, sui temi della resistenza, della fecondazione e del pericolo. Come l’artista stessa precisa: così riviviamo quello che è stato dimenticato e passo dopo passo ricordiamo ciò che è conosciuto.

  • Il complesso progetto No light dell’artista ceca Kateřina Šedá che analizza il contesto sociale nel quale si è ritrovata la cittadina di Nošovice, località rurale di appena 960 abitanti, all’indomani della nascita del nuovo insediamento industriale che il noto marchio automobilistico Hyundai ha costruito dividendo traumaticamente la città in due.

    Informazioni

    tel. 011.9565220

    [email protected]

    www.castellodirivoli.org

    di Benedetta Gigli